Il dimorfismo sessuale nei Diamanti Mandarini

La forma più ovvia di riconoscimento è quella che separa gli individui di una specie da quelli di un’altra specie. All’interno della stessa specie, il riconoscimento può essere usato per distinguere gli esemplari dei due sessi o, qualora vi siano, distinguere gli esemplari mutati da quelli ancestrali; è inoltre possibile operare il riconoscimento per distinguere i soggetti delle varie mutazioni.
Il riconoscimento sessuale si basa quindi sul dimorfismo sessuale.

Si intende per dimorfismo sessuale l’insieme delle caratteristiche fenotipiche che consentono di distinguere, all’interno di una specie, gli individui di sesso maschile da quelli di sesso femminile.

Il dimorfismo sessuale varia da specie a specie (si dice “specie-specifico”) e può essere più o meno evidente, oppure totalmente assente. Nel Diamante Mandarino, il dimorfismo sessuale è molto evidente e consiste in una serie di disegni e colorazioni tipiche dei due sessi. È comodo indicare il dimorfismo sessuale del Diamante Mandarino facendo riferimento ai disegni e alle colorazioni del maschio.

Caratteri utili per distinguere un Diamantino maschio da uno femmina:

disegno del petto (barra pettorale + zebrature) – assente nella femmina;
disegno della guancia – assente nella femmina;
disegno del fianco – assente nella femmina;
colorazione rosso-arancio del becco – meno intensa nella femmina;
Ai fini del riconoscimento sessuale, è utile tenere presente che solo i maschi possiedono un vero e proprio canto, distinto dal verso della specie.

Teoricamente anche uno solo dei caratteri sopra elencati è sufficiente per effettuare il riconoscimento, ma è assai sconsigliato basarsi sempre e solo su un carattere poiché nel Diamante Mandarino esistono numerose mutazioni che rendono alcuni disegni invisibili o ne alterano la colorazione.

Vediamone un riassunto:

Mutazione
Effetto per quanto riguarda il dimorfismo sessuale
Feomelanico e petto bianco
Il disegno del petto scompare nei maschi
Petto nero
Il disegno del petto, nei maschi, forma un’unica macchia
Petto arancio
Il disegno del petto, nei maschi, da nero diventa arancione
Guancia nera
Il disegno della guancia, nei maschi, diventa nero; la guancia, di colore nero, compare anche nelle femmine
Guancia
Nei maschi, il disegno del petto risulta composto unicamente dalla barra pettorale (di dimensioni maggiori rispetto al fenotipo ancestrale); nelle femmine compare il disegno della guancia
Pezzato
Tutti i disegni presentano un certo grado di pezzatura che può rendere difficile individuare alcuni di essi
Bianco e scudato
Tutti i disegni sono assenti
Becco giallo
Il colore del becco è giallo limone in entrambi i sessi

FONTE


Diamante mandarino: distinzione del sesso

Dal momento che molti utenti hanno ancora difficoltà ad identificare il sesso dei loro amici piumati, mi é sembrato utile dare una dimostrazione visiva di quanto questa non sia poi un’operazione cosi’ complicata.
Il Diamante mandarino é caratterizzato da un forte dimorfismo sessuale; vale a dire, maschio e femmina sono visivamente diversi e riconoscibili. In generale solo il maschio presenta la caratteristica zebratura sul petto, i fianchi rosso mattone punteggiati, le guance rosse e il becco di un bel colore rosso acceso. Le femmine presentano generalmente una colorazione piu’ smorta.

Cominciamo ad osservare la colorazione che si trova abitualmente in natura, e che tra gli allevatori viene denominata “grigio”.

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Come si puo’ osservare, le differenze tra maschio e femmina sono chiare. Vediamo ancora qualche altra mutazione: BRUNO

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PINGUINO

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MASCHERATO OCCHI NERI

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Ecco, in linea di massima, come si puo’ vedere, sessare un DM é un gioco da ragazzi ma…C’é un ma…Non sempre é cosi’ facile. Nel prossimo post vedremo le eccezioni alla regola.

ECCEZIONI

La grande varietà di mutazioni prodotte dalla selezione ha portato ad avere delle femmine recanti alcune caratteristiche maschili (le guance colorate), e nella mutazione ‘bianco’ addirittura alla scomparsa di tutti i colori in favore di un bianco candido.
Vediamo in dettaglio:

GUANCIA

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GUANCIA NERA

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Come si puo’ vedere le femmine presentano si’ le guance colorate, ma mancano tuttavia delle zebrature, della bavetta nonché delle puntinature sui fianchi, e il becco resta color arancio.

BIANCO

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In questo caso, l’unica distinzione visiva é rappresentata dal colore del becco. Sempre parlando di esemplari adulti. I 3 soggetti sulla destra, ad esempio, sono esemplari giovani per cui, come si vede, é ancora difficile capirne il sesso solo dal colore del becco.
In questo caso ci sarà d’aiuto il canto.

FONTE


LE MUTAZIONI DEL DIAMANTE MANDARINO (Taeniopygia guttata castanotis)

(Scheda riassuntiva ed informativa sulla specie presente in Allevamento Nevada; testi e fotografie potrebbero avere fonti varie e molteplici, di libera consultazione)

Il Diamante mandarino, originario dell’Australia, è sicuramente l’uccello esotico più allevato e conosciuto nel mondo.
In cattività questo piccolo uccello è ormai allevato e selezionato con innumerevoli “forme” e “colori”; le prime differenze che si possono notare guardando fotografie su libri o in internet sono infatti la differenza della taglia e l’innumerevole varietà di mutazioni che lo riguardano.

In tanti anni di selezione la taglia di un Diamante Mandarino di forma ancestrale (selvatica) risulta nettamente inferiore rispetto al Diamante Mandarino allevato a scopi espositivi secondo un preciso standard di razza.

Lo standard, infatti, prevede certi canoni a cui avvicinarsi (riporteremo a fine discussione alcuni standard in vigore); la grandezza (quindi la taglia) è uno di questi.

Normalmente i Diamanti Mandarino selezionati vengono chiamati Maggiorati (per ovvi motivi) o Olandesi. E’ infatti da attribuire agli allevatori dell’ Olanda il merito del lavoro selettivo più grosso e quindi la scelta dei canoni da seguire per lo standard, attualmente in vigore anche in Italia.

In Inghilterra (per fare un esempio) avremo invece dei Diamanti Mandarino “inglesi”; secondo il loro standard la grandezza della testa deve essere decisamente maggiore. Per questo motivo ci ritroveremo davanti sempre lo stesso animale ma con un “capoccione” di notevoli dimensioni.

(stupenda immagine illustrativa di http://www.everyoneweb.com/worldwidezeb/ )

Queste grandi differenze spesso traggono in inganno i neofiti che si ritrovano realmente davanti animali molti diversi tra loro; difficile credere che appartengono sempre alla stessa specie.

Discorso a parte merita il “Diamante Mandarino di Timor” (Taeniopygia guttata guttata), una sottospecie del Taeniopygia guttata da non confondere assolutamente per un Diamante Mandarino non selezionato o di taglia piccola. (Articolo di riferimento).

Tornando al nostro caro Diamante Mandarino (Taeniopygia guttata castanotis) è bene sottolineare che la forma ancestrale continua ad essere sempre presente presso qualsiasi negozio ed allevamento, a differenza del “Diamante Mandarino Selezionato / Maggiorato / Olandese”, ovviamente più ricercato.

Prendendo spunto da alcune foto del caro amico Stefano Giannetti, vi proponiamo le due “forme” a confronto; nella prima foto si può notare un ancestrale Grigio (piccolo) ed un Grigio Dorso Chiaro. Nella seconda foto due mutati Bruni (quello di destra è anche portatore di Petto Arancio). Oltre alla struttura e alla taglia si può notare anche come la selezione si sia spinta sulla colorazione di base.

La forma selvatica ed ancestrale è quindi quella piccola di color GRIGIO e spesso si presenta con l’iride dell’occhio rosso (carattere tramandato dai soggetti selvatici).

Molti soggetti (anche di varie mutazioni) che provengono da ceppi NON realmente selezionati (quindi dalla classica forma “piccola”) possono presentare anch’essi l’iride di colore rosso, sempre derivato dalle caratteristiche genetiche della forma selvatica. Il Diamante Mandarino selvatico a livello oculare presenta pochissima melanina (da qui deriva il colore rosso dell’occhio) e per questo motivo possiamo ritrovare questa particolare caratteristica (che ben differisce dal concetto di mutazione) tramandata anche a molti nostri “amici di casa”.

In casi eccezionali è possibile osservare soggetti in natura di color Bruno. Infatti la mutazione Bruno è stata osservata in soggetti selvatici catturati nel 1927 in Australia per poi esser fissata in cattività.

Per questo motivo il GRIGIO ed il BRUNO sono mutazioni che definiamo MUTAZIONI BASE. Tutte le altre mutazioni si sovrappongo a queste due BASI creando quindi tutte le varietà di colore che ad oggi possiamo notare.

Prima di vedere le mutazioni più comini procediamo ad un breve glossario di genetica (utile per capir la trasmissione delle mutazioni stesse):

FENOTIPO = è ciò che appare all’esterno; l’aspetto… ciò che vedete ad occhio nudo.

GENOTIPO = è la costituzione genetica, l’insieme di geni localizzati nei cromosomi.

Gene DOMINANTE = è un gene che negli accoppiamenti di prima generazione predomina sul gene alternativo (recessivo), apparendo sempre nel fenotipo. Basta quindi un solo gene mutato per trasmettere interamente la mutazione.

Gene RECESSIVO = è un gene che tende a mantenersi latente (nascosto) negli individui eterozigoti. Pertanto nel fenotipo compare solo il gene dominante, a meno che il gene recessivo non sia presente in doppia dose (omozigosi).

AUTOSOMICO = aggettivo che si riferisce agli autosomi, cioè a cromosomi che non partecipano alla determinazione del sesso. E’ l’opposto di “sessolegato”, quindi indica un carattere non legato al sesso dell’individuo.

SESSOLEGATO = significa che un dato carattere è legato al sesso dell’individuo. E’ l’opposto di “autosomico” e indica che il gene in questione è situato su uno dei cromosomi sessuali. **

** Negli uccelli il maschio possiede una coppia uguale di cromosomi sessuali ZZ , mentre la femmina ZW. Usiamo le lettera Z al posto della lettera X e la lettera W al posto della lettera Y perchè i cromosomi sessuali XY vengono utilizzati per l’essere umano che, al contrario rispetto agli uccelli, l’uomo ha come cromosomi sessuali la coppia XY e la donna la coppia uguale XX

Semplificando: Nella prole, il maschio trasmette quindi sempre un cromosoma sessuale Z; se la femmina a sua volta trasmette il cromosoma Z nasceranno maschi (ZZ), se la femmina trasmette il cromosoma W nasceranno femmine (ZW).

Tutte le mutazioni sessolegate conosciute ad oggi si collocano sul cromosoma Z. Per questo motivo i maschi possono essere interamente MUTATI se presentano quella mutazione in doppia dose (Z “mutata” + Z “mutata”) oppure portatori di tale mutazioni se presentano un solo cromosoma mutato (Z “mutata” + Z).

Nel Fenotipo un portatore di mutazione sessolegata (o recessiva) è quasi uguale ad un esemplare non mutato (salvo alcune piccole e quasi impercettibili caratteristiche).

Una femmina, invece, avendo un solo cromosoma sessuale Z può essere Mutata direttamente (Z “mutata” + W) oppure NON mutata (Z + W). Non esistono (per ovvi motivi) femmine portatrici di mutazioni sessolegate.

Eumelanine: melanine corrispondenti al colore nero/bruno.
Feomelanine: melanine di colore rosso/bruno.

Useremo alcune stupende foto di Stefano Giannetti fatte in occasione della famosa mostra Zebra’s per il “Zebrafinken Club Italia” e “sfrutteremo” spunti presi da alcuni siti a tema di grandissimo interesse (come Mr Mandarino, e-finch, ecc…).

In qualità di socio del club stesso sicuramente non faremo torti a nessuno utilizzando questo materiale in forma prettamente divulgativa!

LE BASI

GRIGIO: (mutazione Dominante, è la variante in cattività della forma selvatica)

Il Grigio è la prima mutazione BASE; presenta la massima ossidazione della eumelanina e la minima quantità di feomelanina. I segni distintivi (lacrima, coda, barra pettorale) sono neri, mentre il ventre risulta color crema quasi bianco. Il dorso è privo di sfumature brune.

BRUNO: (mutazione Sessolegata)

La mutazione Bruno è da considerarsi la seconda mutazione BASE. E’ apparsa in soggetti selvatici catturati nel 1927 in Australia per poi esser fissata in cattività. Le eumelanine non sono completamente ossidate e la feomelanina rimane invariata. Il color grigio diventa quindi bruno ed il nero non ha la possibilità di manifestarsi interamente.

LE MUTAZIONI PIU’ COMUNI

Ogni mutazione si presenta in maniera FENOTIPICA diversa su base GRIGIA e su base BRUNA; quasi tutte le mutazioni possono anche “sommarsi” tra loro ottenendo quindi soggetti plurimutati (fatta eccezione per le mutazioni sessolegate).

DORSO CHIARO (DC): (mutazione Sessolegata; Allelica Dominante rispetto al MON e al MOR)

Parziale riduzione di entrambe le melanine (sia eumelanine che feomelanine). Siccome nella testa e nella nuca si trovano molte eumelanine e sul dorso si presenta prettamente la feomelanina, si nota molto lo stacco di colore fra la testa ed il dorso stesso. Il ventre risulta bianco candido. La mutazione è apparsa in Germania nei primi anni 50; inizialmente confusa con la mutazione pastello venne scartata e successivamente ripresa (e fissata) in Svizzera.

MASCHERATO OCCHI NERI (MON): (mutazione Sessolegata; Allelica Recessiva al Dorso Chiaro, Allelica Dominante al MOR e al Lutino)

Questa mutazione, apparsa in Australia nel 1937, riduce in maniera molto forte l’eumelanina e la feomelanina. Molto somigliante alla MOR non viene presentata in nessuna esposizione proprio perché un soggetto MON è uguale (ma molto più “slavato”) ad un soggetto MOR. I Fianchi e la Guancia (nei maschi) e la coda (anche nelle femmine) risulta di un tenue color sabbia. Il resto del corpo color bianco/crema. I Soggetti ancestrali (non di selezione) presentano spesso la testa (soprattutto negli esemplari femmina) più scura e punteggiata di grigio.

N.B. il colore degli occhi non è vincolante e non “c’entra nulla”! È “solo” il nome della mutazione! Soggetti adulti e selezionati presentano quindi l’iride dello stesso colore delle altre mutazioni.

MASCHERATO OCCHI ROSSI (MOR): (mutazione Sessolegata; Allelica Recessiva al Dorso Chiaro)

Questa mutazione è apparsa in Europa nei primi anni ‘70, la sua origine però è dubbia perché spesso confusa con la mutazione Mascherato Occhi Neri. Nella testa, il dorso, le ali ed il ventre, notiamo una forte riduzione di eumelanina e di feomelanina. Le melanine dei segni distintivi però si riducono solo parzialmente. Guancie color arancio, fianchi marroni e soprattutto coda Molto Scura (segno di maggior distinzione tra MON e MOR) sono le caratteristiche di questa mutazione.

N.B. Come per il MON, il colore degli occhi non è vincolante e non “c’entra nulla”! È “solo” il nome della mutazione! I MOR da pulli nascono con l’occhio effettivamente di colore rosso, crescendo perdono questa particolarità ed i soggetti adulti e selezionati presentano quindi l’iride dello stesso colore delle altre mutazioni.

Etc. etc…