Da sempre le “bugie” rappresentano per me un evento gioioso: la mia festa di compleanno! Sono nato nei giorni di Carnevale e mia madre ha colto l’occasione di questo tipico dolce sin dalle prime feste con i compagni di classe per rallegrare l’ambiente. Io poi, negli anni, ho proseguito la tradizione con colleghi di studi, commilitoni e colleghi di lavoro! Oggi “La Stampa”, il nostro giornale, pubblica quest’articolo: posso non riportarlo parzialmente? Buona lettura a tutti! 😁

 


“Chiacchiere” di Carnevale per festeggiare anche rimanendo in casa: dalle Bugie alle Frappe, ecco il dolce dai mille nomi

Da nord a sud ogni regione ha il suo nomignolo. L’origine nell’Antica Roma. La ricetta stellata per i lettori de La Stampa

 

Dalle piazze in cucina:  un vassoio di frappe, chiacchiere o bugie fatte in casa può rappresentare una maniera di festeggiare in famiglia il carnevale che quest’anno ha visto lo stop delle manifestazioni in varie parti d’Italia per l’allarme coronavirus. Il dolce tipico del momento che ha una girandola di nomi che testimoniano la varietà e la ricchezza della cultura gastronomica italiana, ha infatti una ricetta semplicissima. Prevede tre ingredienti base (farina, uova e zucchero) usati per tirare un impasto successivamente fritto e cosparso di zucchero a velo. Si utilizzano anche la vanillina, la scorza di limone e qualche goccia di liquore.

Mille nomi per ogni regione da nord a sud
È così che nascono queste strisce di pasta non lievitata, sottile e friabile, che da nord a sud vengono proposte in varie sfumature locali. Conosciute un po’ dappertutto come Chiacchiere, soprattutto al centro sud ma anche a La Spezia, Parma e Milano. Nel resto della Lombardia diventano Lattughe, in Piemonte e in Liguria sono Bugie, in Toscana Cenci e Donzelle e Crostoli o Galani in Veneto. E ancora: Sfrappole, Intrigoni e Fiocchetti in Emilia Romagna, Guanti nel Matese, Meraviglie in Sardegna e mille altri nomignoli.

 

E si parla di Frappe nella Città eterna che ne rivendica l’origine: le sfoglie carnevaleschi del terzo Millennio infatti derivano  dai frictilia dell’antica Roma, dolcetti a base di uova e farina, preparati proprio nel mese di febbraio per festeggiare i Saturnali. Distribuiti in quantità a un gran numero di persone proprio perché economici, con pochi ingredienti e facili da preparare in breve tempo.

Si accompagnavano al sanguinaccio, oggi sostituito con la cioccolata ed essendo molto sostanziosi, perché fritti nello strutto, precedevano i giorni di magra della Quaresima.

Dalle Chiacchiere per la Regina Margherita alle Frappe gourmet
Per le Chiacchiere esiste una leggenda che le fa risalire a un dolce napoletano preparato per la Regina Margherita di Savoia molto famosa per la sua parlantina. A metterlo a punto fu il cuoco di corte Raffaele Esposito che pensando a qualcosa che potesse essere servito mentre la regnante chiacchierava con i suoi ospiti da cui l’appellativo.

Per quanto riguarda le differenze le bugie sabaude sono in genere più piccole, a forma di rombo, e ne esistono anche di ripiene di marmellata o cioccolato. Nella versione veneziana o veronese spesso viene usato il vino bianco o il rosolio al posto della grappa che invece è utilizzata per i Crostoli nel resto del Veneto.

 

Insomma ce n’è davvero per tutti. Anche per i palati più esigenti ai quali per esempio si rivolge Ezio Redolfi pastry chef del ristorante romano La Terrazza dell’Hotel Eden (1 stella Michelin). Le sue frappe uniscono tre ingredienti fondamentali: il gusto, la leggerezza e la croccantezza, sapientemente mescolati in pochi centimetri. Come dire un assaggio di Carnevale con un tocco gourmet. Ecco la ricetta segreta di Redolfi in esclusiva per i lettori de La Stampa.

 

LE FRAPPE STELLATE DEL PASTRY CHEF EZIO REDOLFI

Ingredienti per 4 persone

20 gr di burro sciolto
45 gr di zucchero
14 gr di vino bianco
3,5 gr di sale
1 uovo
14 gr di rum
18 g di grappa
275 gr di farina
1/2 bacca di vaniglia
Buccia di mezzo limone
4,5 g gr di curcuma in polvere

Procedimento
Mescolare per 5 minuti il burro sciolto con lo zucchero, il vino bianco, il sale, le uova , il rum e la grappa. In seguito aggiungere la farina con gli aromi.
L’impasto deve risultare grumoso.
Compattare leggermente con le mani e procedere alla stesa con la macchina della pasta.
Piegare su se stesso l’impasto e stendere di nuovo. Ripetere le pieghe per 8 volte.
Infine stendere in fogli molto sottili un po’ di impasto alla volta.
Ritagliare dei rettangoli della misura desiderata e friggere in olio bollente a 190*C
Asciugare su carta assorbente e cospargere di zucchero a velo.

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