RIAX dei PRINCIPALI ANNUNCI pubblicati in N2P NeedToPlay 2008-2012 (BG1)

[01.05.2008 Email introduttiva al progetto KuboSphera inviata a tutti gli EE]

[27.04.2008 KUBOSPHERA 1 (Primo testo illustrante il progetto)]

14.08.2008 PRIMO POST: “Venghino, siore e siori… lo spettacolo sta per iniziare!”

17.08.2008 ANNUNCIO Apertura Forum alla ObientSoft Network

25.09.2008 “YODA E’ MORTO!” (Scheda Madre del nostro PC Server bruciata)

28.09.2008 MILLENIUM FALCON (Acquisto del nuovo PC, passiamo ai portatili di alto livello)

14.10.2008 NEW DEAL! Ecco la nuova [email protected] (La nuova rete domestica è configurata e operativa)

20.10.2008 Email di presentazione del progetto agli amici/conoscenti in Real

29.10.2008 Lancio ufficiale del Forum a tutta la Comunity di ObientSoft

18.11.2008 SPECIAL 100 DAYS del Forum di Bron ElGram

14.12.2008 NEW DEAL! Assunzione in SAI di Bron: per celebrare l’evento, acquisto e posizionamento di una spada sul camino (La claymore replica di quella di William Wallace in Breveheart)

01.03.2009 10 anni di [email protected] S.r.I. (Società a responsabilità illimitata): per celebrare l’evento acquisto di un faro della Lilliput Lane con la luce che si accende (Quello dell’isola di Lundi, tra Cornovaglia e Galles)

14.03.2009 New Avatar Bron Esploratore 1900 (A seguito dell’acquisto del cappello cerata australiana a Genova)

29.03.2009 @@@@@@: 10 anni di connessione internet in casa (Dai 56 kb/TUT del 2000 a 8 Mps/FLAT del 2010)

01.04.2009 Partecipazione e relazione al 1° Congresso Nazionale Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili

09.04.2009 Acquisto della Tastiera Wireless per PS3 (Online con carta prepagata)

27.07.2009 Argano sul balcone sala operativo!

08.08.2009 1° Compleanno di Broom Gulf – Il Forum Blog di Bron ElGram

10.08.2009 Ferie 2009 : svuoto la mansarda (Sottotetti, moquette, bagno)

17.08.2009 Realizzazione Teca per la collezione aerei

10.09.2009 Lavori di restauro del tetto-abbaini-camini conclusi

04.10.2009 Lavori di restauro e copertura terrazzi-pergole conclusi

01.12.2009 Acquisto Samsung GT B7610 OmniaPRO – Louvre (Ora internet anche sul cellulare)

07.12.2009 NEW DEAL! [email protected]… il cinema a casa di Bron e Arianna! (Acquisto proiettore, casse, hi-fi, cavi)

07.12.2009 Acquisto CONSOLE SONY PS3 SLIM 250 GB + ASSASSIN’S CREED II

27.09.2009″ Arihanna Tour Tan” (Nuova sezione del forum dedicata da Arihanna agli amici animali)

24.01.2010 NEW DEAL! Hoikos finita! (I muratori concludono i lavori in mansarda)

03.03.2010 “Passare a MAC…” (Valuto se passare da MS-Windows al mondo MAC-Apple: alla fine decido di no in favore di Google-Android)

26.04.2010 “I vestiti nuovi dell’imperatore…” (Testo inviato a tutti per festeggiare la fine dei principali lavori di ristrutturazione della casa)

10.05.2010 “Si inizia ad arredare la mansarda…”

06.06.2010 “15 – 10 – 5” (Si festeggia è un giorno particolare: 15 anni di fidanzamento, 10 di convivenza e 5 di matrimonio… alla Sacra)

13.06.2010 “Studio Finito! Atelier AstellEngranagE”

16.07.2010 Acquisto Telescopio Celestron Travel scope 70

08.08.2010 2 anni di Broom Gulf!

12.08.2010 KUBOSPHERA 2 (Secondo testo illustrante il progetto)

14.08.2010 “Il mio primo orologio meccanico!” (OROLOGIO CITIZEN NP3013-36E Meccanico)

22.08.2010 [email protected] Luglio-Agosto 2010 (Mappa con gite)

23.08.2010 “E’ arrivato LandSpeeder!” (Acquisto HD esterno LACIE RUGGED HD Ext 320 Gb)

29.08.2010 “Un viaggio nel tempo… una notte in un castello medievale!” (Weekend a Pavone C.se)

27.11.2010 “E oggi… 1500 Discussioni!!!”

04.12.2010 “10-15-20 anni di Biglietti Auguri Natale”

01.01.2011 Acquisto Samsung Galaxy Tab

21.01.2011 Acquisto WACOM Tavoletta grafica Bamboo Pen

08.03.2011 “Al lavoro in Metropolitana… il futuro è finalmente arrivato a Torino!”

30.04.2010 KUBOSPHERA 3 Terzo testo illustrante il progetto)

12.04.2011 “Ed ecco il nuovo Centro Sportivo!!!” (Musinè Fitness)

20.04.2011 Acquisto Nikon Coolpix S5100

14.05.2011 “Oggi 1000 giorni di BroomGulf!”

09.06.2011 “NEW DEAL! Hoikos Filodiffusione” (Acquisto casse Indiana Line Nano)

08.08.2011 “3 anni di “BroomGulf”!!!”

01.09.2011 Acquisto TV Plasma per giocare con PS3

09.09.2011 “Ho deciso: passo definitivamente alla Nuvola!” (Google Cloud)

06.10.2011 IL POLLICE VERDE DEGLI ESPLORATORI ERRANTI (Nuova sezione del Forum)

08.10.2011 La malattia dell’agrifoglio acquistato nel 2004 (cocciniglia)

11.11.2011 Acquisto Samsung Galaxy S II

12.11.2011 “Cambia l’indirizzo WEB del “BroomGulf”, il Blog-Forum di Bron e Arihanna ElGram!!!” (ObientSoft diventa N2P)

04.12.2011 “Oggi il turnover: PASSO ALLA NUVOLA DI GOOGLE!”

04.01.2012 “Oggi 10.000 Messaggi nel BroomGulf!!!”

19.01.2012 KUBOSPHERA 4 CAPP. 1 (Quarto testo illustrante il progetto)

11.03.2012 “Rete sul terrazzo nord per i gatti! ^^”

18.03.2012 KUBOSPHERA 4 CAPP. 2-3 (Quarto testo illustrante il progetto)

07.04.2012 KUBOSPHERA 4 CAPP. 4 (Quarto testo illustrante il progetto)

15.06.2012 “1987 – 2012: 25 anni nel mondo del lavoro!”

24.06.2012 “Embrun e Lac di Serre-Poncon: dopo 1000 giorni di “Cerca” abbiamo trovato il nostro angolo di pace!”

20.10.2012 KUBOSPHERA 4 CAPP. 5 (Quarto testo illustrante il progetto)

01.08.2012 “h10.00: Battesimo dell’Ala Rotante di Bron ElGram” (Primo volo in elicottero da pilota)

05.08.2012 “Battesimo della Sella di Bron ElGram”

08.08.2012 4 anni di “BroomGulf” !!!

10.08.2012 “Battesimo dell’Ala Piana di Bron ElGram!” (Primo volo in aereo da pilota)

23.08.2012 Acquisto Occhiali videocamera

12.09.2012 “The drop drills the rock” (eng. macc. for “GUTTA CAVAT LAPIDEM” ^^!) (Supero esame di inglese giuridico)

03.11.2012 “Uomini palla e uomini cilindro…” (Riflessione in occasione di Samhain)


GEE-Network o Solitudine Teleologica? ( Testo del 26.04.2008 )

Praticamente da questa riflessione è partito tutto…

 

Chilometro dopo chilometro, in sella alla mia moto, ho pensato, pensato, pensato… E forse ho trovato una soluzione ad un problema che mi assilla.

Passano gli anni e troppe diversità nelle scelte di vita, negli impegni, nelle fortune e nelle disgrazie portano le amicizie a scemare… rimane l’affetto, i ricordi, un legame… ma finisce lo scambio di emozioni, di valori, di impressioni, di esperienze che dev’essere alla base di rapporti sociali proficui per entrambe le parti che si incontrano.
Perchè col tempo ci si perde… e quando ci si ritrova il più delle volte c’è imbarazzo, frasi fatte, solite domande (sposato? figli? lavoro? studi? casa? etc…) ma lo scambio cui accennavo sopra non esiste più.

E secondo me è male. Non ti puoi chiudere la vita tra famiglia, lavoro e quei quattro amici che frequenti per vicinanza o vincoli pluriennali.
Rischi di convincerti che asserzioni false siano vere, o di crederti nella ragione quando sei nel torto, o di patire sacrifici che con una piccola nozione in più non avresti mai sofferto.
Lo scambio culturale, di esperienze, di valori dev’essere alla base della vita di un essere umano in modo che rimanga di mente aperta, disponibile al cambiamento, tollerante, moderato…
L’acqua per rimanere limpida e fresca, scorre… così come deve scorrere il denaro di mano in mano per migliorare la vita di tutti… e così le relazioni umane!!!

Ma i gruppi, man mano che passano gli anni sono sempre meno facili da gestire, anche perchè ognuno soddisfa i suoi bisogni primari (casa, lavoro, amore, sesso, cibo, etc) in modi e tempi diversi e così diventa troppo difficile far incontrare soggetti con interessi troppo differenti.

Come risolvere questo dilemma?

Ho pensato a due vie:
– la prima (che è quella che metterò in atto se la seconda non porterà frutti) l’ho battezzata “SOLITUDINE TELEOLOGICA”, ovvero “ti fai i fatti tuoi, quando puoi/vuoi fai del bene, tieni rapporti con molte persone e di volta in volta approfondisci la frequentazione con alcuni che condividono in quel momento quell’interesse, arricchendosi vicendevolmente ma per un periodo determinato”.

– la seconda invece è più complessa, ma credo possa dare molti benefici maggiori a tutti: creare un “network”.
Come sapete io credo molto nei principi che ho espresso nella “Gilda degli Esploratori Erranti in Kaladish”: sono le linee guida della mia vita e ci infondo tutta l’energia di cui dispongo…

Ora immaginavo:
E se creassi un sito dove esplico con chiarezza i principi generali dell’essere un EE (una specie di Codice degli EE che trascende NWN e Kaladish… un’idea più chiara l’avrete a giorni, quando vi invierò una raccolta di riflessioni intitolata “Kubosphera”!!!).
Quindi nominassi “Guardiani” del proprio territorio (reale o virtuale) dei soggetti che operano in totale autonomia e responsabilità (ma in linea con i principi base del gruppo). E che -utilizzando lo strumento del forum- proponessero a ruota le proprie iniziative, favorendo il diffondersi dei principi degli EE e lo scambio interpersonale?

Es. Tizio abita a Milano, gioca a Warcraft e vuole creare una GEE in quello shard… viene nominato “Guardiano EE nello shard W”, crea la sua Gilda, in una sezione del forum, tiene aggiornati tutti gli amici sulle evoluzioni del gioco.
Parallelemante Caio abita ad Aosta, condivide i principi degli EE, giochicchia a NWN su Kala ma la sua passione sono i giri in moto in montagna… viene nominato “Guardiano EE gruppo moto AO” e, in una sezione del forum, avvisa tutti gli amici sulle escursioni programmate, le pizzate e le birre organizzate, etc…

Parallelamente sul Forum si aprirebbero sezioni di approfondimento per vari argomenti, di svago o culturalmente impegnati, dove tutti si possono confrontare ed apportare il proprio contributo.

Così facendo si eviterebbe di perdere nel tempo tanti amici, si creerebbe un mondo dinamico dove ognuno -evolvendo o cambiando interessi- potrebbe partecipare ad iniziative organizzate da altri o farsi promotore delle proprie, mettendo a fattor comune il proprio piccolo entourage.

In tutto questo, io -che soffro moltissimo nel vedere impotente i legami umani affievolirsi- avrei il beneficio di poter ottimizzare il mantenimento dei rapporti con tantissimi amici e potrei trovare sempre qualcuno disposto al confronto costruttivo sulle varie tematiche che i miei pensieri affrontano quotidianamente… al costo del mantenere aggiornato l’organigramma dei soli vari Guardiani, moderando il forum e garantendo la coerenza con i principi base del gruppo.

Cosa ne dite?
E’ follia o l’idea fila?
Quali criticità evidenziate?
Sareste interessati a partecipare all’iniziativa o non vi interessa perdere tempo così, conoscere nuovi amici, vivere nuove esperienze, etc?
Logicamente prima di buttarmi nel progetto voglio verificare il riscontro che potrebbe avere… in alternativa c’è sempre la “Solitudine Teleologica”! ^^

Alla prossima idea,
Bron


 

Perché la GEE? Perché il Forum? Perché tutta questa profusione di tempo e energia? Cosa ci guadagni? ( Testo del 16.12.2008 )

Cari Esploratori Erranti,
sono passati nove mesi da quando ho inaugurato il progetto “KuboSphera” (1).
Ho ricevuto più di 450 mail da 110 amici… e sul Forum si sono iscritti in 66, postando più di 1000 messaggi…
C’è una domanda che ricorre in molti testi: “Perché la GEE? Perché il Forum? Perché tutta questa profusione di tempo e energia? Cosa ci guadagni?”.
Voglio ora cercare di dare una risposta che sia contemporaneamente esaustiva e stimolante per nuove iniziative.

Partiamo da un concetto molto semplice: “L’individuo si realizza misurandosi quotidianamente, tra individualità e socialità, con bisogni materiali e spirituali”.
Negli anni ’50 dello scorso secolo (che bello vivere tra due ere: ci fa sentire un po’ tutti elfi o highlander! ), uno psicologo americano (2) descrisse questo concetto disegnando una piramide con alla base i bisogni necessari alla sopravvivenza dell’individuo e in cima la necessità di realizzare la propria identità e le proprie aspettative, occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale.
Una descrizione limitativa e criticabile, ma utile a descrivere efficacemente la vita di un essere umano.
Ognuno, volente o nolente, persegue questi obbiettivi a modo suo, agevolato o frenato dalle proprie possibilità, capacità, indole e fortuna.
Solo o muovendosi con il gruppo familiare originario, in coppia o membro di una comunità civile, politica, religiosa, spirituale, sportiva…

Bron, spinto dal bisogno di conoscere, dalla curiosità di sapere quali panorami, odori, sapori, culture e tradizioni prosperavano o decadevano fuori dai confini della sua piccola valle alpina, negli ultimi vent’anni per ben tre volte ha creato e tenuto saldi gruppi di amici: prima a livello locale per riunire culture diverse accomunati dalla passione per l’alpinismo, la pesca, le due ruote,… poi a livello nazionale evitando la dispersione di amici conosciuti nelle diverse esperienze universitarie, militari e lavorative, quindi superando i confini italiani, cercando integrazione nel confronto con culture, lingue, tradizioni diverse e –vista l’ormai età adulta- aspirando nel suo piccolo di aiutare bambini e animali maltrattati.

Mosca bianca o pecora nera, eccezione che conferma la regola, con un allineamento alla D&D tra il neutrale e il caotico buono (proteso al neutrale puro), ha continuato con costanza a seminare e a raccogliere, talvolta più talaltra meno, fermo su alcuni principi inderogabili della sua essenza:
Rimandare il più possibile la “specializzazione” voluta dalla civiltà occidentale, poiché come diceva Terenzio “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” (3); Coltivare sempre, da buon biofilo, la Speranza, l’Amore, la bellezza dell’Armonia e dell’Equilibrio; Considerare il conformismo sociale, per quanto consolidato dall’esperienza collettiva, solo un binario, non la Via; Avere sempre ben presente la differenza tra Diritto e Aspettativa guardandosi costantemente dentro e fuori; Pagare quotidianamente e personalmente il prezzo dell’Indipendenza e della Libertà.

Ma negli ultimi anni ho anche preso coscienza dell’intima essenza del “Panta rei” (4) di Eraclito: il bel disegno della “piramide dei bisogni” in realtà non è così statico, la conquista di un livello non è definitiva e propedeutica a quello successivo… e quanto mai in questi tempi di crisi mondiale!
Così un gruppo deve avere uno scopo comune per rimanere unito, e lo scopo deve essere sentito costantemente primario da tutti i consociati.
Ma se questo scopo ha caratteristiche associate al vertice della piramide, e quindi presuppone l’aver soddisfatto già buona parte degli altri bisogni, sarà facile comprendere che una diffusa crisi economica e sociale probabilmente trasformerà il conviviale giardino in una taverna dalla dubbia reputazione o, nella migliore delle ipotesi, in una mutua sociale che –priva di fondi- sarà destinata a fallire nel breve periodo. Ed è quanto non voglio che accada.

Per questo mi sono rivolto alla Rete, al Web. Per un nuovo tentativo, con un metodo innovativo.
Visti i grandi risultati raggiunti con il server gdr/powa de “Le Terre di Kaladish” (più di 1000 persone coinvolte in 6 anni) e con il gruppo GEE all’interno di questo (più di 100 persone coinvolte in 2 anni)… perché non provare a costituire una specie di “Social Network” che riunisca persone di età, professione, cultura e condizione economica differente, ma tutti accomunati da una visione simile della vita (5)?

Una Gilda di pecore nere o di mosche bianche, se vogliamo , che come un popolo migratore ha un punto di riferimento nel Forum di Bron ElGram (http://bronelgram.obientsoft.com) dove, una volta salvato nei “preferiti”, quando si è in vena, si passa per salutare o postare qualche testo interessante o per organizzare un’esplorazione, una cena, una giocata su qualche server …

Il mio guadagno è nel continuare a incontrare nuovi amici, nel soddisfare la curiosità e la sete di conoscenza senza rimanere implicato in questioni altrui di lavoro-denaro-amore-etc…, nel piacere di vedere ai Raduni così tante persone che desiderano incontrarsi… e qui socializzano e poi continuano a sentirsi e vedersi oltre!
Il mio guadagno è nel diffondere pensieri, riflessioni e dubbi, nella soddisfazione di sentirmi meno solo in questo mondo… perché non è solamente il colore della pelle o una menomazione fisica a farti sentire diverso!
Il mio guadagno è nel tornare la sera dopo ore in ufficio e nel traffico, dopo aver ancora pensato alla famiglia e alla casa… aprire il mailbox e sorridere trovandomi dieci o venti vostre mail… e sentire ancora dentro la voglia e la forza di andare avanti a descrivere il mondo e i personaggi immaginari dei miei racconti… certo che se un giorno riuscirò pubblicare sarà anche grazie a voi!

Concludendo, quindi, vi invito a registrarvi sul Forum e, se lo avete già fatto, a scriverci spesso! E vi chiedo di diffondere l’iniziativa a tutte le persone che potrebbero apprezzarla!
Ultimamente ho anche creato un account in FaceBook… [BRON ELGRAM] [email protected] e il gruppo [Gilda degli Esploratori Erranti]… siamo già 20, dai vieni anche tu! Il centro di tutto il progetto rimarrà sempre il Forum, ma ho pensato di sfruttare la moda del momento per diffondere l’iniziativa a più persone possibile!

A presto,
Fabrizio – Bron ElGram

 

Note

(1) Breve sommario delle puntate precedenti :
– Lo scorso Aprile vi ho inviato un testo parlandovi della “Solitudine Teleologica”;
– A Maggio il corposo saggio “KuboSphera”;
– A Luglio lo storico server di NWN1 “Le Terre di Kaladish” ha chiuso i battenti;
– Ad Agosto ho aperto il “Forum di Bron ElGram” (http://bronelgram.obientsoft.com);
– A Settembre ho inviato il “Codice della GEE nelle Terre di Kaladish”, a memoria dei fasti passati;
– E a Ottobre la breve “Introduzione al Progetto KuboSphera”.

(2) http://it.wikipedia.org/wiki/Piramid…mide_di_Maslow

(3) Frase di lingua latina che significa letteralmente: «sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano» (in parole più semplici: «Nulla che sia umano mi è estraneo»).

(4) Tutto scorre. « Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. »

(5) Ma chi sono gli “Esploratori Erranti” nel pensiero di Bron ElGram?
E’ molto difficile sintetizzare in poche esaustive parole un concetto complesso… ma credo che una buona definizione possa essere:
“Viaggiatori solitari affabili, particolarmente curiosi, che aspirano al vedere Oltre”.

“Gli EE sono persone che, per loro fortuna e disgrazia, non si accontentano delle concise sommarie Verità trasmesse da una Storia e da una Scienza scritte dai Vincitori e criticate dalla volontà di riscatto degli Sconfitti.
Gli EE sono persone che non hanno altro dogma che un postulato di responsabile coerenza con se stessi nel proprio agire quotidiano.

Sono soggetti che si domandano da dove provengono, dove sono, dove vanno e perché.
E per trovare risposte il più possibile esaustive, pur coltivando, difendendo e tramandando la propria cultura regionale originaria, hanno un atteggiamento tollerante verso ogni entità che componga l’universo ed una mente aperta alle diversità ed alle novità, senza ombra di xenofobia.

Gli EE credono in un Creatore, ma sono altrettanto convinti che non ci sia bisogno di scomodare potenze divine per giustificare i mali del mondo: è sufficiente l’uomo con le sue debolezze e i suoi limiti, che spesso lo ostacolano nel compito di ottemperare al gravoso onere del libero arbitrio.
Al fine di affrontare con scelte libere e responsabili le problematiche che il corso della vita serberà loro, gli EE si impongono una ferrea disciplina personale volta a conseguire, mantenere e incrementare, nella maggior autonomia possibile, uno stato di benessere emotivo, psicologico, fisico e economico opportuno a:
• Essere empatici e stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri;
• Partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente in cui si sviluppa la propria esistenza;
• Capire le proprie emozioni e sviluppare la propria personalità, investendo le proprie pulsioni istintuali nelle relazioni sociali;
• Avere autocontrollo e risolvere i propri conflitti in modo equilibrato;
• Essere ottimisti, adattandosi alle condizioni esterne e ai conflitti interni;
• Avere autostima e fiducia in se stessi.
In ogni frangente gli EE cercano sempre di vedere entrambi i lati della medaglia… e se possono anche lo spessore che li unisce!

Gli EE sono di orientamento biofilo per istinto esistenziale e scelta razionale.
Esperienza insegna che, pur essendo l’universo dominato dalla legge entropica e l’indole umana portata all’egoismo individualista, un comportamento empatico, altruistico, educato ed equilibrato garantirà di guadagnare tempo: a livello singolare, vivendo a lungo in salute e con serenità, globalmente creando i presupposti affinché una massa critica di individui maturi una maggiore coscienza evolutiva della specie.

Consapevoli che la biofilia necessita di abbondanza, sia economica che psicologica, mentre la penuria incoraggia la necrofilia e che l’amore per la vita è contagioso e si sviluppa in società caratterizzate da sicurezza, giustizia e libertà, gli EE si impegnano attivamente, secondo le proprie possibilità e capacità, a partecipare e promuovere attività liberali e sociali volte al ridurre gli stati di frustrazione causati da ostacoli di ordine ambientale, sociale e endogeno.”


NEW DEAL! Hoikos finita! ( Testo del 24.01.2010 )

Cari Esploratori Erranti, amici e conoscenti vicini e lontani…

Non potrete mai immaginare quale piacere viscerale provo in questo momento… nello scrivervi queste poche righe:
un gesto liberatorio che sfoga tensioni ininterrotte accumulate negli ultimi (almeno) cinque anni!
Con oggi posso affermare che “Hoikos”, la nostra [email protected] tra l’imbocco della Val di Susa e le porte di Torino, è praticamente finita!
Certo: bisogna ancora pulire tutta la mansarda a fondo, mettere il battiscopa, fare i ritocchi alla tinta sui muri, riverniciare i termosifoni e i quattro infissi… e poi arredarla e sostituire la tettoia sul balcone della sala crivellata dalla grandine… ma salutando il piastrellista e caricato l’ultimo camion di macerie… il grosso è fatto!
Mai più il rumore dei martelli pneumatici, la polvere ovunque, il freddo, gli oggetti negli scatoloni, i mille casini per coordinare tutte le maestranze e gli impegni lavorativi…

Quando, nel dicembre 2003, decidemmo di convergere tutti i nostri risparmi passati, presenti e futuri in un grande impegno immobiliare per svariati motivi che vanno dal piano materiale (concentrare patrimonio, stabilizzare la vita dopo 13 traslochi, garantirsi una pensione integrativa, fruire di spazi vitali sui principi “Meno spazio c’è, più si creano occasioni di attrito” e “Cosa sarebbe la Gioconda se non fosse esposta al Louvre? Servono sempre contenuto e contenitore!”) a quello idealistico (ad es. realizzare un’associazione culturale e una Casa-famiglia per aiutare i bimbi maltrattati. Ma anche concretizzare per me stesso parte di quanto ho realizzato per tanti estranei nella mia ventennale esperienza nei cantieri e negli studi di architettura… o avere uno spazio dove poter riordinare tutto il materiale accumulato e scrivere i miei libri in pace!)… non mi sarei mai immaginato di non staccare più un solo giorno e non concedermi quasi più nessun vizio per far fronte a questo impegno che definire “enorme” è riduttivo poiché ci tengo a sottolineare che il 90% dei lavori sono stati progettati e realizzati in prima persona mentre si lavorava e studiava entrambi (prima in una centrale di assistenza con lo stress dei turni 24/24h 7gg su 7, poi nella direzione di un’assicurazione con orari regolari ma un maggior livello d’impegno richiesto) e senza alcun supporto delle famiglie originarie, che non abbiamo, anzi…
Ma tant’è che è finita!

Nel 2004-5 si è messa mano al primo piano (+/-350 mq): ho lasciato solo muri perimetrali e colonne e rifatto tutto! Bagno, camera da letto, camera extra (bimbi/ospiti), camera armadio, spazio living con sala da pranzo, caminetto, acquario, cinema, area viaggi, area gatti e area emeroteca, cucina, 3 balconi.
Nel 2006 si fatto il seminterrato (+/-200 mq): laboratorio, cantina, vano caldaia, officina meccanica, garage auto e moto, legnaia, raccolta differenziata.
Nel 2007-8 si sono patiti gli anni bui dell’impennata dei tassi dei mutui, così i lavori si sono ridotti all’arredare un po’ il primo piano e a finire i 3 balconi, mentre smantellavo la mansarda (+/-200 mq).
Nel 2009 ho ripreso alla grande: rifatto il tetto, gli abbaini, le grondaie, i 2 terrazzi e la loro copertura in legno e policarbonato… poi tra dicembre e gennaio 2010 piastrelle, tinteggiatura e impianti bagno/cucina della mansarda (che è composta di studio, bagno, open space con camino -dove realizzerò la libreria, l’audioteca e uno spazio per ospiti e serate culturali- cucina e due terrazzi).

A conti fatti, oltre all’aspetto economico che non è secondario, la criticità di questo impegno è consistita nel fatto che negli ultimi 2.200 giorni… abbiamo staccato 1 mese nel 2005 per andare in Scozia e qualche week-end corto per salutare qualcuno dei tanti amici trascurati.
Ripensandoci è stata una vera follia. Ma essendo qui a raccontarlo… posso affermare che è andata! E col senno di poi non è poi così male!
Ora ancora un po’ di sforzo per finire i ritocchi e poi finalmente potrò concentrarmi sui miei studi e sull’Obbegame Project e –salvo i soliti “probabilità e imprevisti” che come una spada di Damocle penzolano sempre sulla testa di tutti noi- si potrà riprendere piano piano a vivere: qualche viaggio, rivedere vecchi amici e conoscerne di nuovi, sostenere l’esame per l’handicap a golf e per il patentino nautico che da troppi anni rimandiamo!

Ciò fermo restando che “Hoikos” non è “Eremo”. Intendendo per “Eremo” la mia vera casa, quella definitiva che deve ancora venire… l’ho ben chiara in mente da tempo, ma si deve ancora trovare il luogo e questo si potrà definire solo in relazione agli sviluppi che prenderanno le nostre vite nei prossimi anni: questioni parentali, lavorative macroeconomiche, l’eventuale volontà e/o necessità di proseguire nella carriera di tecnico legal-assicurativo, gli eventuali sviluppi dell’Obbegame Project… si vedrà!
Al momento un punto fisso delle mie riflessioni è che la casa definitiva dovrà essere in provincia e al caldo… abbiamo quindi evidenziato alcuni luoghi come Costa Azzurra, Costa Smeralda, Elba, eventualmente la zona sud e ovest della Sicilia, ma vorrei anche farmi un’idea su alcune aree costiere del Portogallo e della Galizia… seppur consapevole che ci sarebbero problemi di lingua e cultura non indifferenti! Vedremo… sapete che per indole non riesco mai a stare con le mani ferme, immaginate i miei neuroni!
Comunque sia questo è già un bel traguardo… iniziamo a godercelo e a riprenderci un po’ dopo questa folle tirata e poi si deciderà! Tanto… ci sarà pur il “Libero arbitrio”, ma io continuo a coltivare sempre presentimenti su un’invadente “Predestinazione” che ci indirizza, almeno a grandi linee… quindi inutile bruciare troppe cellule celebrali!

Bene bene… certamente a molti di voi fregherà nulla di queste parole… ma avevo bisogno di urlarlo al mondo! Alla fin fine se questo traguardo è stato raggiunto è anche grazie alla valvola di sfogo, al confronto, ai sorrisi che mi hanno donato nei momenti duri tutti gli amici virtuali che ho conosciuto online, da Kaladish in poi, e quelli reali che hanno accettato di proseguire la frequentazione in questo periodo particolare via mail e cell…
Grazie a tutti… e a presto!


I vestiti nuovi dell’imperatore… ( Testo del 26.04.2010 )

No… nessun riferimento al “re nudo” della bella fiaba di Andersen! E’ solo che nel weekend ho consumato un rito che agognavo da tempo immemore… e la ciliegina sulla torta è stata proprio indossare una comoda tuta con cappuccio che ho appositamente acquistato giovedì sera!
E da qui, scherzosamente, “i vestiti nuovi dell’imperatore”!

Non credo che molti comprenderanno il profondo significato che rappresenta per me questo momento… perché la situazione è estranea alla “normale quotidianità” vissuta dalla maggior parte delle persone che conosco: ma mi fa ugualmente piacere condividere la cosa con i compagni di tante ore di svago davanti al pc. In fondo, se si iniziano a vedere i risultati di tanti sacrifici, è anche grazie alla vostra cordialità che è stata fondamentale per superare i momenti di maggiore stress, stanchezza e solitudine “forzata” con un sorriso.

Ieri mi sono riappropriato di una condizione esistenziale che mi era stata relativamente preclusa dal destino e dalla mia “frenetica” volontà negli ultimi 23 anni. Un periodo lunghissimo! Eppure necessario. Perché “è pur vero che un uovo all’occhio di bue è squisito nella sua semplicità… ma non è paragonabile a un pranzo pantagruelico. E questo richiede i suoi tempi e i suoi costi.”

Tutto è iniziato nell’estate dell’1987: l’eccezionale nevicata dell’inverno precedente e una forte grandinata in primavera avevano praticamente distrutto le tettoie, i garage e le serre nel terreno agricolo di mia madre… era stato chiamato un fabbro per ripristinare le strutture e fu in quel momento che mio padre mi disse “aiutalo, così impari un mestiere, che ti tornerà sempre utile”. E così trascorsi la mia prima estate da garzone… avevo 14 anni.
L’anno seguente i miei genitori acquistarono un cascinale da riattare in mezzo alle montagne: finì così la mia vita “normale” da paese di pianura, tra l’alloggio in una palazzina, la scuola, la palestra, l’oratorio e i locali delle loro attività commerciali.
Così praticamente dall’estate del 1988 ad oggi, aprile 2010, non ho più goduto di un periodo di sereno e rilassato riposo in una casa relativamente ultimata, pulita e ordinata dove potersi rigenerare per poi affrontare nuove avventure e battaglie nel mondo esterno.
Ecco perché ho così radicato nel profondo della mia anima il culto del “penus”, che non è quello che molti di voi maliziosamente immaginano… bensì il culto del “focolare domestico”, da cui gli “dei penati”, numi tutelari della casa nella cultura latina!

Ora ci sono due simboli che nella mia mente sono sempre stati associati al concetto greco di “Oikos” (tr. “casa”, in parte rielaborato nell’anglosassone “home” contrapposto ad “house”) e che io ho ridenominato in “Hoikos” per indicare la mia personale dimora: il Fuoco, concretato in putagè, stufe, forni e caminetti per poter domare e servire il più grande “dono degli dei” e il poter vestire quotidianamente indumenti puliti, comodi e avvolgenti in modo da non costringere il corpo e potersi con profitto dedicare al riposo e all’“Otium” culturale.
E proprio questa seconda funzione mi è risultata costantemente negata in questi anni: la mia vita, per forza di cose, ha solo e sempre più visto un’alternarsi di abiti da indossarsi per svolgere l’attività lavorativa retribuita esterna (abiti da artigiano, abbigliamento tecnico-sportivo, casual per frequentare i corsi di studio, uniformi militari o le divise “giacca e cravatta” che indosso ormai da anni…) ad abiti “da lavoro” costantemente sporchi, lisi e danneggiati per svolgere quotidianamente lavori di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e pulizia degli immobili e dei terreni… senza soluzione di continuità per 13 traslochi e 6 case riattate in buona parte personalmente e da solo.

Avrei potuto fermarmi relativamente soddisfatto due volte: nel 2001, quando finii di ristrutturare un piccolo appartamento in C.so Vittorio a Torino… ma diverse riflessioni sulla necessità di spazio e di contatto con la natura per sviluppare meglio la propria dimensione esistenziale (cosa abbastanza difficile da realizzare in centro di Torino!) mi indussero a ricoprirmi nuovamente di debiti e di lavoro… e nel 2006, quando conclusa la ristrutturazione/arredamento del primo piano e del seminterrato della villa in cui viviamo ora, avrei potuto iniziare a tirare i remi in barca cercando di godermi quelle cosiddette “ferie” che non sono mai esistite nel mio dizionario.
Ma il mio inconscio iniziò a gridarmi la necessità di concretare un angolo dove ritirarsi per pensare, per leggere, per scrivere, per ricevere gli amici degni di tal nome e con loro sviscerare la conoscenza di aspetti ignoti di questo mondo o semplicemente ridere spensierati.
E quel giardino di Epicuro non poteva essere Hoikos in senso lato, la casa dove si vive il quotidiano, ma un suo angolo riservato e segreto, un suo “non-luogo”.
Pensai di acquistare e riattare una baita sui miei monti o una casetta al mare, sulla costa del vicino Mar Ligure… ma anni e anni di esperienze vissute da amici e parenti costretti in interminabili code sull’autostrada e beghe condominiali e manutenzioni a distanza, mi dissuasero presto: l’Eremo doveva essere prossimo a Hoikos così da poter essere fruito in ogni occasione utile.
Valutai così l’acquisto di una micro unità abitativa in zona, poi studiai come adattare allo scopo l’area del seminterrato o il giardino o il tetto di questa casa… e così la scelta cadde sulla realtà più panoramica e isolata dal contesto che potevo permettermi: il tetto divenne mansarda… altri 4 anni di duro lavoro da solo e tanti altri soldi negati a tutte quelle attività e oggetti voluttuari che la società contemporanea consumistica ha trasformato in necessari…

E adesso è fatta.
Ieri, indossata la mia comoda tuta con cappuccio nuova, ho potuto sedermi tra i gelsomini e –semplicemente- preparare come ogni anno tediosi documenti per la dichiarazione dei redditi… ma in realtà l’aria che respiravo era tutta nuova:
Ora non ci sono più scuse… ora si riordinano tutti gli scatoloni di appunti presi diligentemente e costantemente in 25 anni e si genererà compiutamente MondOltre… e da questo l’ “ObbeGame Project” e tutte le conseguenze che ne deriveranno… al lavoro!


“1987-2012:25 anni nel mondo del lavoro ( Testo del 15.06.2012 )

Oggi Google-Calendar mi dice che devo “festeggiare” i miei primi 25 anni nel mondo del lavoro!
Ricordo quel giorno come fosse ieri: finite le Medie mi immaginavo una bella estate di fancazzismo alternando giri in bicicletta e gite in montagna a una mano ai miei con i negozi e la campagna, in attesa di iniziare il Liceo.
Invece mi chiamò a rapporto mio padre e, con il suo pragmatismo imperativo, mi disse: <<Ormai sei uomo, potresti metterne incinta una, è il caso che impari un mestiere, ti tornerà utile!>>. E così il lunedì seguente divenni il “bòcia” (“garzone”) del fabbro “Coccinella” che stava riparando i danni fatti dalla forte nevicata dell’inverno precedente alla cascina dei nonni in Valle. Per certi versi il nome dell’artigiano deve avermi portato bene… perché da quel giorno a oggi non ho mai patito un solo giorno di disoccupazione: i vari spazi bianchi nel mio Libretto del lavoro sono solo il frutto del diffuso malcostume di non pagare mai i contributi effettivi ai collaboratori o di celare rapporti di lavoro dipendente dietro a fantomatiche Partite IVA.
In questi anni, vivendo da solo dal ’92 e non avendo mai potuto fruire del sostegno della mia famiglia, stato artigiano, fotografo, giornalista, militare, informatico, operatore di call-center e tecnico assicurativo. Ho studiato istituzionalmente e/o da autodidatta giurisprudenza, criminologia, informatica (reti e grafica) e architettura. Ho ristrutturato con le mie mani cinque case.
Il bicchiere mezzo pieno vede un certo arricchimento sia patrimoniale che –soprattutto- di esperienze umane, tecniche e professionali.
Il bicchiere mezzo vuoto vede un’intera giovinezza rubata dalla fatica, dalle preoccupazioni e dalle responsabilità che un ragazzo non dovrebbe avere.
Ma sono poche le persone che possono scegliersi il destino… e non è nemmeno detto che queste persone siano poi così più fortunate di chi non ha avuto tale possibilità: nel tempo ho imparato che tutto ha un prezzo e che la vita è un banchiere efficientissimo che –prima o poi- riscuote sempre i prestiti erogati, con tutti gli interessi!
Quindi cosa dire? Al motto di “Numquam Quiescere”, (“mai fermarsi!”) vado avanti con Arianna e speriamo che il “secondo tempo della vita” mi possa donare tanta salute e un po’ di quella serenità che non avuto prima… cosa che –in questo periodo di crisi economica e con questi chiari di luna politici- sarebbe già una grande soddisfazione!


Messaggio di presentazione:

BROOM GEAR, L’Informatore degli Esploratori Erranti ( Testo del 08.12.2015 )

Tutto iniziò 25 anni fa… quando i miei genitori decisero di trasferirsi dalla collina pinerolese all’alta Val Luserna e io mi ritrovai di colpo lontano da tutti i miei amici d’infanzia. Pensai che un buon modo di tenere i contatti fosse inviare loro un Biglietto di Natale e segnarmi in agenda la data di compleanno, così da ricordarmi sempre di fare loro gli auguri.
L’idea, nella sua semplicità, si rivelò così vincente che decisi di estenderla a tutte le persone che, esperienza dopo esperienza, ho incrociato nella mia vita! 😀
Al biglietto disegnato, dal 2000, iniziai ad aggiungere anche una riflessione scritta… che ben presto fece il paio con le periodiche comunicazioni via mail ai vari gruppi sportivi, lavorativi e ludici formatisi nel tempo per organizzare incontri, eventi o semplicemente per fare il punto sulla situazione…

Da giugno 2013 ho ottimizzato le comunicazioni in un’unica newsletter che invio regolarmente il 21 di ogni mese: “BROOM GEAR, L’Informatore degli Esploratori Erranti”.
Al momento la newsletter è inviata a circa 600 persone e viene letta online 2/3.000 volte a numero… a me non pesa compilarla, anzi mi aiuta a fare regolarmente il “punto sulla mia situazione esistenziale” e ci permette di mantenere un costante filo di contatto con tante persone che, altrimenti, i fatti della vita avrebbero sicuramente interrotto! 😄

Se vuoi ricevere anche tu la newsletter… comunicami a quale indirizzo mail e io, con due click, lo inserirò nel gruppo d’invio. Parimenti, quando non vorrai più riceverla, sarà sufficiente comunicarmelo e io provvederò puntualmente.
A presto, Bron


FORSE NON TUTTI SANNO CHE… ( Testo del 06.03.2016 )

Riordinando delle vecchie “Settimana Enigmistica” di Arihanna (il periodico enigmistico che lei adora, un tempo molto diffuso e che, anche se l’età media degli Esploratori Erranti si sta abbassando, dovreste conoscere tutti! 😄 ) ho preso coscienza della scintilla, che ha dato origine a uno dei miei progetti cui dedico tempo e passione quasi quotidianamente…

Difficilmente lo ricorderete, ma sul bollettino “BroomGear” del marzo 2014, scrissi che con il nuovo blog-forum “BroomGulf” ero riuscito a concretizzare il progetto di riunire su un’unica piattaforma informatica le tante notizie pubblicate negli anni sui miei blog e forum, così da avere un “Contenitore di notizie interessanti e curiose, utili a tutti gli Esploratori Erranti e a me stesso per definire l’ambientazione di “MondOltre”…

Sfogliando la “Settimana Enigmistica” ho ritrovato simpatiche rubriche come “Strano, ma vero!”, “Spigolature”, “Leggendo qua e là…”, “Perché?”, ma SOPRATTUTTO “Forse non tutti sanno che…” e mi sono ricordato che proprio da questa “raccolta di notizie curiose o insolite” ho sempre “pescato” un mare di informazioni particolari… informazioni che poi ho riutilizzato nei miei racconti, nei miei disegni o per “colorare” avventure in D&D che coordinavo come Dungeon Master…

Chissà che in un futuro prossimo, pubblicati i primi volumi dei “Racconti di Bron ElGram”, non mi metta lì con calma, rilegga tutte le notizie che ho inserito nel BroomGulf e le riordini con un numero progressivo in un contenitore dedicato. Ne potrebbe uscire una cosa simpatica! Magari con uno spazio nel sito dove ogni ora si pubblichi in automatico una stringa pescata dal contenitore! 😄  Vedremo… 😄


Una nuova filosofia esistenziale per Bron ElGram ( Testo del 13.06.2015 )

Così, tra una giornata abbrustoliti da un sole a palla e 39° e una slavati da piogge torrenziali e 16°, se ne stanno andando questi primi dieci giorni di relax del 2015, anticipo delle ferie -vere e proprie- che faremo nei mesi a venire.

Provo una sensazione stranissima: di fatto sono le prime “Ferie con la mente libera” da quando mio padre mi portò a conoscere la sua Trebisacce, sullo Ionio calabrese di fronte a Taranto, nell’estate iniziata dopo il mio esame di Quinta Elementare. Era 1984… che bei ricordi: ai miei girava bene, io avevo superato eccellentemente la mia prova, nel cuore la pace con l’universo e solo tanta voglia di scoprire nuovi luoghi, colori, sapori e mettersi alla prova per conoscere i propri limiti…
Sono trascorsi 31 anni da quella vacanza… tra amori e amicizie, ostacoli da superare, viaggi per scoprire il mondo, mille lavori, mille studi, esami infiniti e -soprattutto- “case” cui pagare canone o mutuo e poi ristrutturare, manutenere, rivendere, traslocare e ricominciare.
Gioco che ho rifatto tante, troppe, volte (16 per la precisione): il prezzo da pagare, in termini di sudore e sacrifici è stato altissimo, ma oggi posso dire che ne è valsa la pena e che se tornassi indietro rifarei tutto quasi allo stesso modo. Forse sarei più morbido con me stesso e con alcuni altri, ma certe cose le capisci solo dopo…

Se però, di massima, pare andare tutto abbastanza bene, devo anche prendere atto che è tempo di rivoluzionare nuovamente la mia “Filosofia esistenziale”, poiché quella utilizzata negli ultimi vent’anni non risponde più efficacemente alle esigenze della situazione attuale.

Così, infatti, come a 21 anni ho scelto di lasciare la mia Valle e la mia famiglia natia conscio che quel sistema era troppo statico e autoportante e (a ragione o a torto, non spetta me giudicare) non aveva più niente da offrirmi o da farsi offrire non volendo cambiare migliorandosi, modificandosi o rinnovandosi… così a 42 devo prendere atto che il mio metodo “molto occidentale” di pormi alla vita mi ha permesso di affrancarmi dai problemi economici ma non dalla sofferenza fisica e -soprattutto- da quella psichica, vera croce della nostra cultura.

Detto con altre parole, dovendo giocare una quotidiana partita a “Chess Master” o ad “Age of Empires”, con un numero limitato di pezzi, di risorse e di attività possibili, ho imparato a sviluppare strategie foriere di un discreto guadagno e di un ruolo qualificante, non troppo esposto, che permette il mantenimento della posizione e una sua leggera, ma costante, rivalutazione nel tempo.
Ma questo approccio, soddisfatti i bisogni primari e anche qualche extra, in un contesto nel quale i fattori in gioco aumentano quotidianamente e con loro il numero delle possibilità e degli imprevisti, diviene non sono antieconomico bensì deleterio, se non autodistruttivo.
Poiché i pensieri, strumento elaborato dall’evoluzione per simulare le possibili soluzioni ai problemi improvvisi, si autoalimentano autoriproducendosi a ritmi inimmaginabili indipendentemente dalla tua volontà, arrivando ad occupare la quasi totalità delle tue risorse energetiche, distaccandoti dalla realtà e provocandoti dolori su dolori, prima mentali e poi -di conseguenza- fisici.

Pertanto, i cadeaux più preziosi che ho portato a casa dal pranzo con gli amici per festeggiare i 10 anni di matrimonio e 19 di fidanzamento o dalla gita sulle alpi francesi, luogo d’origine della mia famiglia materna, sono proprio questi: la presa di coscienza che è necessario e impellente un cambio di “registro esistenziale” e la volontà di trovare la risposta facendo germinare un seme donato al mio sapere da alcuni amici e da diversi libri letti tanti anni fa.

Già! Perché, almeno per me, non è una di quelle cose che ti svegli la mattina folgorato dall’Illuminazione e cambi il tuo essere.
Vi è un percorso che si compie, con passaggi consci e altri inconsci dalla durata e dall’intensità estremamente variabile ma tutti essenziali e teleologici.
Per quanto mi riguarda, mentre studiavo diritto penale e criminologia mi sono sempre domandato: bene queste risposte (o tentativi di risposta) ai fatti di “cronaca nera”, ma quali risposte ai drammi della “cronaca grigia quotidiana” di miliardi di persone al mondo?
Un suggerimento mi è derivato già negli ultimi anni di Liceo dal “celtismo”, di cui è inconsciamente ancora intrisa la cultura tradizionale delle mie montagne, nel quale hanno trovato un punto di collegamento anche molti studiosi di altre culture sviluppatesi su principi diversi dai nostri “consumismo”, “apparenza” e “tecnocrazia”.
Poi nei primi anni di Università mi fornirono altro materiale di riflessione il mio amico Aldo, che lasciò la Valle per studiare prima Biochinergia e Medicina Cinese alla Sorbonne di Paris e poi Karate e Kung Fu in un monastero cinese, e Filippo, che mi indirizzò da una parte agli studi di Carlos Castaneda e dall’altra il “Tao Te King” e l’ “I King”.
Studi che, a un certo punto, misi da parte per non allontanarmi troppo dal seminato accademico, fermo restando che i voti, i titoli e i diplomi validi in questa società per attestare le competenze e dargli un risvolto economico professionale, sono dispensati da professori universitari et similia.

Superata però la “trappola della volpe e l’uva”, che ci porta troppo spesso a sminuire i risultati non conseguiti per non ferire il nostro ego, e conclusa la carriera istituzionale, posso nuovamente riaprire serenamente quei testi e dedicarmi anche all’approfondimento di altri testi (anche accademici, vedi Freud, Jung, Fromm, etc.) che hanno cercato di traghettare e far incontrare il “Sapere Orientale” con la “Cultura Occidentale” per dare risposte efficaci e costruttive alle nevrosi che consumano la nostra realtà, così da relegare ai soli casi estremi l’intervento dei detentori della “Giustizia pubblica” (Forze dell’Ordine, Psichiatri, Magistrati, Avvocati, etc.) o della “Vendetta privata”.

A metà statistica della mia vita (poiché mi duole dirlo ai 50enni ma non conosco centenari che “vivano” e non “vegetino”!) credo sia tempo di far germogliare gemme che ho raccolto da tempo ma che –verosimilmente- non era ancora tempo germogliassero, ambendo un livello di comprensione esistenziale tale da vivere in serenità gli anni che rimangono, convertendo i pensieri negativi/distruttivi in creatività e lasciando amore ed esperienza ai terzi che vorranno farne tesoro e, a chi si alimenta di pensieri negativi, comportamenti scorretti e autocommiserazione, un destino privo della mia energia, da avvoltoio su altre carogne e di solitudine obbligata e non volontaria (gran pena per un’animale sociale come l’uomo!) in povertà economica/affettiva e, di conseguenza, malattia mentale e fisica.

Un primo passo in questo cammino è stato non interrompere mai definitivamente l’attività fisica (“mens sana in corpore sano”) e, anzi, ora con la presenza di Margot (che volenti o nolenti due passeggiate al giorno ti obbliga a farle) e la destinazione di una parte della mansarda a palestra con l’acquisto di attrezzatura semiprofessionale, spero di riuscire ad impormi un’ora di esercizio (almeno a giorni alterni nei periodi lavorativi più intensi): attività semplice e fondamentale per mantenersi efficienti.

Un secondo passo è iniziato due anni fa modificando progressivamente la nostra dieta verso il vegetarianismo con motivazioni salutistiche e morali. In realtà più che vegetariani si è “riduciani” come ho letto nell’Huffington Post, poiché eliminare gli alimenti animali dalla dieta occidentale è pressoché impossibile, ma almeno si fa attenzione e, nel caso, si riduce al minimo l’assunzione dell’alimento! 😉

Il terzo passo sarà approfondire il Buddhismo.
Non so ancora bene se quello di tradizione originale indiana, se quello tibetano, cinese (chan) o giapponese (zen) ma sicuramente nei prossimi mesi/anni andrò in questa direzione. Per ora, grazie al nuovo collega Paolo, che me li ha fatti riscoprire, sto leggendo e rileggendo i libri di Giulio Cesare Giacobbe.

A proposito… questa volta voglio giocare d’anticipo:
Quando ho detto due anni fa “divento vegetariano per questioni etiche e salutistiche” (non VEGANO, non CRUDISTA, semplicemente V E G E T A R I A N O!!!), sono stato investito da una valanga di domande tipo “Ma il latte e le uova le mangi?” o “Ma non ti stufi a vivere di tofu, soia, seitan, tempeh, alghe?” o “E col miele come fai?” o “Ma senza proteine animali come vivi?”, etc…
Domande cui ho cercato di dare risposte esaustive per dirimere i tanti dubbi e confusioni che connotano questa (per molti) novità culturale…

Se ora vi dico che mi avvicinerò al Buddhismo non significa che mi “raderò la testa” e indosserò un “accappatoio arancione”.
Per prima cosa perché rimango convinto che una cultura aliena alla tua d’origine può essere oggetto di studio, di approfondimento, di venerazione, ma non sarà mai la “tua” cultura, semplicemente perché non ti ci sei formato dentro. Quindi io nato sul Monviso posso prendere il patentino nautico ma non sarò mai un bretone di Brest cresciuto domando le onde dell’atlantico o posso fare la Parigi-Dakar una volta, ma non sarò mai un tuareg del Sahara che vaga tra le dune senza perdere la bussola… così loro, trasferitisi a Pontechianale, anche se faranno un corso di patois franco-provenzale e uno di ghironda, non sapranno gestire la neve, le piogge, le castagne, i funghi, le vipere e i cinghiali che abbondano nelle nostre valli come un oriundo.
Ma si può imparare molto gli uni dagli altri con reciproco arricchimento.
Secondo il Buddhismo non si sostituisce al cristianesimo… semplicemente perché quest’ultimo è una religione, il buddhismo è un “metodo psicologico volto alla liberazione dalla sofferenza provocata dagli stati di tensione emotiva”.
Un metodo di affrontare la vita quotidiana depotenziando il carico di pensieri (il più delle volte negativi) che si autoalimenta e autoriproduce nella nostra mente, rendendoci -inutilmente- ancor più gravosa la già difficile quotidianità.

Inoltre, gli stati di tensione emotiva sono movimenti dei campi elettromagnetici, forse troverò in quest’antica filosofia altro materiale per i miei studi sulla comunicazione tra api e sulla telepatia animale!

Lavorare per consolidare la mia qualifica di tecnico nella responsabilità civile professionale, quotidiana attività fisica e alimentazione vegetariana, manutenere la casa e prepararsi alla fondazione dell’Eremo, pubblicare i racconti di Bron ElGram, sviluppare MondOltre, approfondire gli studi sull’elettromagnetismo animale, approcciarsi alla filosofia buddhista… e pensare che qualche mese fa ho temuto di annoiarmi conclusa la fase esistenziale precedente! 😄

Al lavoro,
Numquam Quiescere.
E se qualcuno ha info utili da passarmi su Buddhismo, Chan, Zen… sono tutt’orecchie! 😄


4 Dicembre… un giorno speciale! ( Testo del 04.12.2015 )

Oggi, 4 dicembre, è un giorno veramente speciale per la mia esistenza…
Ben 21 anni fa, appena finita la fisioterapia dopo il mio incidente in moto, concretizzai tutte le riflessioni meditate nei lunghi mesi a letto osservando il mondo che mi circondava, lasciando definitivamente la Valle e trasferendomi in una microscopica mansarda in via Carlo Alberto a Torino, sconvolgendo così tutta la mia esistenza e quella di tante altre persone.
Sempre oggi, 15 anni fa, mi emancipai definitivamente dalla mia famiglia natia, affermando il mio diritto a compiere scelte, perseguire obiettivi e seguire valori estranei, se non opposti, a quelli della gens d’origine.
8 anni fa oggi, fu il turno di rivoluzionare e rinnovare le associazioni che avevo sino a quel tempo creato, riorganizzandole nella neonata Gilda Esploratori Erranti e scremandole da soggetti che consideravano il fenomeno associativo sotto un’ottica e degli interessi alquanto differenti dalla mia genuina, sincera e disinteressata filantropia e ricerca filosofica e scientifica.
Infine l’anno scorso, fresco di conclusione degli studi istituzionali, affrontai quello che io ho ribattezzato il “Complesso di Salgari”, evidenziandone criticità e soluzioni e rigenerando la mia espressività creativa sotto una nuova forma che si concretizzerà in forme alternative e innovative di pubblicazione e distribuzione dei miei elaborati e pensieri.
Ribadisco… un gran giorno speciale il 4 dicembre, unico nel mio calendario!
Oggi infine, per il libro appena finito di leggere “LA TUA VITA CAMBIA OGNI 7 ANNI DI P. LASSALLE E B. MAFFRAY”, segnerà il passaggio al settimo settenio con il raggiungimento della piena maturità e della rivelazione di sé. Vedremo! 😉
Sino ad oggi comunque, tante scelte sofferte, tanti sacrifici, tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni. NUMQUAM QUIESCERE!


Si vive due volte, anzi tre! ( Testo del 25.11.2017 )

Stavo leggendo l’ultimo numero de l’Alpino e mi ha colpito una frase: “Si vive due volte. La seconda nel ricordo”.
Nelle mie Valli si dice una cosa simile, che tradotta in italiano più o meno recita: “Nessuno muore finché vive nel cuore di chi rimane”.
E’ un concetto che mi piace, perchè obbliga le persone a fare i conti, volenti o nolenti, con il loro modo di comportarsi quotidiano… quindi dovrebbe rendere più ragionevoli, sociali, saggi, in una parola sola “empatici”, tutti quanti… e così migliorando l’ecosistema umano e l’ambiente naturale tutto o, per lo meno, rendere tangibile un certo pedagogico senso di “giustizia” (nel senso del “diritto naturale” ottocentesco).
Ma voglio anche credere che non ci si fermi ai soli soggetti con i quali abbiamo avuto rapporti diretti: voglio credere che il comportamento influenzi su larga scala l’inconscio collettivo e si registri, forse, su una stessa parte del DNA.
Ecco perchè mi sto organizzando per modificare progressivamente la mia quotidianità nel futuro prossimo: imparato, studiato e vissuto una marea di esperienze nei primi 40 anni della mia esistenza… è un imperativo utilizzare il tempo concessomi nel secondo tempo per concretizzare progetti, sperimentare nuove soluzioni ai problemi e -soprattutto- riorganizzare in modo gradevolmente fruibile il patrimonio di esperienze/insegnamenti accumulati, così da trasferirli alle generazioni future evitando che vadano perse e obblighino altri (anche solo uno!) a perdere tempo ricominciando da capo gli studi.
Perchè è si vero che “fino a quando le cose non le provi sulla tua pelle non le capisci” ma è anche vero che un “bignamino”, un “manualetto delle istruzioni ben scritto” tante volte torna comodo e ti fa risparmiare un mare di tempo permettendoti di avanzare nella ricerca molto più di chi ti ha preceduto! 😄
Oltre al fatto che trasferire esperienze è di per se un’esperienza fantastica: ti permette di ripassare scoprendo nuovi collegamenti tra le informazioni, ti dona gioia nel vedere che altri migliorano la propria ricerca grazie anche a quegli insegnamenti e ti sdebita il cuore della fortuna che hai avuto nel poter vivere certe esperienze e nel poterle ancora raccontare.
Ecco il perchè di tanto impegno nel progetto “Cattedrale del Silenzio” con i suoi due Eremi virtuale e reale e l’impegno al pubblicare presto i miei racconti… 😄
NUMQUAM QUIESCERE!


Predatory journal, cosa sono e come si combattono? ( Testo del 18.02.2018 )

È un problema dilagante, che sta minando la credibilità della scienza e provoca un ingente spreco in termini di finanziamenti, capitale umano e animale. Ecco alcune strategie per contrastarne l’avanzata

“Get Me Off Your Fucking Mailing List”. Titolo, sommario, testo e immagini non ripetevano altro: solamente un lapidario “Toglietemi dalla vostra fottuta mailing list”. Uno scherzo? Più o meno, eppure l’articolo stava per essere pubblicato sull’International Journal of Advanced Computer Technology, dopo aver superato – almeno a detta della rivista – un rigoroso processo di referaggio anonimo. Può sembrare assurdo, ma non si tratta che di un esempio famoso, forse emblematico, di un fenomeno fin troppo diffuso. Un malcostume che sta minando alla radice la credibilità della scienza (l’ultimo esempio è una ricerca fasulla che ricalca una puntata di Star Trek, accettata e pubblicata senza colpo ferire). Parliamo delle cosiddette riviste predatorie, o predatory journal: giornali pay-for-use che pubblicano di tutto, promettendo di rispettare gli standard tradizionali dell’editoria scientifica e fornendo invece un servizio di pubblicazioni a pagamento privo di controlli e di valore.

A puntare l’attenzione su questo fenomeno, drammaticamente in crescita, è oggi un team di ricercatori canadesi, che in un commento apparso su Nature Human Behaviour analizza la portata del problema, e prova ad abbozzare una lista di contromisure da adottare per stroncare la diffusione delle riviste predatorie.

La mailing list
A questo punto probabilmente la domanda è lecita: cosa c’entrano le fottute mailing list da cui siamo partiti con i predatory journal? La vicenda risale al 2014, quando l’esperto di computer science australiano Peter Vamplew decise di essere stufo di ricevere decine di mail ogni giorno da parte di riviste scientifiche di infimo livello.

E pensò bene di vendicarsi alla sua maniera: preso l’articolo in questione, una famosa boutade realizzata nel 2005 dai ricercatori David Mazières e Eddie Kohle, lo inoltrò a una delle riviste che lo tormentavano, richiedendone la pubblicazione, esattamente come se si trattasse di un normale lavoro scientifico. Risultato? A pochi mesi dall’invio del testo arrivò la risposta della rivista, che accettava il paper per la pubblicazione, e assicurava che in seguito a un classico processo di peer review anonima il testo risultava a posto, necessitando al più di un miglioramento nella formattazione, e di un minimo aggiornamento delle reference.

Come è stato possibile? Evidentemente, si trattava di un predatory journal: per 150 dollari erano pronti a pubblicare qualunque cosa, senza neanche buttare un occhio al testo dell’articolo in questione. Assicurando che i costi sarebbero andati a coprire il processo di referaggio – evidentemente mai avvenuto – le spese di pubblicazione, catalogazione, e tutte le altre operazioni editoriali che rappresentano lo standard per le pubblicazioni scientifiche. Ma che in questo caso probabilmente non sarebbero mai state portate a termine. Per dovere di cronaca: Vamplew ovviamente non ha mai pagato i 150 dollari, l’articolo non è quindi stato pubblicato e, purtroppo per lui, non è mai stato rimosso dalla mailing list del giornale.

Riviste predatorie
Ma quante riviste come l’International Journal of Advanced Computer Technology esistono al mondo? Una risposta univoca non è facile da trovare: probabilmente sono migliaia, ma tutto dipende dal criterio che si sceglie per classificarli. In effetti, tutti i tentativi fatti fino ad oggi di stilare una lista di riviste predatorie si sono scontrati con un problema fondamentale, cioè la difficoltà di distinguere giornali onesti ma di scarso livello da quelli effettivamente fraudolenti. Il primo e più celebre tentativo di creare una autentica black list dei giornali scientifici predatori è stato quello di Jeffrey Beall, un volenteroso bibliotecario dell’università del Colorado che con le sue sole forze, e nel tempo libero, aveva compilato una lista di quasi duemila riviste da evitare a tutti i costi. A causa di una serie di polemiche sulla trasparenza dei criteri utilizzati, il database di Beall ha smesso di essere aggiornato (ma è ancora disponibile l’ultima versione), e il suo posto è stato ora preso dalla black list di Cabells, un’azienda che offre (a pagamento) servizi di assistenza per le pubblicazioni accademiche, e che a differenza del bibliotecario del Colorado ha stilato una lista di criteri per riconoscere le riviste fraudolente.

Tralasciando le liste, e la loro utilità, esistono alcuni campanelli d’allarme che aiutano a distinguere le riviste di cui è meglio non fidarsi. Nel loro articolo, i ricercatori canadesi ne citano diversi: il prezzo chiesto per le spese di pubblicazione e revisione (che nelle riviste open access serie solitamente è ben più alto dei 150 dollari chiesti a Vamplew), l’assenza della rivista dai database bibliometrici seri come PubMed, la scarsa qualità se non l’assenza di un autentico processo di peer review, e infine i titoli stessi delle riviste, che spesso nel caso di quelle predatorie tendono a richiamare quelli di giornali seri e ben noti nel proprio campo. Con queste precauzioni, i ricercatori dovrebbero riuscire a riconoscere le riviste affidabili da quelle fraudolente. Ma affidarsi al buon senso degli scienziati non è sufficiente: il problema infatti non ha ripercussioni solamente in ambito accademico, ma – assicurano gli esperti – rappresenta un serio rischio per la scienza, e un’enorme spreco di risorse materiali, umane e animali.

Le dimensioni del problema
Uno studio di pochi mesi fa realizzato dallo stesso team di ricercatori aiuta a comprendere l’entità del fenomeno. Analizzato poco meno di duemila articoli pubblicati su circa 200 riviste predatorie, gli autori hanno dimostrato infatti che il problema non è limitato alle ricerche di basso profilo, ma riguarda scienziati provenienti dalla più prestigiose università del mondo: dal Regno Unito, al Giappone, passando (ahinoi) per l’Italia e gli Stati Uniti, dove molte delle ricerche pubblicate su predatory journals arrivano dalla cosiddetta Ivy League, la crème de la crème del mondo universitario americano. Studi finanziati da istituzioni pubbliche come il National Institutes of Health (il più diffuso nel campione analizzato), che dai calcoli dei ricercatori coinvolgevano un totale di ottomila animali da laboratorio, e più di due milioni di esseri umani. Soldi, vite animali e soprattutto informazioni sanitarie provenienti dai pazienti, che vengono gettate alle ortiche perché gli articoli che le contengono non verranno mai presi in considerazione, a causa della scarsa serietà della testata su cui sono pubblicati e della mancanza di un sistema corretto di archiviazione dei contenuti.

“La verità è che stiamo perdendo i dati di milioni di pazienti a causa di queste riviste predatorie”, spiega Manoj Lalu, anestesista dell’università di Ottawa che ha collaborato alla stesura del commento su Nature Human Behaviour. È per questo che i ricercatori canadesi ritengono fondamentale che si adottino politiche di contenimento del fenomeno, prima che sia troppo tardi. Tra le ipotesi proposte nel paper – oltre alle indicazioni per riconoscere le riviste da evitare – c’è l’invito a università e istituti di ricerca a fornire incentivi per la pubblicazione su riviste affidabili, quello alle agenzie pubbliche che finanziano le ricerca che dovrebbero vigilare come e dove questi vengono spesi, per disincentivare le pubblicazioni su riviste predatorie, e infine un’indicazione anche per le associazioni di pazienti, che potrebbero, e dovrebbero, fare pressioni per assicurare che i risultati dei trial clinici abbiano sempre una degna destinazione editoriale.

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