Le specie appartenenti al genere Tagetes non sono molto conosciute e proprio in Italia sono spesso identificate con un termine molto particolare, cioè “carognette”. Tutto questo non fa pensare a nulla di buono, ma prima di giungere a conclusioni troppo affrettate proviamo a conoscere meglio il Tagete.

Partiamo dal profumo. Forse è proprio per il loro non gradevolissimo odore che sono chiamate carognette: le foglie emanano un odore molto particolare.

Puzza? No, stiamo parlando solo di un profumo molto particolare. Così come nel mondo delle fragranze per uomo o per donna troviamo delle profumazioni molto gradevoli e alcune decisamente stucchevoli, anche nel mondo delle piante e dei fiori è possibile avere tale distinzione. Come nel primo mondo, anche nel secondo la cosa è molto soggettiva. Insomma, ad alcuni può piacere, ad altri meno.

Non siamo partiti con il piede giusto. Profumo a parte, proviamo a conoscere i Tagetes ammirando i loro colori e la loro forma. Ecco, ora è possibile identificare il Tagete come fiore perfetto per creare un giardino molto particolare e…decisamente vistoso. Fiori marezzati dai colori molto intensi. Non è facile creare abbinamenti tra Tagetes e altre piante. Non è facile per chi ama un certo rigore e quella botanica precisione, che nell’accostamento dei colori e delle dimensioni trova la sua naturale essenza. Per chi, al contrario, ama i giardini fuori dagli schemi e che riescono a suscitare forti emozioni proprio per la loro eccentrica composizione, sono queste le piante perfette per renderlo davvero unico.

Sono davvero tante le specie e le varietà di Tagetes tra le quali è possibile scegliere, per creare un qualcosa di straordinario. Chi sceglie questi fiori sa bene che uscire fuori dagli schemi è l’unico modo per essere notati. Poi, ognuno di noi può trasformarsi in un flower designer.

Dalle parole fin qui spese per descrivere il “garofanino d’India” (questa identificazione deriva da una vecchia confusione circa la sua provenienza) ben si capisce che stiamo parlando di specie molto particolari e che o le ami o le odi. Non esiste una via di mezzo.

Tagetes: descrizione generale

Cominciamo ad entrare nel vivo della questione Tagete, per giungere alla sua botanica identificazione e capire quali sono le cure di cui le specie appartenenti a questo genere hanno bisogno.

I Tagetes sono originari del Messico. Siete liberi di fare la prima domanda: “perché sono chiamati garofanini d’India?”

Non rispondiamo subito, ma rimandiamo agli ultimi paragrafi. Siete curiosi? Bene. Prima vediamo come si presentano e cosa fare per coccolare queste piante. Avremo modo di rilassarci in seguito con qualche curiosità e tutte le notizie relative al linguaggio dei fiori.

I Tagetes sono piante annuali o perenni (sono circa 50 le specie riconosciute) che presentano come loro principale caratteristica la bellezza del fiore. Crescono in zone collinari dove il clima è piuttosto caldo e il livello di umidità non raggiunge livelli molto alti.

Il Tagete ha generalmente un portamento eretto, ma alcune specie si presentano come cespugliose. Le foglie sono pennate o pennatifide e creano una specie di tappeto di colore verde intenso, sul quale riposano i coloratissimi fiori. Questi ultimi ricordano, proprio per la loro forma, quelli dei garofani.

Dobbiamo aprire una piccola parentesi per quelle che sono le specie più conosciute e che si possono trovare con maggiore facilità in commercio. Queste (la maggior parte) rientrano tra le piante annuali: il freddo proprio non piace a queste specie. Tantissimi sono gli ibridi di Tagetes, che grazie alle più svariate forme e dimensioni, nonché per la colorazione dei fiori, riescono a farsi amare sempre più e offuscare quello che è il termine di carognette che sempre l’accompagna.

 

 

Curiosità

Nel primo paragrafo abbiamo presentato le Tagetes come “carognette”, ma non è l’unico nome utilizzato per identificare volgarmente queste piante. Spesso vengono definite anche come “puzzoline” o ancora come “fiore dei morti”, a causa del forte odore che emanano.

Il Tagete è molto utilizzato per la creazione di composizioni sui generis dai contrasti cromatici ben evidenti, ma alcune specie che si sviluppano in altezza possono essere utilizzate come fiori recisi.

Perché vengono chiamati “fiori dei morti”? In molti pensano che tale riconoscimento è stato assegnato alle specie di Tagetes solo per il forte odore che emanano. Non è corretto. Infatti, in Messico, Paese di origine di questi fiori così colorati, sono ampiamente utilizzati durante il Dia de Los Muertos. È proprio il Tagete il protagonista del giorno dei morti, utilizzato per addobbare vistosamente le tombe. I petali vengono cosparsi in modo ordinato sul terreno, in modo tale da creare un sentiero che le anime seguiranno per giungere proprio agli altari floreali addobbati in loro onore.

Perché sono chiamati (erroneamente) “garofanini d’India”? In Europa e nel nostro Paese il termine indiano è utilizzato per indicare l’etnomino “indios”, che non identifica il popolo Indiano, ma i nativi americani. Quindi, non ha niente a che fare con l’India.  

 

… continua a leggere sul sito www.edendeifiori.it FONTE

Tossicità

Nessuna specie è pericolosa per l’uomo, ma per portare a termine le diverse operazioni colturali (messa a dimora o potatura) si consiglia di utilizzare dei guanti. Le foglie possono causare delle reazioni allergiche in soggetti particolarmente sensibili.

Linguaggio dei fiori

Tagetes: qual è il loro significato? Nei Paesi di origine simboleggia la beatitudine, mentre nei Paesi europei simboleggia la comprensione (il suo nome coincide con quello di una divinità che insegnò al popolo etrusco l’arte della divinazione e della comprensione dei messaggi divini).

FONTE