Novità UniCredit: dal 2020 applicherà i tassi negativi sui clienti scaricando così i costi delle politiche BCE sui correntisti, ma non su tutti

Novità in arrivo da UniCredit, che dal 2020 inizierà a scaricare i costi dei tassi negativi sui suoi clienti.

La notizia, confermata qualche ora fa da Jean Pierre Mustier, non è giunta come un fulmine a ciel sereno.

La scorsa settimana lo stesso Amministratore delegato della milanese si era espresso a favore di una simile politica, volta a sua detta a rendere più efficaci ed efficienti le strategie monetarie della BCE. Ebbene, facendo seguito a quanto affermato il 4 ottobre, UniCredit ha deciso che dal 2020 inizierà ad applicare tassi negativi sui clienti scaricando così i costi sui grandi correntisti.

In occasione della sua ultima riunione di politica monetaria, la BCE ha tagliato i tassi di interesse sui depositi dal -0,4% al -0,5%. Un colpo al cuore per le banche italiane ed europee costrette a fronteggiare oneri più elevati (nonostante l’introduzione del tiering).

Da qui la proposta di Jean Pierre Mustier, volta a scaricare il peso delle politiche della banca centrale su determinate categorie di correntisti con lo scopo di renderle più efficaci. Una proposta seguita ieri dall’ufficialità.

Come già anticipato la scorsa settimana, UniCredit non applicherà i tassi negativi su tutti i clienti. La fascia colpita sarà quella più “ricca”, ossia quella di correntisti con depositi superiori ai 100.000 euro.

Le novità però non finiranno qui. La quotata di Piazza Affari offrirà anche delle soluzioni alternative ai depositi tra cui “investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo.”

Le critiche non sono tardate ad arrivare. Stando a quanto riportato da Il Corriere sarebbero stati soprattutto gli analisti di Mediobanca ad esprimere tutto il loro scetticismo sulla proposta di UniCredit:

“Non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria. Siamo scettici anche sui possibili benefici per la redditività delle banche, poiché l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni.”

Non solo UniCredit: i precedenti

Fino ad oggi le banche italiane si sono ben guardate dall’idea di introdurre tassi negativi sui clienti, e questo soprattutto per i timori legati alla concorrenza (più un istituto alzerà i costi più il cliente sarà portato a cambiarlo con un altro più competitivo). UniCredit insomma ha aperto le porte ad una nuova era per il sistema del credito tricolore.

L’istituto italiano non è stato certamente il primo a decidere di scaricare i costi dei tassi negativi sui correntisti: diverse banche europee si sono già portate avanti.

Tra queste come non annoverare la danese Jyske Bank, che ha iniziato ad applicare un tasso negativo del -0,75%, e la tedesca Volksbank, che sui correntisti sopra i 100 mila euro ha scelto di introdurre un tasso del -0,5%.

Non è chiaro quale sarà il tasso negativo applicato da UniCredit sui clienti. I dettagli in merito verranno probabilmente rivelati più avanti.

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