Ferma l’ambientazione Medieval-Fantasy nelle Terre Alte di MondOltre, evolverò da SteamPunk-Liberty a SteelPunk quella delle Terre Piane?

I vari generi e sottogeneri della fantascienza sono solo etichette utili per aiutare le persone a chiacchierare e a scovare gli stili e le storie che amano… perché sappiamo tutti che ogni opera è una storia a sé. Ciò non svaluta però il fatto che nella ricerca del materiale o nel confronto con altri appassionati sia fondamentale circoscrivere generi e sotto-generi per ottimizzare tempo e sforzi profusi.

Lavorando alla stesura finale dei “Racconti di Bron ElGram” ambientati nell’universo di “MondOltre” rifletto da mesi se è corretto l’inquadramento, pur se “sommario e indicativo”, della realtà metropolitana con il genere STEAMPUNK, così come affermo da anni.

I racconti sono ambientati in un ucronico periodo storico compreso tra il 1880-1920, principalmente in una regione europea “Alpi Mediterranee” nella quale gli eventi storici hanno seguito un corso alternativo a quello reale e la Storia si incrocia con la fantascienza e la fantapolitica distopica. Pur non avendo dato tutto questo peso alla tecnologia basata sul vapore, prediligendo quella elettrica (vedi Cruto, Tesla, etc.), e avendo lasciato (per ora) sullo sfondo l’Inghilterra Vittoriana e il Selvaggio West americano rivisitati (e arricchiti della presenza di vampiri/licantropi e tinte gotiche), in favore della Belle Epoqué-Liberty continentale (in particolare francese)… ho continuato ad associare la realtà delle metropoli e dei piccoli contesti urbani di provincia con il genere “steampunk”. Ma è corretto perseverare?

La mia predilezione per il colore “argenteo lucente” di metalli come l’acciaio, l’alluminio e il platino rispetto alle sfumature dorate, bronzate e ramate tipiche delle ambientazioni steampunk, mi hanno spinto a documentarmi se già esistesse il sottogenere “STEELPUNK” tra i tanti derivati del prima CYBERPUNK.

Così, su Wikipedia, ho trovato:

Derivazioni retro-futuristiche Cyberpunk

Da quando una più ampia varietà di scrittori ha iniziato a lavorare con i concetti del cyberpunk, nuovi sottogeneri della fantascienza sono emersi collocandosi fuori dal filone principale. Questa categoria può essere definita retro-futuristica, cioè basata su tecnologie future (o alternative) e su epoche passate, in particolare il periodo è collocabile tra la seconda rivoluzione industriale (XIX secolo) fino agli anni 60/70 (del XX secolo).

Steampunk
Il termine steampunk è nato alla fine degli anni ottanta come una variante scherzosa di cyberpunk. Piuttosto che enfatizzare i temi della distopia informatica, della bioingegneria e della nanotecnologia presenti nella narrativa cyberpunk, lo steampunk tende a concentrarsi più attentamente sulla tecnologia dell’era vittoriana con: macchine a vapore, congegni meccanici a orologeria e in alcuni casi la robotica (ma avente come base la meccanica e non l’informatica). Si presenta dunque come il trionfo della meccanica in opposizione all’elettronica del cyberpunk. Lo steampunk ha però origini precedenti rispetto alla sua definizioni degli anni ’80, di fatto la paternità di questo sottogenere la si attesta a Jules Verne.

Dieselpunk
Proposto inizialmente quale genere dai creatori del gioco di ruolo Children of the Sun, il Dieselpunk è riferibile alle opere di immaginazione ispirate ai pulp magazine della metà del Novecento ed è ambientato in un mondo analogo allo steampunk, benché specificamente caratterizzato dall’ascesa del potere del petrolio e dalla percezione tecnocratica, incorporando elementi neo-noir e condividendo temi più con il cyberpunk che con lo steampunk. Benché la rilevanza del dieselpunk come genere non sia del tutto priva di contestazioni, quale quintessenza della narrativa dieselpunk sono state suggerite opere che vanno dal film retrofuturistico Sky Captain and the World of Tomorrow al videogioco dell’Activision Return to Castle Wolfenstein (2001) passando per l’opera Full Throttle (avventura grafica della Lucas Art del 1995).

Decopunk
Il sottogenere Decopunk è molto similare a quello dello Steampunk ma con delle differenze, la prima è sul piano stilistico (si rifà all’Art Deco e allo Streamline Moderno invece che all’estetica vittoriana) e la seconda è sul piano temporale, in quanto le opere sono solitamente ambientate tra il 1920 e il 1950 invece che nel XIX secolo. A differenza dello steampunk la tecnologia del decopunk solitamente si avvale anche di aspetti del biopunk per quanto riguarda la vita organica. Un perfetto esempio del decopunk si può trovare nei primi due capitoli della saga di BioShock, ambientati in un periodo non troppo dissimile da quello indicato e aventi come location la città di Rapture (città chiaramente ispirata all’Art Deco e allo Streamline Moderno).

Steelpunk
Il genere Steelpunk si concentra sulle tecnologie che hanno avuto il loro periodo di massimo splendore nel tardo ventesimo secolo. Lo Steelpunk è caratterizzato dall’hardware e non dal software, dal mondo reale senza mondi virtuali, dalla megatecnologia e non dalla nanotecnologia. Molti manufatti nello Steelpunk non vengono prodotti, stampati o programmati ma vengono costruiti con rivetti. Alcuni esempi includono Mad Max, Terminator, Barb Wire, Iron Man e Snowpiercer.

Raypunk
Raypunk è un genere che si occupa di scenari, tecnologie, esseri o ambienti, molto diversi da tutto ciò che conosciamo o che siano scientificamente possibili sulla Terra. Copre il surrealismo spaziale, i mondi paralleli, l’arte aliena, la psichedelia tecnologica, la “scienza” non standard, la realtà alternativa o distorta e così via.

Dreampunk
Il Dreampunk lega la tecnologia (cyberpunk o steampunk) con il mondo dell’inconscio dando anche ampio spazio all’esoterismo e alla psiche. Nel Dreampunk si fa spesso uso dell’alchimia, della psicoanalisi, dell’occulto e dei riti sciamanici.

Cercando in FaceBook ho poi trovato una Community Steelpunk:

Steel, ossia Acciaio.Un mondo di polvere, ruggine, fumo e guerra. Questa community vuole scorporare quello che è Steel o (Diesel), dallo steampunk

“Abbiamo sostituito gli sbuffi bianchi del vapore con l’odore acre della nafta, i vostri ingranaggi patetici con i nostri potenti magneti elettrici, al caldo dorato dell’ottone preferiamo il colore grigio delle nostre corazze, ed abbiamo abbattuto le fragili cupole di vetro e piombo sotto il peso dei nostri cingoli sporchi di fango, per ricostruirle in spesso cemento.

Il nostro mondo è buio, nero e sconvolto, le nostre donne non portano merletti e cappellini, ma divise come gli uomini, perchè il nostro è un mondo in guerra.”

Questo è il mondo steelpunk, un mondo immaginario fatto di guerra e tecnologia preelettronica, di computer grandi come edifici, di mostri meccanici azionati da potenti motori a Gasolio, un mondo in guerra grigio e smorto, basato sull’immaginario di una guerra mondiale perenne. Lo steelpunk si ispira all’immaginario delle guerre mondiali, ipotizzando un mondo di fatto basato sulla tecnologia e l’ideologia industriale degli anni a cavallo tra le due guerre.
Si differenzia fortemente dal genere steampunk per essere un genere piu realistico e meno solare. Da un punto di vista filosofico è un movimento postpositivista, modernista, ma fortemente distopico.
I costumi steel sono spenti, ispirati alle divise militari dove tutto è pensato basandosi sulla funzionalità, i materiali sono resistenti e capaci di sopportare ogni cosa.

Infine in un FORUM ho trovato una discussione con molti commenti, alcuni a favore, altri contro, lo “scorporo” del Steelpunk dallo Steampunk. Ne riporti cenni, tradotti con Google Translator per ottimizzare i tempi 😉:

Steelpunk risale al periodo di massimo splendore della corsa allo spazio e dell’era del jet, quando tutto era cromato, a punta di ago, a propulsione a razzo, a propulsione atomica e con la colonna sonora di turbine urlanti. Steelpunk celebra le tecnologie che hanno avuto il loro periodo di massimo splendore negli ultimi decenni dell’ultimo millennio. È alla fine del 20 ° secolo ciò che Steampunk è al 19 °. Steampunk non mi ha mai afferrato, in parte è solo una questione di gusti: l’era vittoriana non mi risuona. Ma è anche in parte perché non credo che Steampunk ci dica molto del nostro mondo, soprattutto ora che si è trasformato da genere letterario a scelta di stile di vita. In questi giorni è più una dichiarazione di moda che un commento sui nostri tempi. È qui che entra in gioco Steelpunk. Si concentra sulla visione del futuro che ha ispirato l’era appena passata e quindi illumina il presente. Steelpunk mostra come il domani di ieri ci ha dato oggi. Inoltre ha navi a razzo.La mia caccia allo Steelpunk ha prodotto generi di cui non avevo mai sentito parlare, cose come Dieselpunk, Decopunk, Atompunk, Elfpunk e Dreampunk. Riesco a vedere tocchi di Steelpunk nei primi tre, ma sono in epoche più specifiche. Dieselpunk e Decopunk sembrano far rivivere l’estetica tecnologica del primo Novecento e Atompunk si limita al periodo pre-digitale della Guerra Fredda.
Penso che Steelpunk adori in una chiesa più ampia. Non esclude altre tecnologie (info-, nano-, bio-). Detto questo, queste tecnologie sono agenti di cambiamento così potenti che qualsiasi storia di Steelpunk probabilmente ha bisogno di spiegare perché sono svanite in secondo piano. Il punk in Steelpunk non dovrebbe essere solo un suffisso per denotare la fantascienza. Dovrebbe avere un elemento sotterraneo, un vantaggio sovversivo. Steelpunk si scontra con altri generi che operano ai margini, come il crime, il noir e il pulp fiction.

Steelpunk ha un’inclinazione satirica. Col senno di poi è difficile prendere sul serio l’utopismo tecnologico degli anni formativi di Steelpunk. In questi giorni, i motori di distruzione ambientale alimentati a combustibili fossili, a reazione, a propulsione a razzo, a propulsione atomica che sono i totem di Steelpunk sono quasi tabù. Steelpunk sa che è tutto un po ‘sporco. Pensa all’auto che vomita fumi di Gru in Cattivissimo me. O meglio ancora, prendi tutti i miti di Mad Max. Tutto quel divertimento e quella furia ad alto numero di ottani lo rendono uno dei migliori esempi di Steelpunk a cui riesco a pensare. E Steelpunk adora una bella apocalisse. Riguarda tanto le distopie sporche quanto i sogni ad alto contenuto di cromo. Inizia con un bel disastro, aggiungi un po ‘di disordine sociale e i nostri ecosistemi tecnologici interconnessi si fermeranno. È ora di scovare le macchine di ieri. L’era glaciale sta arrivando? Hai bisogno del supertrain allegorico di Snowpiercer. Peronospora globale del raccolto? Prova l’astronave dimenticata di Interstellar.

I due temi principali di Steelpunk che lo rendono popolare sono Fight e Flight. Tute da battaglia, macchine da guerra e robot infuriati si presentano ancora e ancora, così come macchine volanti e jetpack. Forse il successo del franchise di Iron Man dipende dal fatto che l’abito di Tony Stark combina entrambi. Nel fumetto originale degli anni Sessanta, Stark rappresentava tutto ciò che è buono e glorioso nel complesso militare-industriale. L’inveterata autoironia di Robert Downey Jr lo ha reso una figura diversa nei film, e come risultato ancora più Steelpunky.

Steelpunk indossa una ricca gamma di abiti, che vanno dalle tute fino alle tute. La sua preferenza, tuttavia, è per l’ultimo abbigliamento da lavoro armato: le tute da battaglia di Edge of Tomorrow, il guscio rigido di Robocop o il mecha come i Jaegers di Pacific Rim. La migliore tuta Steelpunk per uscire da Hollywood non era nemmeno progettata per i combattimenti: il caricatore Caterpillar P-5000 che Ripley ha riproposto per combattere la regina aliena in Aliens. (Aliens è fondamentalmente un film di guerra Steelpunk, l’originale Alien un horror Steelpunk).

Hollywood diventa un po ‘ansiosa quando le macchine pensano da sole. Le questioni etiche sull’intelligenza artificiale vanno oltre l’ambito di Steelpunk, ma ama i robot massicci come The Iron Giant o assassini dallo scheletro d’acciaio come Terminator. E nessuno può accusare Michael Bay di aver pensato troppo ai Transformers; mutaforma lucenti si fanno a pezzi a vicenda, cosa c’è che non va?

Steelpunk ha persino la sua versione dell’inseguimento in auto. Per me, le fughe in auto volanti sono spesso il momento clou dei film in cui appaiono: Il quinto elemento, Total Recall del 2012 e quel prequel di Star Wars (non ho idea di quale, si fondono in un lungo sospiro di delusione). Nel frattempo, il film onorario di Atompunk Bond Thunderball ha fatto sembrare il jetpack la via del futuro. Purtroppo, da allora sono apparsi principalmente in film retrò consapevolmente come Rocketeer, Sky Captain e World of Tomorrow e Tomorrowland.

Il macchinario più muscoloso di Steelpunk è dedicato a sollevarci completamente da questo pianeta. In Steelpunk, la corsa allo spazio non è mai finita e stiamo ancora andando coraggiosamente, ecc. Oggigiorno i viaggi nello spazio nei film tendono a una sorta di verità Steelpunk. In film come Gravity e The Martian siamo una mosca su un muro, di solito un muro che sta per rompersi catastroficamente, dando ai nostri eroi la possibilità di dare alla scienza la merda delle cose.

Spesso lo spazio viene da noi, e non con le migliori intenzioni. Le invasioni aliene come il Giorno dell’Indipendenza o La Guerra delle Parole hanno permesso a Hollywood di fare irruzione nella scatola dei giocattoli dei militari e di iniziare a sparare. A volte questi film sui disastri spaziali sono solo disastri. Armageddon, ti sto guardando.

Steelpunk è incentrato sulla potenza fisica e sui gadget e gli aggeggi che la forniscono. È giocare con il fuoco e divertirsi mentre c’è. I fan si riferiranno al grido del Joker dal Batman di Tim Burton: “Dove prende quei meravigliosi giocattoli?”. In effetti, la Batmobile della serie originale, con il suo propulsore a razzo e il propulsore nucleare, è un’icona Steelpunk. “Batterie atomiche per alimentare! Turbine per accelerare! ” potrebbe essere il mantra Steelpunk. Daft Punk ha riassunto il credo degli Steelpunk: Harder, Better, Faster, Stronger.

Replicano:

Quindi il fantasy, come la maggior parte degli “steampunk”, non ha molto a che fare con la vera epoca vittoriana. L’acciaio risale a prima dell’età medievale e ben consolidato dall’età vittoriana. La ghisa era molto più economica.
I rivetti sono del XIX secolo, progressivamente sostituiti dalla saldatura su acciaio negli anni ’30. L’alluminio e le sue leghe (ampiamente utilizzate dal 19 ° secolo) hanno continuato ad essere per lo più rivettate (Duralluminio = lega di rame / alluminio utilizzata sugli aerei dagli anni ’30) poiché la saldatura di esso è arrivata solo alla fine degli anni ’60 e specialista a causa delle giunzioni deboli e della necessità di apparecchiature TIG originariamente .

Il XIX secolo era in realtà l’Era dell’Elettricità (le batterie inventate nel 1799/1800) e in realtà il XVIII secolo era la vera età dell’ottone e del vapore, sebbene in un certo senso siamo ancora nell’era del vapore poiché la maggior parte delle centrali elettriche utilizza turbine a vapore.
In realtà c’è poca differenza tra il 20 ° e il 21 ° secolo. I computer “tablet” e i lettori MP3 sono del XX secolo. Lo smartphone è del 1998, il computer Z1 di Konrad era del 1939. Compilatore di computer 1956. IC del 1954. TV elettronica delineata nel 1906, TV a colori sperimentale degli anni ’20, TV elettronica effettiva del 1935 (pubblica 1936, Baird’s era una tecnologia vittoriana obsoleta anche quando ha fatto per la prima volta una demo). Apparecchi acustici elettrici prima del 1900. Radio con voce prima dell’inizio delle trasmissioni pubbliche nel 1921. Le workstation per computer con grafica ad alta risoluzione e precursori di Internet erano il 1976. Teoria dei LED e dei transistor (FET) all’inizio degli anni ’30. Il primo test del motore a razzo a idrogeno liquido / ossigeno liquido è stato all’inizio degli anni ’30. Motori a reazione sviluppati da Regno Unito, Germania e Italia nel 1939. Combattente tedesco con motore a razzo nel 1945. Radio personali, USA 1941.
Altre invenzioni vittoriane:
Alluminio, plastica / fibra sintetica, registrazione domestica, TV meccanica, radio, macchine da scrivere, telegrafo (e spam su di esso!) Fax, telefono, batterie al piombo, batterie ferro nichel, batterie zinco “a secco” usa e getta, torce elettriche, lampioni elettrici ( Sherlock Holmes in una storia esamina il punteggio su una scrivania usando una lampada da tavolo elettrica), sottomarini con motori che funzionavano sott’acqua, siluri, mute da sub. Le automobili che utilizzavano motori diesel (in realtà anche del XVIII secolo), elettriche, a benzina e a vapore esistevano contemporaneamente. Penne a sfera per casse da magazzino. Pompe per vuoto, CRT (ma non valvole / tubi di amplificazione fino al 1905), amplificatore pneumatico per giradischi (così rumorosi che oggi vengono utilizzati per testare componenti aerospaziali). Dynamite come alternativa più sicura alla polvere da sparo o alla nitroglicerina “grezza” nelle miniere (la dinamite è nitroglicerina in un legante). Anestetici (il protossido di azoto è stato proposto / scoperto per la prima volta nel 1794, ma non è stato realmente utilizzato fino al 1830 tranne che per la ricreazione!). Dirigibili rigidi. Motori abbastanza efficienti per le navi oceaniche (i motori precedenti venivano utilizzati solo nei corsi d’acqua e lungo la costa perché consumavano troppo carburante). Fotografia, cinema e fotografia sperimentale a colori. La stampa a colori è anteriore all’età vittoriana. Il vetro float risale alla metà degli anni ’50, ma i vittoriani riuscirono a superare il “vetro a corona” soffiato a mano tagliato in piccoli pannelli per la produzione in serie di vetro in grandi lastre (vedi Crystal Palace!), Sebbene fosse l’inizio del XX secolo quando la parte manuale è stata finalmente automatizzata. Motori abbastanza efficienti per le navi oceaniche (i motori precedenti venivano utilizzati solo nei corsi d’acqua e lungo la costa perché consumavano troppo carburante). Fotografia, cinema e fotografia sperimentale a colori. La stampa a colori è anteriore all’età vittoriana. Il vetro float risale alla metà degli anni ’50, ma i vittoriani riuscirono a superare il “vetro a corona” soffiato a mano tagliato in piccoli pannelli per la produzione in serie di vetro in grandi lastre (vedi Crystal Palace!), Sebbene fosse l’inizio del XX secolo quando la parte manuale è stata finalmente automatizzata.
Non è un elenco esaustivo. Velocità della luce e inesistenza dell’etere provate dai vittoriani. Einstein riconobbe le equazioni vittoriane di Maxwell che richiedevano che la velocità della luce / onde radio nel vuoto fossero una costante, e il suo valore come molto vicino alla Relatività Speciale (1905). La geometria necessaria per la Relatività Generale era vittoriana ed Einstein non era in grado di finalizzare la relatività generale finché qualcuno non lo indicò. I computer si affidano all’algebra booleana, sviluppata nel 1864.
La meccanica quantistica ha la sua origine saldamente nell’era vittoriana, sebbene le pietre miliari principali siano il 1900 (prima proposta), il 1905 (Einstein spiega fotoelettrico) e il 1924 (quando la frase coniata).

Devo rifletterci ancora bene ma è una riflessione importante da portare avanti…