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30 segnali per riconoscere le persone tossiche in amore (Testo del 04.08.2016)

Non è normale che la vostra “anima gemella” passi da un giorno all’altro da una raffica di attenzioni al disinteresse più totale nei vostri confronti, con la scusa che è molto occupata. O che dopo una valanga di lusinghe nella fase del corteggiamento, una volta insieme vi critichi in continuazione, mettendovi in berlina davanti agli altri, solo per il gusto di far divertire il suo pubblico di fan.

Se state vivendo una relazione di questo tipo, che sia una storia burrascosa o un rapporto logorante e che fa male, molto probabilmente avete a che fare con una persona manipolatrice, narcisista e bugiarda in modo seriale. A soffrire di questi disordini di personalità sono circa il 15% della popolazione mondiale e di solito manifestano nel rapporto d’amore comportamenti patologici che mirano a danneggiare l’autostima del partner.

Il meccanismo che attuano è ciclico e sempre uguale: prima c’è l’idealizzazione, poi si viene messi in discussione con la sottile arma della svalutazione e infine si viene scartati, ovvero abbandonati. Non hanno sensi di colpa, non provano rimorso e soprattutto non cambieranno mai. Dunque, chi gli/le sta accanto non può sperare di salvare la relazione, ma solo di uscirne e proteggersi.

Individuarli non è facile quando si è dentro la storia, ma ci si può liberare da questo tipo di relazioni malsane e patologiche. Una guida efficace per uscire da queste forme di dipendenze affettive è il best seller “Questo amore fa male. Come salvarsi dalle relazioni distruttive e tornare a vivere” di Jackson MacKenzie, Giunti Editore (14,50 euro). L’autore è anche il cofondatore, nel 2011, di PsychopathFree.com, community dalla quale origina il titolo inglese del libro e punto di riferimento per milioni di persone vittime di rapporti tossici e abusi emotivi. Il primo passo da fare è riconoscerli: ecco 30 segnali tratti dal libro, che vi permettono di capire se avete dato il vostro cuore a un individuo “tossico”.

1. Il gaslighting (una forma di violenza psicologica nella quale si presentano alla vittima false informazioni per indurla a dubitare della propria memoria e percezione) e il crazy-making (il ricorso a giochetti psicologici per confondere e destabilizzare la vittima, indebolendola sempre di più). L’individuo tossico ha la faccia tosta di negare il proprio comportamento manipolatore e di ignorare le prove anche quando le ha sotto il naso. Se tentate di smentire le sue menzogne con i fatti, vi critica e non vi prende in considerazione. Anziché esaminare le proprie condotte riprovevoli, incolpa voi accusandovi di essere pazzi e ipersensibili.

2. Non riesce a mettersi nei vostri panni o, se è per questo, in quelli di nessun altro. Tentate disperatamente di spiegargli come si sentirebbe se lo trattaste nello stesso modo, e si limita a fissarvi con sguardo vacuo. A poco a poco smettete di manifestargli i vostri sentimenti perché di solito reagisce con il silenzio o l’irritazione.

3. Ipocrisia all’ennesima potenza. “Fa’ quello che dico, non fare quello che faccio”. Questi soggetti hanno enormi pretese di fedeltà, rispetto e adorazione, ma dopo la fase di idealizzazione non ricambiano questi sentimenti, e prendono a tradire, mentire, criticare e manipolare. Voi invece dovete continuare a essere perfetti, altrimenti verrete giudicati instabili e rimpiazzati in men che non si dica.

4. Menzogne e giustificazioni patologiche. C’è sempre una giustificazione per ogni cosa, anche per quelle che non avrebbero bisogno di essere giustificate. Il soggetto tossico inventa bugie più rapidamente di quanto voi riusciate a mettere in dubbio le sue parole. Dà sempre la colpa agli altri, senza mai assumersi alcuna responsabilità. Dedica più tempo a razionalizzare il proprio comportamento che a correggerlo. Non mostra un briciolo di rimorso o imbarazzo nemmeno quando viene sbugiardato. Spesso sembra quasi che voglia essere colto in flagrante.

5. Lo psicopatico si sofferma sui vostri errori e ignora i propri. Se arriva in ritardo di due ore, non dimenticate che l’avete fatto aspettare cinque minuti al primo appuntamento. Se sottolineate il suo comportamento sbagliato, non esita a rinfacciarvi i vostri sbagli, per quanto lievi. Potreste sviluppare una tendenza al perfezionismo, consapevoli che il minimo errore verrà usato contro di voi.

6. Vi ritrovate a spiegare i fondamenti del rispetto umano a un uomo o a una donna adulti. Le persone normali capiscono concetti basilari come la sincerità e la gentilezza. Gli psicopatici appaiono spesso infantili e innocenti, ma non lasciatevi ingannare da questa maschera. Non dovrebbe essere necessario spiegare a un adulto gli effetti delle sue azioni sullo stato d’animo altrui.

7. Egoismo e una divorante sete di attenzione. Il soggetto tossico vi prosciuga le energie e vi rovina la vita. La sua fame di adorazione è insaziabile. In un primo momento vi illudete di essere gli unici in grado di renderlo felice, ma poi avete la sensazione che chiunque possa svolgere questo ruolo. La verità, tuttavia, è che nessuno riesce a riempire il vuoto nell’anima dello psicopatico.

8. Vi accusa di provare emozioni che ha provocato a bella posta. Vi definisce gelosi dopo aver flirtato sfacciatamente con l’ex, spesso sui social network, sotto gli occhi di tutti. Vi giudica asfissianti dopo avervi ignorato volutamente per giorni di fila. Usa le vostre reazioni costruite ad arte per ottenere la comprensione di altre vittime, cercando di dimostrare che siete diventati “isterici”. Con molta probabilità, un tempo vi consideravate persone molto accomodanti, ma l’incontro con lo psicopatico vi fa cambiare (temporaneamente) idea su voi stessi.

9. Vi ritrovate a fare i detective. Durante le relazioni precedenti non vi è mai successo, ma d’un tratto iniziate a indagare sulla persona in cui prima avevate cieca fiducia. Se ha una pagina Facebook, esaminate i post e gli album degli anni passati. Poi fate lo stesso con i suoi ex. Cercate risposte a una sensazione che non sapete come spiegare.

10. Siete gli unici a vedere la sua vera natura. Qualunque cosa faccia, sembra sempre che abbia un fan club pronto ad acclamarlo. Lo psicopatico sfrutta queste persone per ottenere soldi, risorse e attenzione, ma loro non se ne accorgono perché li distrae strategicamente con elogi vuoti. Le sue amicizie superficiali durano molto più a lungo delle sue relazioni.

11. Temete che ogni litigio possa essere l’ultimo. Le coppie normali discutono per risolvere i problemi, ma lo psicopatico ci tiene a precisare che le conversazioni negative mettono in pericolo la relazione, soprattutto se riguardano il suo comportamento. Il più delle volte i vostri tentativi di migliorare la comunicazione verranno puniti con il silenzio. Vi affrettate a chiedere scusa e a perdonare per evitare che il partner perda interesse nei vostri confronti.

12. L’individuo tossico erode pian piano i vostri limiti. Vi critica con atteggiamento beffardo e condiscendente. Fa un sorrisetto di scherno quando cercate di esprimervi. Le frecciatine diventano il principale strumento di comunicazione all’interno del rapporto. Lo psicopatico sminuisce ingegnosamente la vostra intelligenza e le vostre capacità. Se protestate, vi definisce ipersensibili e squilibrati. Forse cominciate a sentirvi turbati e rancorosi, ma imparate a reprimere questi sentimenti per il quieto vivere.

13. Il soggetto tossico vi nega qualunque attenzione e sgretola la vostra autostima. Dopo avervi riempiti di premure e complimenti, di punto in bianco sembra annoiarsi. Si chiude nel silenzio e si irrita quando vi mostrate interessati a continuare la relazione appassionata che lui o lei ha voluto creare. Iniziate a sentirvi di peso.

14. Pretende che gli leggiate nel pensiero. Non si fa vivo per diversi giorni, ma è colpa vostra se non siete al corrente dei progetti di cui non vi ha mai informati. Come se non bastasse, trova sempre una giustificazione che gli permette di calarsi nel ruolo della vittima. Prende decisioni importanti sulla relazione e le comunica a tutti tranne che a voi.

15. In sua presenza siete sempre tesi come corde di violino, ma volete piacergli a ogni costo. Perdonate quasi tutti i suoi comportamenti riprovevoli giudicandoli accidentali o trascurabili, perché siete costantemente in competizione con altri per la sua attenzione e i suoi elogi. Quando vi allontanate, non fa una piega, passando con disinvoltura alla successiva fonte di energia.

16. Un’incredibile quantità di “svitati” nel suo passato. Probabilmente un ex o un amico che non è tornato dallo psicopatico strisciando verrà etichettato come geloso, bipolare, alcolista o con altri epiteti ingiuriosi. Non illudetevi: il soggetto tossico parlerà di voi nello stesso modo con la preda successiva.

17. Scatena gelosie e rivalità nascondendosi dietro una maschera di candore. All’inizio concentra tutte le sue attenzioni su di voi, ma poi vi sconcerta facendo marcia indietro e dedicandosi ad altre persone. I suoi atteggiamenti vi spingono a dubitare costantemente del suo amore. Se usa i social network, stuzzica gli ex – prima tanto criticati – con vecchie canzoni, fotografie e battute private. Osserva le attività informatiche della “concorrenza” e ignora le vostre.

18. Idealizzazione, love-bombing (manifestazione deliberata di affetto e di attenzione, esercitata da un individuo per ottenere un’influenza sulla vittima) e lusinghe. Lo psicopatico comincia a bruciare le tappe non appena vi conoscete. Elenca le cose che avete in comune e vi ripete che siete la sua anima gemella. Come un camaleonte, copia i vostri sogni, speranze e insicurezze per instaurare subito un legame basato sulla fiducia e sull’entusiasmo. Vi cerca sempre per primo e sembra affascinato da ogni vostra sfaccettatura. Se avete una pagina Facebook, la riempie di poesie, canzoni, complimenti e battute intime.

19. Vi mette a confronto con ogni altra persona della sua vita: ex, amici, familiari e futuri sostituti. Nella fase di idealizzazione vi fa sentire speciali dicendo che siete di gran lunga migliori. Nello stadio della svalutazione, invece, usa i paragoni per scatenare gelosia e senso di inferiorità.

20. Le qualità che all’inizio ammirava in voi diventano all’improvviso difetti macroscopici. In un primo momento lo psicopatico sfrutta le vostre vanità e vulnerabilità più profonde, osservandovi e riproducendo esattamente ciò che crede vogliate sentirvi dire, ma dopo avervi presi all’amo comincia a usarle contro di voi. Così vi ritrovate sempre più spesso a cercare di dimostrarvi all’altezza di una persona che prima vi considerava perfetti.

21. La maschera si incrina. Ci sono brevi momenti in cui l’individuo tenero, candido e affascinante viene sostituito da una persona completamente diversa. Vedete un lato che non era mai emerso durante la fase di idealizzazione, ed è una sfaccettatura fredda, irriverente e manipolatrice. Notate qualcosa che non va nella sua personalità. Sembra che l’uomo o la donna di cui vi siete innamorati non esista più.

22. Si annoia facilmente. Lo psicopatico si circonda sempre di persone pronte a stimolarlo ed elogiarlo in ogni istante. Non sopporta di restare solo per lunghi periodi. Perde quasi subito l’interesse per qualunque cosa non lo affascini o non lo entusiasmi.

23. La triangolazione. Il soggetto tossico si attornia di ex, potenziali partner e chiunque altro gli dia attenzioni, comprese le persone che in passato ha criticato e giudicato inferiori a voi. Questo comportamento serve a generare confusione e a dare l’impressione che lo psicopatico sia sempre molto richiesto.

24. Maltrattamenti occulti. Fin da bambini impariamo a riconoscere le violenze fisiche e gli insulti espliciti, ma nel caso dello psicopatico gli abusi non sono così ovvi. Probabilmente vi accorgerete di essere stati maltrattati solo molto tempo dopo la fine della relazione. Attraverso l’idealizzazione personalizzata e la svalutazione subdola, l’individuo tossico erode l’identità di qualunque vittima. Da fuori sembra che voi siate usciti di senno mentre lo psicopatico si allontana con calma, totalmente incolume.

25. Il gioco della pietà e le storie patetiche. Le condotte scorrette di questo individuo affondano sempre le radici in un episodio strappalacrime. Il soggetto tossico sostiene di comportarsi così per colpa dei maltrattamenti ricevuti da un ex, da un genitore o addirittura da un gatto. Dice di aver sempre desiderato solo la serenità e la tranquillità e di odiare le scenate, quando invece la sua vita è più litigiosa di quella di chiunque altro conosciate.

26. Il ciclo agrodolce. A volte lo psicopatico vi riempie di attenzioni, altre vi ignora, altre ancora vi critica. In pubblico vi tratta diversamente da come fa in privato. Un giorno parla di matrimonio e il successivo vi molla senza tante cerimonie. Non sapete mai cosa prova per voi.

27. Questa persona diventa il centro della vostra vita. Passate sempre più tempo con il partner e i suoi amici, e sempre meno con i vostri. È il fulcro dei vostri pensieri e dei vostri discorsi. Vi isolate da tutti per garantirgli la massima disponibilità. Annullate ogni impegno e aspettate con impazienza le sue chiamate. Per qualche ragione, il rapporto sembra richiedere molti sacrifici da parte vostra, ma pochissimi da parte sua.

28. Arroganza. Nonostante l’immagine umile e dolce con cui lo psicopatico si presenta all’inizio, poi notate un’inconfondibile aria di superiorità. Vi tratta con sufficienza come se foste stupidi o emotivamente instabili. Dopo la rottura non si fa scrupolo a ostentare le nuove conquiste, assicurandosi che vediate quanto è felice senza di voi.

29. Pettegolezzi velenosi e mutevoli. Lo psicopatico pianta il seme della malignità sparlando di tutti, idealizzandoli in loro presenza e poi dicendone peste e corna non appena voltano le spalle. Vi ritrovate a provare antipatia o rancore per persone che non conoscete nemmeno. Per qualche ragione potreste addirittura sentirvi speciali perché il soggetto tossico ha deciso di lamentarsi con voi. Una volta che la relazione si guasta, tuttavia, correrà a gambe levate da coloro che ha insultato fino al giorno prima, riferendo che siete squilibrati.

30. I vostri sentimenti. L’amore e la compassione si trasformano in panico e ansia opprimenti. Chiedete scusa e piangete più di quanto abbiate mai fatto in vita vostra. Dormite male e vi svegliate ogni mattina con un senso di angoscia e disorientamento. Non avete idea di cosa ne sia stato della vostra indole rilassata, comprensiva e vivace. Dopo l’incontro con lo psicopatico vi sentite esausti, prosciugati, svuotati e sotto shock. Demolite la vostra esistenza sperperando soldi, interrompendole amicizie e cercando le ragioni dell’accaduto.

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Come difendersi dalla “gente tossica” (Testo del 21.08.2017)

Ama il prossimo tuo… con prudenza. Perché alcuni individui possono avvelenarci la vita, e conviene saperli riconoscere.

Parole come pallottole. Mediocri, aggressivi, arroganti, invidiosi: quale che sia la loro categoria, contro gli psicovampiri bisogna difendersi in ogni modo.

Rassegniamoci: ce n’è almeno uno in ogni gruppo, in ogni famiglia, in ogni compagnia. L’importante è saperli riconoscere in tempo per mettere in atto le difese necessarie, o per scappare a gambe levate. Parliamo dei vampiri delle emozioni, uomini e donne che appaiono del tutto normali, ma che in realtà sembrano avere un unico scopo nella vita: rovinare la nostra. La psicologa americana Lillian Glass, esperta di linguaggio del corpo, li ha definiti “gente tossica” e li ha catalogati in dieci categorie, suggerendo per ciascuna le contromisure più adatte. Si tratta di pura sopravvivenza. O noi, o loro.

1. IL SOCIOPATICO. È l’individuo tossico più pericoloso, anche perché all’inizio fa un’ottima impressione, dato che vi dice tutto ciò che volete sentire. Privo di scrupoli, incapace di assumersi responsabilità, il sociopatico mente senza esitazioni per raggiungere i suoi scopi: non lo preoccupano né i sentimenti né i diritti altrui. E nemmeno il buonsenso, visto che è capace di contraddirsi non appena gli fa comodo. Vanaglorioso e pieno di sé, ripete in continuazione la parola “io”, ma il modo migliore per riconoscerlo è fissarlo bene in faccia: non muove un muscolo, non esprime emozioni. Anche perché non ne prova affatto. La miglior difesa? Una fuga immediata.

2. L’INVIDIOSO. Rimugina senza interruzione su quello che gli altri hanno e lui no. Nella versione più estrema, il suo obiettivo diventa quello di distruggere gli invidiati maltrattandoli verbalmente e sminuendone ogni conquista. Non riesce proprio a concepire che i successi altrui possano essere il risultato di sacrifici, fatiche e perseveranza e sparge veleno a piene mani sotto forma di pettegolezzi maligni, mormorii e critiche infondate. Per lui, chi si tiene in forma andando in palestra non è che un narcisista con il cervello vuoto. Chi ha buoni punteggi scolastici è il leccapiedi del professore, e così via. Ma, in fondo, chi soffre di più è proprio l’invidioso.

3. L’ARROGANTE PRESUNTUOSO. A questa categoria tossica appartengono persone superbe vanagloriose e pedanti, convinte di essere sempre nel giusto e di fare inevitabilmente le scelte migliori.
Hanno sempre la risposta pronta, su qualunque argomento, e arrivano a imparare a memoria una serie di frasi a effetto solo per sfoderarle al momento giusto e apparire brillanti e migliori degli altri. Accolgono invece le opinioni altrui con supponenza. La loro frase tipica è: “Ne sei proprio sicuro?”. Sono despoti intellettuali. Soltanto le loro opinioni sono importanti e ogni espediente è buono per mantenere viva l’attenzione altrui mentre pontificano. E se sono costretti ad ascoltare fanno smorfie, sospirano, scuotono la testa con falsa discrezione.
Sul lavoro fanno ogni sforzo per convincere gli altri di essere indispensabili, ma la loro convinzione di essere infallibili li porta a sbagliare spesso. Incoraggiati nelle loro errate convinzioni, si fanno del male da soli: un buon grado di autostima è positivo e utile per fare carriera, ma oltre un certo livello rende ciechi ai propri errori. Finché non è troppo tardi.

4. IL PETTEGOLO MALDICENTE. È un supertossico, specializzato nel creare malcontento nell’ambiente di lavoro. Con le sue indiscrezioni può compromettere professionalmente anche i colleghi più competenti, e senza averne alcun vantaggio: il maldicente si realizza nel sentirsi ascoltato e la sua massima ambizione è sapere tutto di tutti. Proprio per questo, però, non esita a esagerare ciò che crede di sapere o anche a inventarlo di sana pianta. È abilissimo infatti nel condire una falsità con un’enorme quantità di dettagli noti, o comunque attendibili, fino a renderla credibile. L’unica difesa è tenersene lontano e non raccontargli mai nulla: entreremmo nella sua rete di bugie piccole e grandi, mescolate a confidenze che prima o poi il pettegolo renderà pubbliche senza alcun rimorso.
Resta da dire che quasi tutti noi partecipiamo alla diffusione dei pettegolezzi, quantomeno per commentarli. Un po’ di autocritica è utile per non diventare tossici a nostra volta.

5. IL CAPO AUTORITARIO. In una relazione di lavoro, il capo ha ogni diritto di dire ai suoi subordinati che cosa si aspetta da loro, e di criticare i loro risultati se lo ritiene necessario. In alcuni casi, però, si trasforma in un despota che trae piacere nell’imporre la propria volontà e si sente legittimato a umiliare chi lavora alle sue direttive. È a questo punto che diventa una persona tossica. Gli autoritari mantengono il controllo ispirando timore e sono capaci di trasformare in un insopportabile fardello quello che agli occhi dei loro sottoposti potrebbe apparire un progetto interessante e coinvolgente.
Spesso questi individui tossici si manifestano all’improvviso, quando finalmente ottengono l’agognata dirigenza: fino a un attimo prima la loro tossicità era quasi insospettabile. Nei casi peggiori, odiano quelli che ritengono inferiori e boicottano chi si mette in luce perché non sopportano di essere superati. Arrivano addirittura a infiltrarsi nel tempo libero dei loro impiegati, a insultarli e a minacciarli per rafforzare il proprio dominio. Lavorare per loro può essere un’autentica calamità. La difesa viene dalla legge che ha ormai riconosciuto il reato di mobbing.

6. IL MEDIOCRE. La mollezza e l’immobilismo sono comportamenti altamente contagiosi, per cui non sottovalutate questa tipologia di individui tossici. Se vi convincessero a vedere la vita dal loro punto di vista, potreste anche finire per trascinarvi al lavoro sempre più demotivati in una nube di depressione. Benché in genere facciano danni soprattutto a se stessi, i mediocri possono avvelenare anche i caratteri più aperti e vitali, contagiandoli. La soluzione? Ricordare sempre che la scelta dei nostri compagni di strada dipende solo da noi.

7. IL VITTIMISTA. Sprizza negatività da ogni poro, è convinto che il mondo sia un posto terribile e si crogiola nella propria sfortuna senza fare nulla per cambiare le cose. Il suo livore verso il mondo è così intenso e martellante da contagiare chi lo sta ad ascoltare, ma c’è di peggio: ha un’eccezionale abilità nel far sentire gli altri (cioè noi) colpevoli della sua situazione disperata. Se bevono troppo o si drogano, è un po’ anche colpa nostra. Ma state tranquilli: non è affatto così.

8. L’AGGRESSIVO VERBALE. La sua violenza psichica crea danni non inferiori ai maltrattamenti fisici. Sardonici, offensivi, intimidatori, gli aggressivi verbali hanno come primo scopo, in una discussione, quello di far sentire l’interlocutore inadeguato, debole, incapace. Perfino il loro colorito rossastro appare bellicoso, così come il tono di voce sempre roboante. Tentare di ragionare con loro è tempo perso: anche se un giorno lodassero la vostra arguzia, il giorno dopo – proprio quando vi sentite più tranquilli – potrebbero lanciarvi la frecciata più feroce.
Consolatevi: le persone tossiche di questo tipo non sanno stabilire relazioni durevoli, e finiscono soli e abbandonati da tutti.

9. L’UMILIATORE. È tra le categorie tossiche più odiose: l’umiliatore gode nello sminuire le sue vittime, destabilizzandole emotivamente. Si finge amico, sostiene di volervi aiutare, in realtà raccoglie informazioni sui vostri difetti per potervi mettere in cattiva luce agli occhi altrui. Indossa costantemente una maschera e mostra la sua vera faccia solo quando raggiunge una posizione di netto vantaggio su di voi. A questo punto potrà anche arrivare all’insulto esplicito.
Un tossico di questo calibro va tenuto d’occhio con attenzione, anche perché le continue frecciate possono creare un senso di inferiorità che vi metterebbe ancor di più nelle mani dell’umiliatore: se riesce a condizionare la vostra vita con le sue prese di posizione, potreste perfino arrivare a convincervi che lo fa a vostro vantaggio.

10. IL NEVROTICO. Molti individui tossici potrebbero essere definiti “cattivi”. Non i nevrotici, che danneggiano contemporaneamente gli altri e se stessi, senza alcun motivo. Si pongono di continuo obiettivi irraggiungibili e se vi siete associati con loro pretenderanno altrettanto da voi.
Il loro perfezionismo sfocia spesso nella mania di controllare tutto ciò che li circonda, persone comprese, ricorrendo di continuo al ricatto degli affetti.
Già, perché i nevrotici non sono cattivi, anzi: vorrebbero piacere a tutti in modo quasi infantile. Fantasiosi e autosufficienti, non ascoltano i consigli altrui ma sono prontissimi a elargire il loro aiuto, che deve seguire però le loro regole. I peggiori tra loro sono i supertossici castratori, quelli che ti aiutano soltanto per poter pronunciare la fatidica frase: “Con tutto quello che ho fatto per te, è così che mi ripaghi?”.

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In una relazione tossica la più subdola delle violenze psicologiche si chiama “prospetticidio” (Testo del 17.01.2018)

Sentirsi colpevoli di tutto, allontanarsi da amici e parenti. Sono queste le catene invisibili che rendono impossibile allontanarsi da una relazione tossica

Sentirsi colpevoli di qualcosa che sfugge al proprio controllo, allontanarsi da amici e parenti per paura che ciò possa diventare motivo di litigio, cambiare totalmente il proprio modo di pensare appiattendosi sul partner. Si chiama “prospetticidio” ed è probabilmente la più subdola delle violenze psicologiche.

Ad affermarlo è Lisa Aronson Fontes, ricercatrice dell’Università del Massachusetts e autrice di “Catene invisibili: superare il controllo coercitivo nella tua relazione intima”. “In una relazione violenta o soffocante, con il tempo il partner dominante cambia il modo di pensare della vittima”, ha raccontato Fontes al Business Insider. “L’abusatore decide cos’è l’amore, ciò che è appropriato sapere del partner, ciò che è sbagliato nella vittima e cosa deve fare per cambiarlo”.

Pian piano, la vittima perde la cognizione delle proprie idee, dei propri obiettivi e persino degli stessi pensieri. “Le vittime di prospetticidio rinunciano alle proprie opinioni, credenze religiose, frequentazioni, obiettivi” Ha affermato Fontes. “E non mi riferisco alla naturale influenza reciproca che si verifica in tutte le relazioni intime, questo è molto più tossico e unilaterale”.

Il controllo del partner dominante può avvenire attraverso commenti taglienti e veri e propri insulti, una trappola da cui è difficile scappare, perché nella maggior parte dei casi il tentativo di ridurre ai minimi termini la vittima si alterna con periodi di gentilezza e dimostrazioni d’amore. Ciò provoca un crescente bisogno di rendere felice il proprio abusatore, arrivando a temere di deluderlo.

In alcuni casi, il partner che controlla può togliere alla vittima qualsiasi tipo di disponibilità economica, per averla maggiormente in pugno. “Una persona sottoposta a controllo coercitivo, anche senza violenza fisica, non si sente libera di vivere la propria vita alle proprie condizioni”, conclude Fontes.

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8 tipologie di persone tossiche di cui sbarazzarsi (Testo del 22.01.2018)

Il nuovo anno è un’occasione per liberarti delle persone negative della tua vita che ti ostacolano e ti appesantiscono.

Che siano colleghi, amici o membri della famiglia, stabilire dei limiti con queste persone tossiche – o eliminarle completamente dalla tua vita – può essere difficile, ma essenzialmente necessario e liberatorio.

Abbiamo chiesto ad alcuni esperti di illustrarci le tipologie di persone di cui dovresti liberarti mentre ci avviciniamo al 2018. Ecco cosa ci hanno detto.

1. La Debbie Downer
Le persone della tua vita dovrebbero darti forza e celebrare i tuoi traguardi – non screditarli. Ma in qualche modo, i Debbie Downer riescono sempre a trovare le nuvole della tempesta anche nel cielo più sereno.
Hai ottenuto un aumento a lavoro? “Tutto qui? Meriti davvero molto di più per il lavoro che fai”, risponderà una persona negativa.
Hai appena pianificato la vacanza dei tuoi sogni? La reazione sarà: “Sei sicuro di voler partire? È un periodo dell’anno molto affollato”.
“Le persone tossiche sono bravissime a privare le buone notizie di tutta la gioia e a trasformarle in qualcosa di negativo”, spiega ad HuffPost la terapista matrimoniale e familiare Sheri Meyers. “Troveranno delle ragioni per cui la buona notizia non è poi così positiva”.
Potrà sembrare che derivi dalla premura o dalla preoccupazione per te, ma non è questo il caso.
“Non lasciare che la negatività subdola delle Debbie Downer e il loro finto interesse sminuiscano la tua felicità o fiacchino la tua sicurezza”, dice Meyers. “Le persone tossiche non sono premurose, solidali o interessate a ciò che è importante per te”.

2. Il manipolatore
Queste persone cercheranno di attaccare, minare o mettere in discussione la tua percezione della realtà per farti dubitare di te stesso. In tal modo, possono mantenere il controllo del vostro rapporto.
“Come tutte le persone negative, i manipolatori sono insicuri. Questi mezzi sono efficaci per vedere soddisfatti i loro bisogni, ma sono incredibilmente dannosi per le relazioni”, spiega ad HuffPost la psicologa Amanda Stemen. “Potranno mentire spudoratamente e negarlo, a prescindere dalla realtà dei fatti, le loro azioni non combaciano con le parole, ti confondono di proposito, ti fanno pensare di essere il problema o ti rivoltano gli altri contro”.
In alcuni casi, i manipolatori non si rendono conto di quello che fanno. E chi, invece, lo comprende potrebbe infischiarsene del danno che sta causando. Stemen raccomanda di evitare i contatti con queste persone finché non saranno capaci di assumersi la responsabilità del loro comportamento.

3. Lo sfruttatore
Lo sfruttatore pretende da te tempo, energie e risorse senza tener conto delle tue volontà e dei tuoi bisogni.
“A meno che venire incontro alle tue necessità non porti vantaggi al suo schema narcisistico, uno sfruttatore ti darà solo quanto basta per assicurarsi che non lo abbandonerai come futura risorsa da utilizzare”, dice lo psicologo Ryan Kelly ad HuffPost.
Kelly sottolinea anche che gli sfruttatori tendono ad essere persone piacevoli che ricorrono spesso al loro fascino per ottenere ciò che vogliono.
“Stare con queste persone può sembrare bellissimo”, dice. “Quando fa comodo a loro, ti fanno sentire inestimabile e amato. In caso contrario, ti faranno sentire rifiutato, insicuro e inutile”.

4. Il membro disfunzionale della famiglia
Se una persona cara continua ad adottare un comportamento sconsiderato o lotta con una dipendenza per cui si rifiuta di farsi aiutare, forse è tempo di ripensare al vostro rapporto.
“È una persona fuori controllo che ti trascina giù con sé”, ha spiegato ad HuffPost Tina B. Tessina – psicoterapeuta e autrice di “It Ends With You: Grow up and out of Dysfunction. “Permettendo a questa persona di approfittarsi di te, di non rispettarti o di usarti, non la aiuti. Così facendo, si sentirà autorizzata. Devi fare un passo indietro”.
Continua: “Smetti di raccogliere i suoi cocci, non prestare soldi che non riavrai. Smettila di agire spinto dal senso di colpa o dalla paura che possa farsi del male. Probabilmente lo farà comunque, e tu non puoi impedirlo”.
Tessina raccomanda di mantenere le distanze fino a quando il soggetto disfunzionale non s’impegnerà nella guarigione. Certo, puoi aiutare nella ricerca di un’analista o di un gruppo di supporto, ma ricorda: non puoi modificare un comportamento simile in sua vece.

5. L’amicizia che hai superato
Speriamo che le amicizie durino per sempre – ma la realtà è che molte non lo faranno, perché non è destino. E va bene così.
“Molti amici sono destinati a restare nelle nostre vite solo per un periodo, poi dobbiamo andare avanti”, ha spiegato ad HuffPost Kurt Smith, psicologo specializzato nel counseling per uomini. “Purtroppo, il senso di colpa, di obbligo e le convinzioni viziate ci spingono ad aspettare più di quanto sia giusto per noi e, spesso, anche per loro”.
L’amicizia dovrebbe essere reciproca ed equilibrata. Quando non è così, forse è il momento di andare oltre.
“Se hai un amico che è più un peso che un supporto – e non solo per brevi periodi di tempo, cosa che capita a tutti – che ti chiama solo quando vuole qualcosa, che è interessato solo a parlare di se stesso oppure è eccessivamente critico o negativo, è il caso di ripensare al rapporto con questa persona”, ha aggiunto Smith.

6. Il “segnapunti”
Questa persona troverà sempre delle mancanze in te e terrà traccia di ogni tuo singolo errore per rinfacciartelo in futuro.
“Giocano sempre al rialzo, attingendo a quelle volte in cui non hai fatto qualcosa, li hai delusi o hai agito nel modo sbagliato, e le usano come prova dei tuoi limiti”, ha spiegato Meyer ad HuffPost. “Quando provi a difenderti, discuterne o risolvere la questione, le persone tossiche tirano in ballo una delusione del passato, sottolineando le tue colpe e il fatto che non ci sei mai veramente per loro”.
Ha aggiunto: “Sono sempre lì a tenere il punteggio. E tu non accumuli mai abbastanza punti. Difenderanno con veemenza il loro punto di vista, e non si assumeranno alcuna responsabilità per quello che fanno o che hanno fatto”.

7. Il criticone
Nessuno di noi è perfetto. Perciò, ci aspettiamo che i nostri amici veri siano leali quando ci serve una svegliata o un parere onesto. Ma chi critica di continuo non è un vero amico.
“Il critico trova difetti in molte delle cose che fai e coglierà ogni occasione per sottolineare una pecca. Inoltre, non sarà mosso dall’interesse o dalla premura, ma ti rinfaccerà colpe e accuse”, ha spiegato Stemen ad HuffPost. “Ti farà pensare che il problema sei tu, e non il suo atteggiamento”
Le persone eccessivamente critiche spesso hanno una bassa autostima e possono proiettare le loro insicurezze sugli altri.
“Dunque le critiche sono rivolte a loro stesse, ma questo non le rende divertenti o necessarie. E non è sano sorbirsi la loro negatività” ha aggiunto.

8. Un partner velenoso
Mettere fine a una relazione tossica può essere difficile – soprattutto quando l’altro si rifiuta di ricevere un “no” come risposta. Ma eliminare questa persona dalla tua vita spesso è la decisione migliore, è più sana, che puoi prendere.
“Se ci sono problemi concreti come bugie, gravi problemi di soldi, una storia di alcolismo, violenza, molti problemi di relazione passati, precedenti penali, accuse di attività illegali o uso di droga, non accampare scuse e non accettare promesse di cambiamento”, ha detto Tessina ad HuffPost.
Ha aggiunto: “Cambiare è difficile, e richiede tantissimo tempo. Le promesse, per quanto ben intenzionate, non bastano. Allontanati dalla relazione prima di legarti ancora di più, o di essere sminuito ancora di più, di quanto tu non sia adesso. Se il partner decide di chiedere aiuto, lascia che lo faccia perché sa che ne ha bisogno, e non per riaverti”.
Quando si lascia una persona del genere è importante fare attenzione, spiega Tessina.
“Spesso consiglio ai clienti che devono rompere con un partner abusante, violento o con uno stalker di farlo via email, per essere più sicuri”, ha dichiarato.
Questo articolo è stato pubblicato su HuffPostUsa ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo

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