Trifolium  è un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), lo conosciamo con il nome di Trifoglio ad indicare la caratteristica forma della foglia, divisa in 3 o più foglioline.

Alzi la mano chi non ha cercato tra macchie di Trifogli la versione con 4 foglioline, il quadrifoglio che, lo sappiamo tutti, ha la nomea di portare fortuna (ai miei tempi chi ne trovava uno lo custodiva gelosamente tra le pagine del diario).

Il Trifoglio è originario del continente europeo, del Nordafrica e dell’Asia occidentale ed è oggi una delle piante più comuni e conosciute al mondo. Cresce e si trova in quantità nelle regioni temperate dell’emisfero boreale e in quelle montuose dei tropici, è diffuso  nei prati e nei pascoli

Si tratta di una pianta prevalentemente annuale  o biennale e in taluni casi  perenne.  Ha un’ altezza media di circa 30 cm.

Come molte altre piante  leguminose, il trifoglio ha fra le sue radici dei batteri simbionti in grado di  fissare l’azoto atmosferico; per questo motivo questa pianta viene impiegata nel processo di rotazione delle colture per aumentare la fertilità del suolo. Inoltre molte specie di Trifoglio sono molto ricche di proteine e vengono coltivate come foraggio per il bestiame.

E’ facile quindi intuire come il trifoglio sia una pianta molto importante per  il suolo e per le altre piante. Grazie alla sua presenza si possono ridurre le concimazioni chimiche, si può ridurre la frequenza di innaffiature, si dona una zona d’ombra al terreno, si contrasta la crescita delle erbacce.

Spesso il trifoglio viene confuso con l’Oxalis nota come acetosella, che è in reltà, una pianta infestante che non possiede le caratteristiche di azotofissatore.

Le due piante si distinguono dall’infiorescenza, diversa tra i due generi.
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Curiosità

Una leggenda narra che il Trifoglio per la particolare ripartizione fogliare è stato impiegato  da San Patrizio per spiegare il significato della Santissima Trinità agli irlandesi. Infatti nel Cristianesimo simboleggia la Trinità.

Il popolo dei Celti si convertì così al cristianesimo e il Trifoglio è stato eletto pianta simbolo della nazione.

Gli antichi Greci e gli Egizi usavano il trifoglio per sapere le previsioni del tempo: quando stava per piovere le sue foglie si rizzavano verso l’alto mentre, normalmente, sarebbero state aperte a ventaglio.

Il trifoglio è un antagonista dell’Ambrosia, una pianta infestante della famiglia delle Compositae in rapida diffusione in molte zone del nord Italia, per questo viene usato in aggiunta alle granaglie per il controllo della diffusione dell’Ambrosia nelle zone agricole

Si sa che il quadrifoglio (trifoglio in versione 3 foglie per un’anomalia genetica) porta fortuna: statisticamente è possibile trovare 1 quadrifoglio ogni 10.000 trifogli.

Il trifoglio  si diffuse in Europa, per rendere fertili terreni scarsamente produttivi e per questa sua caratteristica venne importato in Nord America, in Nuova Zelanda e infine in tutto il mondo. Il trifoglio è ricco di  calcio, di flavonoidi, di vitamine e di sali minerali, un thè fatto con le sue foglie e i suoi fiori essiccati, garantisce una buona digestione

Il latte ricavato da animali che hanno brucato il Trifoglio assume un gusto particolare, diverso dagli altri.

Tra i Celti, e più precisamente tra i Druidi, si riteneva che il Trifoglio fosse il cibo preferito dagli Elfi.

Il Trifolium repens non è solo un ottimo foraggio per il bestiame, ma è anche un prezioso alimento in cucina. E’ infatti utilizzato nelle di insalate e altre pietanze a base di ortaggi ma, essendo difficile da digerire crudo, è opportuno  cuocere le piante raccolte in acqua bollente per 5-10 minuti. Dai capolini e dai baccelli seccati si può  ricavare una farina molto nutriente, ma possono anche essere immersi in acqua per ricavarne una profumatissima tisana. La farina di trifoglio bianco, infine, può essere sparsa come condimento su alimenti già cotti.

Per essere utilizzate nelle zuppe, le foglie devono essere raccolte prima della fioritura. Anche le radici sono commestibili.

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