venerdì 2 ottobre 2015

 Stamane, mentre portavamo a passeggio Margot alle prime luci dell’alba, immersi in quella meraviglia della natura che è, al primo freddo autunnale, il vapore che trasuda dagli alberi sotto i raggi caldi del sole… riflettevo sul valore della “routine” per riuscire a concretizzare qualsiasi progetto:

Monotona, tediosa, scontata, quasi soporifera “routine” ma che, giorno dopo giorno, mattone su mattone ti permette di innalzare costruzioni che mai avresti immaginato di essere in grado di erigere… gutta cavat lapidem!

Così ora, trascorsi 21 anni da quando ho lasciato la Valle per avventurarmi nel mondo, perso l’ultimo parente che mi legava alla mia terra natia, conclusa la ristrutturazione e l’arredamento della nostra grande casa, stabilizzato il lavoro dopo il ciclone che ci ha colpiti negli ultimi anni, conclusi gli studi universitari in giurisprudenza (criminologia e responsabilità civile professionale) e apicoltura, conseguito il brevetto di pilota aeronautico VDS, “sganciatomi” da qualsiasi partecipazione attiva nei vari gruppi cui sono associato… potrei iniziare a “gadanare” (fr. pr. per “scansafatiche”, “perdigiorno”) godendo delle giornate, mangiando, bevendo, uscendo la sera, conoscendo nuovi amici, rifrequentando quelli vecchi e tornando a viaggiare un po’, per esplorare nuovi luoghi e culture… oppure, fatto un bell’esame di coscienza, prendere atto che tutto ciò che è stato, è stato prodromico e teleologico alla realizzazione di un disegno esistenziale che affino e adatto ogni giorno nella mia mente da quando avevo 14 anni (o giù di lì…) e quindi impormi una nuova routine non -come in tutta la mia esistenza- programmata per superare l’esame di turno, gestire il nuovo lavoro o ristrutturare la casa del periodo, ma per -finalmente- concretizzare “IL PROGETTO”.

Voglio quindi cercare di creare una griglia standard della mia settimana ideale… che poi certamente sette volte su dieci non riuscirò o potrò rispettare per le classiche “varie ed eventuali” o “probabilità & imprevisti” di “Monopolyana memoria”, ma che comunque rappresenti costantemente una boa, un faro, una routine -appunto- cui tendere per riuscire a razionalizzare e ottimizzare sforzi volti al conseguimento di un obiettivo ben definito.

La settimana è composta da 168 ore, togliamo subito quelle dedicate al sonno… le 8 ore da manuale, che poi intanto non riesco mai a rispettare pienamente e pertanto metto un paio di ore compensative nel weekend. Cercherò di andare a dormire a un’ora decente e svegliarmi sempre presto e indicativamente alla stessa ora.

Poi togliamo le ore da trascorrere in ufficio (orario standard da contratto, che voglio cercare di rispettare) e a queste sommiamo le ore per l’igiene personale, i trasferimenti in auto/metro/treno da casa al lavoro, le pause per mangiare, la pulizia della casa e il tempo dedicato a fare spesa e commissioni varie (compreso quindi il tempo quotidiano dedicato al web extra lavoro).

In tutto, quindi, mi mangio (a spanne) 133 ore e mezza la settimana per attività “dovute”.

Ne rimangono 34,5: che brivido… indubbiamente è una ricchezza rispetto a chi non ha nemmeno queste… ma pensare che posso dedicare alle mie passioni, al nucleo della mia esistenza, il 20% del mio tempo -SOLO il 20%- mi turba non poco!

Cerchiamo allora di usare bene questo poco tempo.

Seguendo il classico principio “mens sana in corpore sano”, 7 ore e mezza le attribuiamo all’attività sportiva nella nuova palestra domestica e portando in lunghe passeggiate quotidiane Margot.

Rimangono quindi 27 ore di effettivo tempo libero che dovrò cercare di sfruttare al meglio alternando produttivamente momenti di ricerca (lettura, gioco, visite, conoscenze, etc.) e momenti creativi nei quali scrivere, disegnare, costruire, programmare.

Al lavoro dunque!

NUMQUAM QUIESCERE!

 

sabato 25 giugno 2016

Oggi siamo a 38 settimane da quando ho inaugurato la nuova routine operativa: nove mesi tondi tondi che chiedono, dopo le esperienze pratiche vissute, una revisione del programma per ottimizzarlo e renderlo più efficiente.

Mi occuperò in particolare dell’aspetto FITNESS: in quest’ultimo anno, con la palestra in mansarda abbiamo lavorato molto, due o tre volte la settimana, provando cardio, pesi e addominali con metodi e ordine esecutivo diverso.

Il risultato è che, almeno parlando dell’ellittica dove ho il computer che memorizza i dati, io ho corso 30 ore a 8,1 km/h per oltre 250 km e 23.700 cal bruciate.

Ary ha corso 43 ore a 7,2 km/h per 312 km e 24.000 cal bruciate… abbiamo perso peso, tonificato i muscoli, fatto fiato, ma ora siamo in stallo.

Documentatomi bene, la soluzione è semplicemente che bisogna aumentare il numero e le sessioni di palestra per avere altri risultati.

Ora ho acquistato dei cuscini SISSEL svizzeri per fare addominali e migliorare la postura in ufficio e a casa alterneremo le sessioni di fitness un giorno si e uno no (la routine quindi diverrà bisettimanale) alternando poi 40′ di corsa in salita su ellittica a 40′ di panca/pesi/addominali (ho provato 8 km l’ora ma è troppo pesante, forse correndo per strada e nei boschi è più leggero, ma su ellittica inizi a sentire formicolio sotto piedi dopo 45′).

Per il resto va tutto bene. Avanti così quindi… NUMQUAM QUIESCERE.

 

lunedì 26 settembre 2016

Domenica ricorrerà un anno da quando, passeggiando con Margot lungo viale San Pancrazio nella magia degli alberi che “trasudavano vapore”, io ed Ary definimmo la nuova “routine” destinata a regolarizzare il nostro tempo. Un lungo anno di passioni, di attività fisica, di dieta vegetariana, di esperienze costruttive, di lavori e di vacanze che ci hanno molto cambiati… spero un po’ in meglio!

A giugno abbiamo migliorato la “routine” portandola da base settimanale a base quindicinale, variando le sessioni di fitness (alternando cardio e pesi/addominali/plank), inserendo il cuscino Sissel in ufficio, integrando l’alimentazione con gli estratti di frutta/verdura e lo yogurt di soia autoprodotti, ridefinendo gli obiettivi (vacanze, cerca dell’eremo, pubblicazione libro, riorganizzazione della voliera, etc.).

E’ tempo di dare un’ulteriore “giro” alla griglia operativa per ottimizzarla ancor più e così cercare migliorarci ulteriormente l’esistenza.

Innanzitutto, come anticipavo in un post precedente, voglio cercare di limitare al massimo il “ciclo settimanale” in favore di uno schema quotidiano che non mi faccia più cadere nella politica del “lascio tutta una serie di cose da fare nel weekend, perché in settimana lavoro e sono stanco… e poi il weekend, per recuperare, mi stanco ancora di più… accumulando ansie, aspettative, delusioni… in altre parole stress su stress, settimana dopo settimana, sino alle ferie dove arrivo distrutto e senza alcuna possibilità reale e concreta di recupero effettivo”.

Questo diffusissimo metodo di vivere non va! E’ più saggia la politica dell’ “un po’ di lavoro in più al giorno nell’ottica di molto lavoro in meno sul medio/lungo periodo”.

I nostri principali vincoli nei fine settimana sono la pulizia della casa/lavo/stiro, quella dell’acquario/voliera e la spesa. Per la prima aumenteremo ulteriormente il ricorso a robot, la seconda è superata con la nuova riorganizzazione degli spazi e per la spesa… stiamo cercando agricoltori locali che vendano i loro prodotti a domicilio così da ottimizzare i tempi con un occhio alla qualità.

Tolto questo, tutto il resto può essere fatto ogni giorno quand’è il caso di farlo, sgravando il weekend da mille impellenze e liberandolo per dedicarsi maggiormente alle passioni: di vita ne siamo certi di averne solo una… e questa si accorcia inesorabilmente quotidianamente di un giorno!

Obiettivi per l’autunno/inverno/primavera prossimi saranno quindi: migliorare ulteriormente qualità dieta e attività fisica (in cantiere per es. la produzione di birra artigianale e di funghi in cantina!), raggiungere un peso-forma ottimale, concludere la stesura del primo romanzo di Bron ElGram (+ traduzione in eng/fra + pubblicazione) e proseguire le riflessioni buddiste per metabolizzare costruttivamente lo stress.

Il tempo eventualmente ancora a disposizione sarà dedicato alle passioni (animali, vegetali, volo, moto, PS4, fumetti, etc…), alle amicizie ed a ulteriori studi di approfondimento/specializzazione (es. mi piacerebbe conseguire l’abilitazione di “fonia aeronautica” entro gennaio, ma temo di non riuscire a far coincidere tutti gli impegni!).

Seguendo poi il principio del genio Ludwig Mies van der Rohe “LESS IS MORE!” (“essenziale e perfetto per le sue funzioni”), mi piacerebbe anche lavorare sul ridimensionamento del mio patrimonio di oggetti eliminando, vendendo o donando tutto quanto non è, o non è più, utile alla quotidianità… e che occupa inutilmente spazio facendo “stagnare”, con la loro presenza, pensieri e ricordi appartenenti a tempi che non sono più.

Un’analisi attenta della situazione socio-economica evidenzia poi che gli stipendi e le possibilità di crescita lavorativa sono al momento bloccati (anzi, come la famosa spada di Damocle, esuberi e trasferimenti di sede lavorativa incombono comunque sempre sulla nostra testa!), il parentado invecchia a presto non sarà più autosufficiente, il mercato immobiliare è fermo (e quindi le proprietà rappresentano oggi un peso, non un guadagno!) e il mercato dell’editoria libraria, ludica e videoludica “artigianale” permette alle buone idee di reggere ma –visto l’orientamento dei consumatori indirizzato principalmente ai media di alto livello- non di fruttare cifre tali da sostituire un buon reddito primario da lavoro dipendente o libero professionale standard ben avviato. Pertanto la “Cerca dell’Eremo” sarà provvisoriamente interrotta, i risparmi reinvestiti e lo sviluppo del progetto “Cattedrale del Silenzio” proseguirà in un’ottica più prudenziale… ovvero più volta a “fermare nel tempo” e “condividere” quanto appreso nel nostro cammino esistenziale, caratterizzandoci socialmente, che a garantire una fonte di reddito alternativo ai nostri attuali introiti.

E credo che sia proprio in questo fattore la nostra caratterizzazione: così come smisi di fare il fotografo professionista poco più che ventenne poiché non volevo che l’arte scendesse a patti con i brontolii della mia pancia vuota, ancora oggi si persevera in questa direzione e si preferisce entrambi stressarci svolgendo un lavoro dipendente estraneo alle nostre passioni piuttosto che trasformare le passioni in fonte di reddito primario o integrativo. Sino a quando avremo la forza e la fortuna di poter proseguire in questa direzione, investiremo nelle passioni tempo, energie, studi e denari senza altro tornaconto che la passione stessa… camminando in equilibrio su un filo sottile teso tra chi ha tanto potere economico e fruisce delle bellezza della vita spesso senza comprenderne e attribuirne il giusto significato e chi ne ha poco e per forza di cose non può che ignorarne i tesori, che spesso ben conosce, minimizzandone il valore e scendendo quotidianamente a compromessi che gli permettono di far quadrare i conti a fine mese.

Nostra forza e fortuna sono la possibilità di continuare a riuscire a mantenere separate le sfere, ricevendo reddito da un mondo cui siamo estranei in cambio di un impegno professionale di alto livello quantitativo e qualitativo… per poi dirottarlo nella cura dei nostri animali, delle nostre piante, delle nostre macchine e delle nostre esperienze in cambio di occhi che ti amano sinceri, esseri affidati alle tue cure sempre sereni e in salute, mezzi efficienti e nozioni trasmesse con passione da chi le ha maturate con anni di sacrifici certo di non gettare le proprie parole al vento.

Non so se questo impegno ci preserverà la salute, se ci permetterà di realizzare il nostro progetto editoriale e -con le infrastrutture annesse- esistenziale. Ma mai come oggi, in questi 43 anni, sono certo che stiamo percorrendo il nostro giusto sentiero.

E’ proprio vero che si impiegano 44 anni per divenire dei 22enni, se non sempre felici, di certo spesso sereni e soddisfatti!

NUMQUAM QUIESCERE

 

mercoledì 2 agosto 2017

E siamo a 96 settimane di “Nuova Routine”.

Un anno e dieci mesi di “abitudini quotidiane, lentamente acquisite per mezzo di pratica ed esperienza, al fine di migliorare la qualità dell’esistenza e permettere la realizzazione di progetti complessi”.

Credo sia giunto il tempo di un nuovo momento di riflessione per “fissare” successi e criticità di questo metodo, elaborato per affrontare la vita giunti i quarant’anni e terminati i ritmi battuti dagli studi istituzionali, dalla ristrutturazione delle case, dai rapporti familiari obbligati e dai tempi lavorativi dettati dal ruolo e dai datori di lavoro precedenti.

Si può sempre fare di più e meglio, ma sono soddisfatto di tutta una serie di scoperte fatte in questo periodo:

1) FITBAND. L’etologo russo Ivan Pavlov la sapeva lunga con i suoi “riflessi condizionati”… promossi a pieni voti i braccialetti hi-tech o gli orologi sportivi che tengono conto dei passi, delle attività, del sonno, dei battiti cardiaci, etc. Non immaginate quante volte, in questo anno e mezzo, dovendo scegliere tra ascensore e scale, opto per queste ultime per incrementare il numero dei miei trofei virtuali “performance”. Sono sciocchezze, ma dieci rampe di scale oggi, dieci domani, alla fine hai scalato una montagna invece di inchiattire poltrendo sui montacarichi!

2) ROBOT e CONSEGNA SPESA A DOMICILIO. E già che abbiamo parlato di oggetti altamente tecnologici, negli ultimi due anni abbiamo rinnovato e incrementato il “parco robot” che ci coadiuva nelle faccende domestiche: frigorifero, freezer e lavatrice più grandi e hi-tech regalano tempo, così come l’asciugatrice, i robot da cucina e -acquisto più recente- la scopa elettrica che aspira la polvere e lava/asciuga contemporaneamente il pavimento. Fantastica! Nell’elenco dei “risparmia-tempo” non può mancare anche il servizio di consegna a domicilio della spesa: compri il grosso online, fissi l’appuntamento e in dieci minuti ti sei recuperato un pomeriggio alla settimana perso per supermercati e centri commerciali (oltretutto risparmiando, perché compri solo ciò di cui hai bisogno, non permettendo alle sirene del marketing di irretirti con le loro visioni celestiali!);

3) CANE. Tornando al punto 1), anche adottare un cane (meglio se da un canile!) fa la differenza con la staticità di una vita sul divano o seduti davanti ai PC. Anche se si possiede un giardino, un’ora e mezza al giorno di passeggiata (in due o tre sessioni) permette di sgranchirsi le gambe, staccare dai problemi quotidiani, regalare tante emozioni al nostro peloso e fare un 3-5 km che, mal contati, sono 1.500 km l’anno. Non rappresenteranno un allenamento da maratoneta… ma pochi non sono!

4) RELAX ZONE IN HOME. Angoli dedicati alle piccole passioni in casa, per godersi degli attimi di svago lontani dal chiasso delle interazioni sociali obbligate, sono un toccasana impagabile. Certo i metri quadri e la struttura/location dell’abitazione fanno la differenza, ma è anche sufficiente una comoda poltrona in un angolo sulla quale leggere libri, fumetti o ascoltare la musica preferita. La nostra “Hoikos”, pur non rappresentando ancora la “dimora definitiva” (quella sarà, a suo tempo, l’“Eremo”), è stata strutturata negli ultimi 15 anni secondo questo principio: orto/giardino, voliera/acquari, studio, biblioteca, audioteca, cinema/ps4, camini con poltrone, palestra, solarium, barbecue, laboratorio, cantina e officina. Quando e se potrò un giorno, spero non troppo lontano, vorrei sostituire gli acquari con un laghetto zen e attrezzare un giardino d’inverno e una serra in stile liberty/steampunk.

5) RELAX ZONE OUT HOME. Quando l’aria di casa diventa pesante e si sente la necessità di interagire con persone, vedere nuove cose, vivere nuove esperienze… ecco che diventano importanti le associazioni culturali e sportive. In questi ultimi tempi, oltre il club delle api e quello del volo, ci siamo riavvicinati al mondo del tiro con l’arco e a quello dei cavalli. Sapere di poter andare quando vuoi nel verde a coltivare una passione tra persone che la condividono, ferma la regola che in quei luoghi non si parla di lavoro, non ha prezzo!

Inoltre, indipendentemente dai circoli, anche conoscere luoghi immersi nella natura e non troppo distanti da casa fa una grande differenza per migliorare la quotidianità: una passeggiata in un bosco, lungo un torrente, sulla sponda di un lago o lungo una spiaggia garantisce una ricarica impagabile. Queste vacanze mi hanno regalato la scoperta di stupende aree della Val Sangone che non conoscevo.

6) VEGETARIANESIMO e DIGIUNO SETTIMANALE. Sono 5 anni e ½ che abbiamo adottato progressivamente un regime alimentare vegetariano e ciò ha migliorato molto sonno, memoria, peso (ricordo che nel 2013 in piena crisi aziendale sono arrivato a 94 kg e oggi sono 81), digestione, atleticità, etc… Che poi è forse meglio dire “reduciano” (come ho letto sull’”Huffington Post”) invece di “vegetariano”, poichè non mangiare assolutamente alcun animale è pressoché impossibile (vedi ad esempio la colla di pesce onnipresente) e -in certe occasioni sociali/lavorative- comporterebbe situazioni imbarazzanti o irrispettose. Diciamo quindi che ogniqualvolta sia possibile (ovvero nel 97% dei pasti!) evitiamo di mangiare carne e pesce, alla carne rossa -se proprio dobbiamo- preferiamo la bianca e del pesce quello azzurro, vongole, polpo e lumache…

Sono poi cinque anni che abbiamo tolto dalla dieta lo zucchero in favore del miele, evitiamo farina troppo raffinata, evitiamo il latte vaccino in favore di quello di capra e pecora, solo cioccolato fondente, autoproduciamo tutta una serie di alimenti e applichiamo la regola “colazione da re, pranzo da principe, cena da contadino”, etc.

Da quattro mesi, infine, abbiamo anche aggiunto “il martedì del digiuno” a scopo depurativo e per rigenerare la massa neuronale. Per 24/36 ore mangiamo solo un paio di frutti o un passato di verdura e beviamo moltissimo. Al momento non vedo conseguenze… ma sicuro non mangiare 52/78 giorni l’anno qualcosa comporterà sul lungo periodo!

7) FITNESS. Dopo anni trascorsi al lago di Avigliana, poi in piscina Rari Nantes e infine alla Palestra Musinè, nel 2015 ci siamo attrezzati una piccola palestra in mansarda. Per il primo anno e mezzo l’abbiamo utilizzata due/tre volte la settimana, abbiamo poi ottimizzato gli allenamenti alternando cardio a pesi/addominali/plank e arrivando a quattro sessioni settimanali… poi però lo stress lavorativo/familiare e questo meteo ormai tropicale folle, da sei mesi ci hanno rotto la regolarità e l’ozio sta avendo il sopravvento! Ho pensato quindi di iscriverci al club di tiro con l’arco come motivante (per rendere come arciere devi avere un buon allenamento generale) e sto prendendo in seria considerazione di iniziare a svegliarmi un’ora prima (cioè alle 5:00) per fare un’ora di allenamento la mattina al fresco due/tre volte la settimana. In più confido che l’autunno arrivi presto e con lui temperature più miti.

8) SPIRITUALITA’ ORIENTALE PSICOTERAPEUTICA e MATEMATICA. Da ormai più di due anni ho ripreso l’approfondimento della cultura orientale, in particolare di buddhismo tibetano, taoismo e zen. Sono studi che mi affascinano sin dall’adolescenza ma che ho coltivato ad intermittenza nel timore che potessero danneggiare la mia rendita negli studi istituzionali occidentali. Ora però ho finalmente un’età dove posso applicare la regola del “disapprendimento costruttivo” senza troppi danni sociale/economici e quindi chi mi ferma più? 😀

Convinto che non potremo mai comprendere nel profondo, interagendo solo con libri, una cultura così lontana dalla nostra, sono però affascinato da alcuni aspetti che cerco di interiorizzare e di associare agli studi occidentali in materie affini. Ad esempio il buddhismo utilizzato come psicoterapia per gestire lo stress, l’analisi psicologica e psichiatrica del cervello (o meglio della neo corteccia cerebrale frontale) come una sorta di muscolo che può essere allenato tramite la concentrazione per gestire ansie, pippe mentali e comportamenti animaleschi di origine ancestrale dettati dall’amigdala. Oltre alla vicinanza del taoismo alla matematica binaria e alla meccanica quantistica o al concetto di “wu-wei” che, interiorizzato, permette di far coesistere tramite la concentrazione il piacere dell’attimo con la progettualità a lungo termine necessaria per sviluppare temi complessi.

9) UFFICIO. Infine sta cambiando completamente il mio approccio al lavoro che, volente o nolente, occupa per 4 giorni e ½ la mia settimana standard. Accettata realisticamente la situazione aziendale del periodo, valutati benefici e limiti della mia posizione, riesco sempre più a farmi scorrere addosso la maggior parte delle frizioni. Mi forzo di non stare 9 ore al giorno seduto alla scrivania, non uso più l’ascensore, ho preso il cuscino Sissel e ottimizzo le pause pranzo scrivendo o proseguendo ricerche per scrivere i miei racconti o approfondire i miei studi. Cosa veramente importante… sono riuscito a diversificare le serate: prima durante la settimana lavorativa arrivavo a casa la sera distrutto e rinviavo al weekend ogni impellenza. Ora invece mi tolgo quasi tutte le impellenze infrasettimanalmente così da avere quasi ogni weekend libero per coltivare le mie passioni (tolta una mattina necessaria per pulire animali/giardino).

CONCLUSIONI

Tutto questo dovrebbe portarci a:

– ottimo peso forma e salute mentale;

– realizzazione e messa online del nuovo “Eremo Virtuale” (BroomGulf 3) tramite il quale mantenere rapporti con tanti amici lontani;

– pubblicazione dei miei racconti ambientati in MondOltre e di eventuale gioco collegato;

– realizzazione dell’Eremo Reale dove sviluppare ancor meglio studi, progetti, prototipi, esperimenti, etc.

– riduzione progressiva dell’impegno lavorativo istituzionale sino al dedicarsi totalmente alle sole cose che ci fanno stare bene: vita in campagna, cura di animali e piante, scrivere, disegnare, sperimentare e trasferire agli altri i frutti delle nostre esperienze.

NUMQUAM QUIESCERE

 

lunedì 22 gennaio 2018

Alla fin fine questi 4 giorni di influenza sono stati una manna dal cielo perché, obbligandomi a casa, “pian pianotto” sono riuscito a togliermi tutta una serie di piccole attività che rinviavo da un sacco di tempo: dal backuppare i vari PC, all’archiviare DVD e libri, statisticare la piattaforma e aggiornare una serie di grafiche ormai datate. Domani si riparte ancora con un po’ di tosse, ma perfettamente in pari: ora non ci sono più scuse e tutto il mio tempo libero creativo lo dedicherò alla messa online del nuovo sito web.

Ultimo atto di queste grandi manovre, iniziate con l’attivazione della fibra in casa a metà novembre, vuole essere l’ennesima ottimizzazione della “routine settimanale”: lo strumento che mi permette di gestire tutte le passioni con profitto.

TESTO DI PARTENZA DELLA RIFLESSIONE E’ QUELLO DEL 2 AGOSTO SCORSO.

Ormai siamo a 121 settimane (quindi a spanne 2 anni e 3 mesi) da quando è finita la vita “a progetto”, conclusi studi universitari e i lavori extra in casa. E’ poi iniziata una vita dai ritmi più “regolari”, che ha permesso di elaborare una “routine” che “battendo il tempo” non ti fa perdere il ritmo e quindi ti permette di concretizzare i tuoi obiettivi, magari non secondo le tempistiche o il livello qualitativo preventivato, ma “piuttosto che niente è meglio piuttosto”.

“Core” di questa nuova fase vuole essere la presa di coscienza che dobbiamo costantemente aumentare l’attività fisica se vogliamo migliorare il corpo non solo da un punto di vista funzionale.

Anni di vegetarianismo, due sessioni di palestra di 1-2h la settimana e 3-5 km di camminata con Margot al giorno mi hanno fatto perdere costantemente 10-15 kg. Ma se voglio scendere sotto gli 80 per invecchiare bene (l’idea è di essere leggermente sottopeso, tra i 75 e gli 80 kg) e rinforzare braccia e addominali qui bisogna fare allenamento 5 giorni la settimana. Magari solo 40′-60′.

>>> Quindi, di massima, lun-(mer)-gio palestra (ellittica, pesistica, app) e (mer)-ven 2-4 h di arco. Tutti i giorni giro con Margot e si lasciano sab-dom liberi per escursioni, allenamenti extra, etc.

>>> FITBAND promosso a pieni voti: monitora e motiva.

>>> Il mar rimane giorno del digiuno. Ottima cosa, ne vedo solo benefici.

>>> sab matt. pulizia casa e zoo.

A proposito si prosegue con più domotica possibile per ottimizzare le tempistiche e la qualità della pulizia:

– I prossimi robot che arriveranno in casa saranno telecamere da interno per monitorare tutto tramite app (in casa non c’è nulla di valore ma ho sempre timore che qualche disperato faccia del male agli animali o scappi lasciando tutto aperto e stiamo parlando di animali sempre stati in casa!) e forse iniziano ad avere un prezzo accettabile quei robot che girano tutto il giorno lavando e aspirando a terra. Questo dovrebbe diminuire il pelo che in certi periodi dell’anno ci opprime.

– Si continua anche con la consegna spesa a domicilio di ESSELUNGA (risparmi un pacco di ore per fare altro) e probabilmente si integrerà anche con BOFROST o simili e -se ci fosse- anche con un servizio di consegna a casa del cibo per gli animali.

>>> Dom rimane libera per varie ed eventuali.

– Rimane sospesa la questione “EREMO”. Al momento sarebbe ingestibile un’altra casa parallela, ma si continua con concetto di RELAX ZONE in mansarda e poi si valutano eventualmente affitti periodici di casette nell’arco di 200 km massimo per cambiare ogni tanto un po’ aria. Mi piacerebbe fare qualche viaggio “importante” (dopo anni a zonzo ora sono 10 anni che abbiamo radici profonde), ma la gestione della casa e degli animali al momento lo rende impossibile (è una questione di rispetto nei confronti dei nostri animali e di costi/benefici sulle possibili conseguenze della nostra assenza).

– In questo 2018 voglio aumentare il numero delle passeggiate in montagna e nei boschi e continuare a tirare con l’arco alle sagome 3d in campo e nel bosco del nostro centro attrezzato… è rilassantissimo!

– Si continua con produzione in casa di birra-vino-idromele-funghi-yogurt-gelato e si rifarà un piccolo “orto verticale”;

– Tempo al tempo si valuteranno possibilità di co-working così da limitare le ore trascorse nel traffico. Se il patrimonio lo permettesse (sto osservando gli andamenti del mercato immobiliare e dei tassi di interessi dei mutui e degli investimenti finanziari) si potrebbe anche valutare anche un part time. Ma è prematuro parlarne.

 

domenica 16 giugno 2019

Secondo la legge universale della “causa-effetto”, se non sconvolgi o almeno modifichi un po’ le tue abitudini, non potrai aspettarti risultati molto differenti da quelli che conosci e che vuoi variare.

Così, per la sesta volta da quando il 2/10/2015 ho deciso di fissare una routine per ottimizzare l’utilizzo del mio tempo e poterne dedicare il più possibile all'”otium”, ho deciso che è tempo di riorganizzare e migliorare ulteriormente lo schema utilizzato sino ad oggi.

Va tutto bene, ma potrebbe andare meglio: non riesco da un anno a scendere sotto gli 83 kg (obiettivo 78-79) e lo sviluppo del kayak, del nuovo sito web, dell’Eremo e dei miei studi/scritti pur proseguendo senza sosta, devono essere accelerati, perché la sabbia nella clessidra scorre veloce.

I “dati oggettivi”, pur essendo interpretabili erroneamente, sono molto più affidabili delle “impressioni soggettive” e quasi un triennio di braccialetti elettronici con un mare di sensori inizia a dare i primi frutti. Per esempio da oltre un anno non bevo più di 4 caffè al giorno (media 3) o devo ammettere che le sessioni di palestra e di tiro con l’arco languono (media annua 4 + 2 volte al mese), per quanto mangi e dorma abbastanza correttamente.

E’ quindi necessario intervenire: incremento e cambio di orari sessioni fitness e arco (almeno 4 + 1 la settimana), maggiori camminate in numero e km, cambio di orari nella gestione delle pulizie casa, spesa, pause pranzo al lavoro. Tenendo conto del calendario e del meteo che influiscono pesantemente sulle attività (alla fin fine quelle sportive limitate a primavera/autunno e quelle letterarie/informatiche alle vacanze invernali/estive). NUMQUAM QUIESCERE!