Nell’estate 2008, acquistato un PC portatile con scheda grafica incompatibile col mio gioco “must” del periodo: “Never Winter Nights” (con l’editor del quale – l“Aurora Tools” – avevamo sviluppato il nostro shard “Le Terre di Kaladish” 😍), il caro Emiliano-Vilindra mi suggerì di provare uno spin-off di “Prince of Persia” che ambiva a divenire saga a sé stante. Iniziò così il mio amore per questa fantastica serie che, a titoli alterni, mi ha incredibilmente appassionato o dannatamente annoiato… ma che, comunque, rappresenta ad oggi una delle migliori realizzazioni di quanto io considero “straordinario svago video-ludico” 🏆🏆🏆🏆🏆.

In ogni titolo si ritrovano, più o meno enfatizzate, le peculiarità che molti di noi –Esploratori Erranti della generazione “dalla felpa col cappuccio”– cercano nei videogiochi: trame coinvolgenti, interessanti curiosità storiche, colonne sonore indimenticabili, esplorazione libera di ambientazioni naturali e architetture mozzafiato (renderizzate impeccabilmente, un valore aggiunto per un ex disegnatore CAD come me), combattimenti scenografici ma mai “splatter” … a cui si aggiungono dei “plus” che ripropongono in versione virtuale alcune passioni che da sempre caratterizzano il mio essere: le dinamiche stealth attuabili col “parkour” (sempre sognato ma, ahimè, mai attuato!), i “salti della fede” (che nei primi anni ’90 anticipavo “in real” gettandomi in corda doppia dalle palestre di roccia di Mugniva/Rocca Sbarua o dai ponti della Val Varaita), uno sguardo attento e realistico del tiro con l’arco e la “visione dall’alto del mondo”, sia essa ottenuta dalla cima di un campanile, di una quercia secolare o con gli occhi di un rapace che sorvola l’area (superfluo ricordare il mio -ogni giorno più- passato di lattoniere, di alpinista, di parà e di pilota aereo, oltre alla mia smisurata ammirazione per i rapaci!). In pratica una sintesi fantastica di tante mie passioni spesso estreme, fruibili comodamente da sul divano di casa, apprezzandone i soli aspetti positivi, senza rischi per la propria (e altrui) incolumità e senza dover fare i conti con gli anni che (fortunatamente) avanzano… 😉🤣🤣🤣

Lascio ai millemila siti web specializzati la descrizione puntuale di ogni episodio della saga… in questo articolo riporterò solo appunti, osservazioni e valutazioni maturati nei tanti anni trascorsi sui suoi titoli e  pubblicati negli ultimi sei anni sul BroomGulf 2 in oltre 250 articoli.

 

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La mia #collezione di #miniature #figure della #saga #assassinscreed #ubisoft #ubisoftgames a #novembre 2019

Un post condiviso da Arihanna e Bron ElGram (@bron_elgram) in data:

Assassin’s Creed è una serie di videogiochi action-adventure sviluppati da Ubisoft Montréal e pubblicati da Ubisoft per console e PC.

Al 2019 la serie conta undici capitoli principali (Assassin’s Creed, Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed: Brotherhood, Assassin’s Creed: Revelations, Assassin’s Creed III, Assassin’s Creed IV: Black Flag, Assassin’s Creed: Rogue, Assassin’s Creed: Unity, Assassin’s Creed: Syndicate, Assassin’s Creed: Origins, Assassin’s Creed: Odyssey) e 2 spin-off (Assassin’s Creed III: Liberation, Assassin’s Creed: Chronicles), oltre a numerosissimi giochi per piattaforme portatili, materiali tie-in come romanzi, fumetti, cortometraggi e lungometraggi. La saga ha avuto un grandissimo successo sia di vendite (attualmente le vendite totali sono 100 milioni) sia di critica, divenendo anche una delle saghe più di successo della Ubisoft.

L’ispirazione per la creazione viene dal romanzo del 1938 Alamut dello sloveno Vladimir Bartol, ed è spesso considerata il successore spirituale di Prince of Persia.

L’esperienza di gioco è basata sul concetto di open world, con molti elementi tratti dal parkour. La trama, che viene narrata attraverso salti temporali di varie epoche, vede la lotta tra l’Ordine Templare, un gruppo che ha come obiettivo il totale controllo sulla vita degli uomini per dar loro uno scopo e guidarli alla vera pace, e la Confraternita degli Assassini, un’altra fazione che invece vuole migliorare il mondo ispirando la giustizia ed eliminando i tiranni.

 

Ordine cronologico della serie

Ogni nuovo videogioco è il sequel del precedente, poiché, nonostante il gameplay si sviluppi soprattutto nel passato, la storia principale è quella ambientata ai giorni nostri, e cioè fuori dall’Animus: in ogni capitolo continua e si evolve la trama del precedente, per cui l’ordine cronologico effettivo è già l’ordine in cui sono usciti i vari capitoli della serie. Qui sotto sono elencati tutti i capitoli della serie, compresi gli spin-off che in totale sono 18:

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Assassin’s Creed (2007)

Il primo titolo giocato e primo titolo della Saga di Desmond Miles. Con Altaïr Ibn La-Ahad a Masyaf, villaggio e sede centrale degli Assassini, Damasco, Acri, Gerusalemme e Arsuf.

PRO: L’ambientazione mi affascinò incredibilmente, trama innovativa e molto coinvolgente, grafica eccezionale per gli standard di quegli anni.

CONTRO: Diversi bug nelle meccaniche di gioco e quest troppo ripetitive.

VOTO GLOBALE: 4 su 5

TROFEI PlayStation: non presenti

 

Assassin’s Creed: Altaïr’s Chronicles (2008)

Titolo SECONDARIO solo per Nintendo DS e primi smartphone Android e iPhone. Non l’ho mai giocato.

 

Assassin’s Creed: Bloodlines (2009)

Titolo SECONDARIO solo per PSP. Non l’ho mai giocato.

 

Assassin’s Creed II (2009)

Il secondo titolo giocato. Con Ezio Auditore a Firenze, Monteriggioni, Venezia, Forlì, San Gimignano e il Vaticano a Roma.

DLC: La Battaglia di Forlì + Il Falò della Vanità.

PRO: Ezio è un personaggio incredibilmente carismatico, la ricostruzione di alcune città-tesoro del Bel Paese e dei costumi risorgimentali è qualcosa di eccezionale, giocabilità e colonna sonore perfette.

CONTRO: Difficile trovare qualche difetto. Forse sole la ripetitività dei volti dei molti personaggi secondari presenti nell’ambiente di gioco.

VOTO GLOBALE: 5 su 5

TROFEI PlayStation: 100% PLATINO

Assassin’s Creed II: Discovery (2009)

Titolo SECONDARIO solo per Nintendo DS e smartphone iPhone. Non l’ho mai giocato.

 

Assassin’s Creed: Brotherhood (2010)

Il terzo titolo giocato. Sempre con Ezio Auditore, questa volta a Roma dove, uscito vittorioso dallo scontro con il Gran Maestro dell’Ordine Templare Rodrigo Borgia, dovrà guidare la Confraternita degli Assassini per uccidere Cesare Borgia.

DLC: La scomparsa di Da Vinci + La questione copernicana.

PRO: Roma completamente renderizzata sin nei minimi particolari è già di per sé un’opera titanica. Il Pantheon è indimenticabile. Oltre ciò il gioco presenta un’innovativa modalità multigiocatore che permette di impersonare agenti dell’Abstergo che si allenano con l’Animus, quindi Templari.

CONTRO: Difficile trovare qualche difetto.

VOTO GLOBALE: 5 su 5

TROFEI PlayStation: 85%

 

Assassin’s Creed: Revelations (2011)

Il quarto titolo giocato. Il videogioco, che relaziona Altaïr Ibn-La’Ahad ed Ezio Auditore, i due antenati di Desmond Miles, costituisce il capitolo finale della trilogia incentrata sulla vita di Ezio. E’ ambientato tra Masyaf (divenuta Templare), Costantinopoli e la Cappadocia. 

DLC: Vlad l’Impalatore.

PRO: Costantinopoli e la roccaforte di Masyaf sono riprodotte eccezionalmente. Il multiplayer ancora migliorato. Ezio “maturo” è ancor più carismatico e il personaggio di Sofia Sartor ben costruito.

CONTRO: Una sorta di “espansione” del titolo precedente senza alcuna novità di rilievo.

VOTO GLOBALE: 4 su 5

TROFEI PlayStation: 81%

 

Assassin’s Creed III (2012)

Il quinto titolo e ultimo titolo della Saga di Desmond Miles. Il protagonista si risveglia dal coma nell’Animus dopo aver ricevuto da Giove in persona istruzioni su come prevenire il cataclisma solare previsto per il 21 dicembre 2012 usando un vecchio tempio dei Precursori situato a Turin, nel moderno Stato di New York. Sviene per l’effetto Osmosi e viene reinserito nell’Animus, dove rivive i ricordi di due suoi antenati inglesi, Haytham Kenway, vissuto tra l’Inghilterra e il Nord America nel XVIII secolo e Connor Kenway (Ratonhnhaké: ton). Nel gioco sono presenti personaggi storici come George Washington, Benjamin Franklin, il Marchese de La Fayette, Israel Putnam, Paul Revere, Samuel Adams e Charles Lee. Inoltre sono state ricostruite le città di Boston e New York, la Fontiera e la Tenuta di Davenport. Con le missioni navali e la missione “Il tesoro del capitano Kidd” si visitano anche Oceano Atlantico, Mar dei Caraibi, Fort Wolcott, Isola di Dead Chest, Passaggio a Nord-Ovest, Castello di Edinburgh, Isola di Oak e Manhattan-Brasile-Roma nel presente.

DLC: Benedict Arnold il traditore + La Tirannia di Re Washington

PRO: Grazie al nuovo motore grafico AnvilNext, si può assistere all’alternanza delle stagioni e al cambiamento delle condizioni atmosferiche che influiscono sui comportamenti dei personaggi. Credo che, per l’ambientazione (in particolare le foreste della costa occidentale USA) e le innovazioni grafiche, ad oggi sia uno dei titoli che più mi ha entusiasmato.

CONTRO: Nessuno.

VOTO GLOBALE: 5 su 5 +

TROFEI PlayStation: 90%

 

AC3 MULTIPLAYER

Per completare il medagliere ho attivato il multiplayer… ero in dubbio tra il CECCHINO (cowboy alla Sergio Leone) e il CIARLATANO (alchimista steampunk)… poi alla fine ho optato per quest’ultimo!

Ciarlatano
“Questo colto uomo di scienza gode nell’apprendere. È particolarmente affascinato da biologia, medicina e dai meccanismi interni del corpo umano, a tal punto che si dice che abbia creato un elisir così potente da mantenere in vita i pazienti ben più a lungo dei metodi tradizionali.”

―Descrizione Ubisoft: Il Ciarlatano (vero nome: Victor Wolcott) è stato un avatar utilizzato dalle Abstergo Industries per influenzare l’opinione pubblica attraverso la versione console dell’Animus.

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Cecchino
Il Cecchino (vero nome: Caleb Garret) è stato un avatar utilizzato dalle Abstergo Industries per influenzare l’opinione pubblica attraverso la versione console dell’Animus.

 

Assassin’s Creed IV: Black Flag (2013)

Sesto titolo e primo capitolo della Saga dell’Iniziato. Segna il passaggio della saga dalla console PS3 alla PS4 e fu commercializzato per entrambe le piattaforme (logicamente con incredibili differenze grafiche): personalmente acquistai la “Buccaneer Edition” in offerta con la prima versione della nuova console. La trama vede protagonista Edward Kenway e si sviluppa nel mar dei Caraibi nell’epoca della pirateria. Alla conclusione dell’avventura Edward si ritirerà a Londra dove diverrà padre di Haytham Kenway.

DLC: Freedom Cry + Aveline.

PRO: Gioco epico senza se e senza ma. La grafica e la giocabilità raggiungono livelli mai visti primi e viene introdotta la possibilità di navigare e di attuare vere e proprie battaglie navali. L’estensione della mappa di gioco è veramente notevole: sono state ricostruite praticamente tutte le principali isole del Mar dei Caraibi.

CONTRO: Qualche bug nella gestione della navi, ma trascurabile.

VOTO GLOBALE: 5 su 5

TROFEI PlayStation: 100% PLATINO + Freedom Cry 100% PLATINO

AC3 MULTIPLAYER

Tra i vari personaggi previsti per il multiplayer di AC4 ho scelto Hillary Flint: IL NAVIGATORE, logicamente personalizzandolo molto con strumenti da cartografo e predominanza del colore verde.

Era il terzo figlio di una famiglia aristocratica del 1700. Immerso nello studio della matematica e delle scienze fin da giovane, sviluppò una particolare predilezione per esplosivi . È stato mandato ad una scuola militare dai suoi genitori, nella speranza che questo interesse potrebbe essere modellato in una forma più socialmente accettabile. Divenne membro del Ordine dei Templari, per cui venne ucciso da Edward Kenway nel 1715.

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Hilary Flint (1682 – 1717) was the third son of an aristocratic family in the 17th century. Eventually, he found his way to the West Indies, where he became a member of the Templar Order.

In 2013, his genetic memories were used as an Animi Avatar by the entertainment branch of the Templar company Abstergo Industries, to influence the general public via the Animus game console, under the title of the Navigator.

BiographyEdit
Immersed in the study of maths and science since his youth, Hilary developed a particular liking for explosives. He was sent off to a military school as a teenager by his parents, in the hopes that this interest might be molded into a more socially acceptable form. He soon found a home within the school’s many clubs thanks to his easygoing personality.

He became a member of the Templar Order sometime before 1717, when he received the orders to find and kill Rhona Dinsmore. This led him to Havana, where he stationed himself with a squadron of soldiers. Soon after, he started a feud with Dinsmore, the city’s Master Assassin.

When Edward Kenway sought Dinsmore out to warn her of the danger he brought upon her by selling a map with her location to the Templar Grand Master Laureano de Torres y Ayala, he found her under attack near the bureau and helped defend her against Flint’s men. After some investigations, they discovered that Hilary was running an arms race against the Assassins, having several storages of gunpowder hidden throughout the city. Edward destroyed these to weaken Flint’s position, after which they decided to assassinate him.

Rhona engaged Hilary in combat, taunting him as she did so, allowing Edward to circle around and assassinate Flint from behind. With his final words, Hilary expressed his regrets over the fact that he and Rhona could never fight together.

TriviaEdit
Hilary is derived via Latin hilaris from Greek ‘Ιλαρος (hilaros), meaning “cheerful”. The surname Flint referred to those who lived near a significant outcrop of flint (a material that could be used to ignite fire or gunpowder). It could also be used as a nickname for a hard-hearted or physically tough individual.

FONTE

 

Assassin’s Creed: Rogue (2014)

Settimo titolo. L’ultimo che giocai con la PS3 prima di passare definitivamente alla PS4 (evidenzio che nel 2018 è stata proposta una versione rimasterizzata per PS4, che non ho ancora acquistato). In questa avventura seguiamo la storia di Shay Patrick Cormac tra New York e l’area del nord america occidentale che si estende pressapoco dalla Florida al Circolo Polare Artico. 

DLC: Nessuno.

PRO: Personalmente lo considero uno dei migliori titoli della saga. Il personaggio dell’Assassino che si converte ai Templari dopo aver maturato una lunga e sofferta “obiezione di coscienza” è stato caratterizzato come mai ho visto in un videogioco. La navigazione e le battaglie navali sono il sogno di ogni bambino che abbia giocato “ai pirati” e l’ambientazione tra NYC e il Quebec ripropone una delle aree geografiche che più adoro.

CONTRO: Tanti piccoli bug grafici e problemini nella gestione delle navi, ma sono trascurabili.

VOTO GLOBALE: 5 su 5 +

TROFEI PlayStation: 77%

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Assassin’s Creed III: Liberation (2012 – 2014)

DLC di AC3 elevato a titolo indipendente: è infatti stato pubblicato in un primo momento come spin-off per PS VITA e solo due anni dopo come titolo stand-alone per PS3 col titolo di “Liberation HD”. E’ stato sviluppato dagli studi Ubisoft di Milano ed è ambientato in Louisiana verso la fine della guerra franco-indiana. Qui, dopo la sconfitta della Francia, la città di New Orleans viene ceduta al governo spagnolo, e i cittadini, sconvolti dalla transizione, sono costretti a subire una nuova occupazione delle truppe spagnole all’interno della città. Tuttavia, nel 1765, il governatore francese Jean-Jacques Blaise d’Abbadie riesce ad accordarsi con il templare Rafael Joaquín de Ferrer per mantenere la sua carica, ma viene scoperto dall’assassina Aveline de Grandpré, che dopo essersi infiltrata nel palazzo del governatore riesce ad assassinarlo.

DLC: Nessuno.

PRO: Si gioca per la prima volta con un personaggio femminile, un’assassina di nome Aveline De Grandpré, di origini franco-africane.

CONTRO: Una grande “espansione” del titolo precedente senza alcuna novità di rilievo.

VOTO GLOBALE: 3 su 5

 

Assassin’s Creed: Unity (2014)

Ottavo titolo. Il gioco inizia col Sacco del Tempio di Parigi, ordinato dal re di Francia Filippo il Bello, e alla cattura del Gran Maestro Templare Jacques de Molay, nel 1307. La trama si sposta poi al tempo della Rivoluzione dove Arno Victor Dorian è un bambino che si reca nella reggia di Versailles col padre, il nobile Charles Dorian. Qui incontra Élise de la Serre, figlia di un Gran Maestro Templare: François De la Serre. Il padre di Arno viene assassinato a palazzo (per mano di Shay Patrick Cormac, protagonista di Assassin’s Creed: Rogue) e il signor De la Serre adotta Arno pur sapendo che il padre era un Assassino, cosa di cui Arno non è a conoscenza. Seguiranno eventi legati alla presa della Bastiglia, l’incontro con Napoleone Bonaparte, il Marchese de Sade, il re Luigi XVI, Maximilien de Robespierre, Maria Antonietta e Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau. Inoltre, a Parigi sono presenti degli indizi lasciati da Nostradamus, e alcuni flash permetteranno di visitare Parigi nella Belle Epoque e durante l’occupazione nazista.

DLC: La rivoluzione chimica e Il prigioniero americano.

PRO: La mappa della città di Parigi, grande tre volte quella rappresentante il mare delle Indie Occidentali di Assassin’s Creed IV: Black Flag, è infatti la più grande mai creata per un titolo della serie di Assassin’s Creed ed i suoi sette quartieri (riprodotti in scala 1:1) sono propriamente caratterizzati e differenti tra loro. Sono presenti inoltre numerosi edifici esplorabili internamente, comprese numerose strutture storiche come la reggia di Versailles, il palazzo del Lussemburgo e la cattedrale di Notre-Dame. Il sistema di parkour è stato ricostruito da zero. è presente un’inedita campagna cooperativa.

CONTRO: In teoria questo dovrebbe essere il mio titolo preferito della saga: Parigi riprodotta in scala 1:1, il mio disegno 3D scelto in un concorso per comparire nello spot pubblicitario del lancio e persino un mio (probabile) avo in una missione secondaria 🤪… eppure, per quanto mi abbia appassionato e lo abbia platinato, non è scattata la scintilla. Credo che il motivo risieda nella scarsa personalità di Arno (nella versione originale “Arnault”) e nella poco profonda romance con Elise. Oltre ai moltissimi bug: gli sviluppatori hanno dovuto produrre quattro corpose patch per permetterne la giocabilità fluida!

VOTO GLOBALE: 4 su 5

TROFEI PlayStation: 76%

 

Assassin’s Creed: Syndicate (2015)

Nono titolo e ultimo capitolo della Saga dell’Iniziato. Il gioco è ambientato a Londra, nel 1868, in piena epoca vittoriana. I nuovi protagonisti sono i gemelli Jacob e Evie Frye, che dovranno guidare la rivoluzione popolare scoppiata a causa dell’oppressione della popolazione da parte dei ricchi industriali.Il giocatore avrà la possibilità di guidare una propria “gang”; sarà inoltre disponibile un nuovo tipo di arsenale. I due personaggi del videogioco saranno entrambi utilizzabili dal giocatore. Si incontreranno Arthur Conan Doyle, Charles Darwin, Charles Dickens, Alexander Graham Bell, Karl Marx, la regina Vittoria I, Winston Churchill, Benjamin Disraeli e Jack lo Squartatore.

DLC: La cospirazione di Darwin e Dickens + Il treno in corsa + Jack lo Squartatore + L’ultimo Maharaja + Una lunga notte.

PRO: Londra nel periodo Vittoriano è fantastica, l’idea di alternare la giocabilità dei due personaggi ottima. Interessanti anche le corse con gli attacchi e il flashback nella Londra al tempo della Prima Guerra Mondiale. Jacob è simpatico e scanzonato, Evie forse il primo personaggio femminile della saga che mi  piace veramente… così come sua nipote Lydia.

Ho acquistato la Ps4 in bundle con questo titolo… entusiasta del vedere realizzata finalmente un’ambientazione vicina allo steampunk! Ma dopo anni trascorsi a giocare questa saga, l’ambientazione cupa della Londra di fine ottocento e un gameplay più spostato sui combattimenti che sulla trama mi hanno fatto abbandonare il gioco al 23%. Il disco è poi finito della pila dei titoli da riprendere e terminare per quasi 4 anni. Ripreso a giocare AC con Origins, ho voluto riprovare a finirlo prima di passare a Odyssey e sono proprio contento di averlo fatto!

CONTRO: Qualche bug fastidioso. In particolare la mancanza di precisione nell’attribuzione al soggetto corretto dell’azione richiesta. Inoltre lo sviluppo della parte finale del gioco (Prima Guerra Mondiale e missioni della Regina Vittoria) è stato troppo frettoloso e superficiale (probabilmente per tempi di consegna stretti) a danno della fluibilità del gameplay e della poca profondità della trama.

VOTO GLOBALE: 5 su 5 

TROFEI PlayStation: 72%

 

Assassin’s Creed Chronicles: China (2015)

Assassin’s Creed Chronicles: India (2016)

Assassin’s Creed Chronicles: Russia (2016)

Si tratta di tre titoli creati per PS VITA (“China” fu anche offerto come add-on a Unity) e poi, nel 2016, riuniti in un unico titolo per PS4. Essendo stati sviluppati per una piccola console portatile, sfruttano la visuale di gioco a piattaforme in visuale 2.5D (scorrimento laterale ma con grafiche tridimensionali). Grazie alla mezza dimensione in più, sono state inserite varie superfici scalabili, nascondigli in profondità, e numerose sezioni platform.

Chronicles: ChinaIl primo capitolo della trilogia è ambientato nel 1526, durante la dinastia Ming, e la protagonista è l’Assassina cinese Shao Jun, già comparsa nel cortometraggio animato Assassin’s Creed: Embers. Dopo essere stata addestrata dal leggendario Maestro Assassino Ezio Auditore da Firenze, Shao Jun decide di ritornare nella sua terra natale per compiere la sua vendetta contro le Otto Tigri, un gruppo templare che aveva eliminato l’intera Confraternita cinese lasciando lei ed il suo mentore Wang Yangming come unici superstiti.Ma Wang fu ucciso all’arrivo a Venezia da alcune spie templari. La sua avventura la condurrà in alcuni dei più celebri luoghi della Cina, come le grotte di Maijishan, il porto di Macao, la Città Proibita e la Grande Muraglia.

Chronicles: India. Il secondo capitolo della trilogia è ambientato nel 1841, nel pieno delle tensioni crescenti tra il dominio Sikh e la Compagnia delle Indie Orientali, ed il protagonista è Arbaaz Mir, personaggio principale anche del fumetto Assassin’s Creed: Brahman. Lo scopo di Arbaaz Mir è quello di recuperare un artefatto dell’Ordine degli Assassini, il celebre diamante Koh-i-Noor, e di uccidere il Gran Maestro templare che se ne era illecitamente appropriato, in modo da proteggere i suoi amici e la sua amata principessa Pyara Kaur. Secondo Assassin’s Creed: Syndicate, Arbaaz e Pyara hanno avuto un figlio di nome Henry Green, che visse in Inghilterra.

Chronicles: Russia. Il terzo capitolo della trilogia è ambientato nel 1918, nel periodo appena successivo alla Rivoluzione di ottobre, ed il protagonista è l’Assassino russo Nikolai Orelov, personaggio principale anche dei fumetti Assassin’s Creed: The Fall e Assassin’s Creed: The Chain. Nikolai Orelov ormai demotivato e desideroso di fuggire dalla Confraternita per vivere in tranquillità con la propria famiglia, accetta di compiere un’ultima missione per l’Ordine degli Assassini: infiltrarsi in una casa dove la famiglia dello Zar è tenuta reclusa dai Bolscevichi e rubare un artefatto che è da secoli oggetto di lotta tra Assassini e Templari. Durante il suo cammino, si ritrova coinvolto nella congiura dei templari contro lo Zar Nicola II ed il massacro dei suoi figli da parte della Čeka, la polizia segreta bolscevica, ma riesce a salvare la principessa Anastasia, che rivela poteri misteriosi e sorprendenti entrando in contatto col Dente dell’Eden: manufatto dei precursori risalente alla Prima Civilizzazione, appartenuto a Shao Jun. Nikolai Orelov costretto a scappare dai Templari per proteggere l’artefatto, decide di portare con sé anche Anastasia, con la quale è possibile giocare alcune sezioni dell’avventura.

DLC: Nessuno.

PRO: Arricchisce la saga di nuove ambientazioni e di approfondimenti molto interessanti della trama.

CONTRO: Trattandosi di giochi sviluppati a scorrimento laterale per una console portatile, gli sviluppatori hanno riproposto un gameplay degli anni ’90 ben arricchito da una sorta di tridimensionalità ma difficilmente gestibile con il controller su console PS4. Ho giocato un po’ di ore su ogni titolo ma poi, esasperato per le continue “ripartenze”, li ho abbandonati tutti e tre senza concluderne nessuno.

VOTO GLOBALE: 2 su 5

TROFEI PlayStation: 7%

 

Assassin’s Creed: Origins (2017)

Decimo titolo e primo capitolo della “Saga di Layla Hassan”. Il gioco è ambientato nell’antico Egitto durante il periodo tolemaico e racconta la storia immaginaria di eventi reali. Il giocatore assume il ruolo di un medjay di nome Bayek e di sua moglie Aya che lavorano per proteggere il popolo dalle minacce. Incontreremo Cleopatra, Pompeo e Giulio Cesare. La storia racconta le origini della setta degli Assassini, che lottano per la pace promuovendo la libertà, e una società segreta — Il Serpente o l‘Ordine degli Antichi, precursori dei Templari — che desiderano la pace attraverso l’imposizione dell’ordine. 

DLC: La maledizione dei faraoni + Gli Occulti + Discovery Tour.

PRO: L’ambientazione offre spazi immensi e luminosi, molto diversi da quelli cupi e talvolta claustrofobici della Londra vittoriana del capitolo precedente. Il gioco presenta un nuovo sistema di combattimento più complesso rispetto ai suoi predecessori. I punti panoramici per trovare gli obiettivi sono stati sostituiti dall’utilizzo di un’aquila, Senu. Il gioco è il primo RPG della serie, e presenta le sue caratteristiche tipiche come la possibilità di potenziare armi e personaggio per farli aumentare di livello, con un’organizzazione molto simile ad un altro gioco di Ubisoft, Tom Clancy’s The Division. Compare anche la nuova modalità “combattimento in arena” con boss di livello progressivamente superiore. Certamente l’obiettivo di rinnovare il brand è stato raggiunto. Ho trovato ECCEZIONALE il Discovery Tour. Se lo utilizzassero nelle scuole medie appassionerebbero certamente alla materia molti più studenti.

CONTRO: Se sicuramente ridà slancio a una saga che negli ultimi anni aveva un po’ perso appeal… nel bene e nel male presenta sempre le stesse dinamiche che caratterizzano il brand, cambiando solo l’ambientazione e migliorando grafica e giocabilità. Non mi è piaciuta la conclusione della storia d’amore tra Bayek e Aya (anche se ben inquadrata nelle dinamiche della trama).

VOTO GLOBALE: 4 su 5 

TROFEI PlayStation: 75% + Discovery Tour 100% PLATINO

 

Assassin’s Creed: Odyssey (2018)

Undicesimo titolo. Mesi dopo la sua avventura in Egitto, Layla Hassan è ormai un’agente degli Assassini; durante una campagna di ricerche rinviene la lancia appartenuta al re di Sparta Leonida, spezzata dopo la battaglia delle Termopili, e riconosce in essa un manufatto della Prima Civilizzazione; con l’aiuto di Victoria Bibeau, Layla estrae il DNA di due fratelli vissuti nel V secolo a.C., Alexios e Kassandra, e sceglie se seguire la storia dell’uno o dell’altra attraverso l’Animus allo scopo di scoprire l’ubicazione del Bastone di Ermete Trismegisto. Il personaggio che sceglierà di seguire sarà conosciuto come “il Misthios”, ossia il mercenario. Il gioco è ambientato nel 431 a.C., quattrocento anni prima degli eventi di Assassin’s Creed Origins. Esso narra la storia della guerra del Peloponneso, la quale fu combattuta tra le città-stato dell’antica Grecia. Il giocatore assume il ruolo di un mercenario esiliato da bambino di nome Alexios o Kassandra che lotta per difendere il popolo, ed è un discendente del re spartano Leonida I; e in grado di combattere per Atene e la lega delio-attica oppure la lega peloponnesiaca guidata da Sparta. nel gioco si incontreranno diversi personaggi storici con cui i giocatori possono interagire, come Alcibiade, Cleone, Socrate, Sofocle, Pausania, Erodoto, Ippocrate, Brasida, Pericle, Fidia e Aspasia. Sono presenti anche ambientazioni storiche e mitiche come l’Agorà di Atene, Cefalonia, Itaca, l’Odeo di Atene, la foresta di querce a Foloi, la statua di Zeus a Olimpia, Nasso, Lesbo, Atene, Argolide, Pnice, Focide e Messara. A causa dell’ambientazione temporale del gioco, questo è il primo capitolo della serie in cui gli Assassini non compaiono mai (formatisi solo durante gli eventi di Origins, durante il 49 ac.), ad eccezione dei tempi moderni.

DLC: L’eredità della prima lama + Il destino di Atlantide.

PRO: Bella trama, ottima grafica, buon comparto audio, pochi bug, caricamento abbastanza veloce, mondo molto esteso.

CONTRO: mondo fin troppo esteso, spesso si ripropongono situazioni e ambientazioni già viste. La recitazione dei personaggi in certi momenti lascia a desiderare. Tre dei boss finali sono veramente ostici così come gli animali della quest “le figlie di Artemide” (ma forse questo è un pro! 😜). Non ho gradito particolarmente due cose: la colonna sonora (ma sono gusti personali, poiché è perfettamente coerente con l’ambientazione) e la questione che, per poter acquisire informazioni importanti sullo sviluppo della trama generale della serie, si è obbligati da Ubisoft ad acquistare i due DLC. Inibendo questa esperienza a chi non ha una (buona) connessione internet o non può fare acquisti online 🤨. Acquistati e giocati i due DLC si deve però ammettere che il livello è altissimo e trama e gameplay sono aumentati come mai visto prima in una estensione della saga.

VOTO GLOBALE: 4+ su 5 

TROFEI PlayStation: 100% PLATINO

Assassin’s Creed: Valhalla (2020)

Dodicesimo capitolo della saga. Ambientato nell’873 d.C. durante l’era vichinga, il gioco vede come protagonista un Assassino vichingo di nome Eivor. Presente anche in questo capitolo la scelta tra uomo o donna.

Il gioco sarà disponibile entro il 2020 per Xbox One, Xbox Series X, Microsoft Windows, Playstation 4, PlayStation 5 e Google Stadia.

 

 


APPROFONDIMENTI

1) IL FILM

Il film è una storia originale ambientata nello stesso universo dei videogiochi. In Assassin’s Creed, al fine di rintracciare un misterioso manufatto noto come Mela dell’Eden fulcro di un millenario conflitto tra le società segrete degli Assassini e dei Templari, il condannato a morte Callum Lynch viene costretto a rivivere i ricordi di un suo antenato vissuto al tempo dell’Inquisizione spagnola. I due personaggi principali sono interpretati entrambi da Michael Fassbender, anche produttore del film. Fanno parte del cast Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling e Michael K. Williams. Le riprese sono cominciate nell’agosto 2015 a Malta e si sono concluse a gennaio 2016 in Spagna. Assassin’s Creed è stato distribuito nelle sale cinematografiche il 21 dicembre 2016 negli Stati Uniti e in Francia, mentre è uscito il 4 gennaio 2017 in Italia. È stato stroncato dalla critica ed ha incassato circa 241 milioni di dollari contro un budget di 125 milioni di dollari.  FONTE

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2) Assassin’s Creed: dalla parte del terrorista

Se le azioni degli assassini protagonisti della serie fossero calate nel mondo reale, sarebbero considerate gesta da eroi o da criminali?

Nella saga di Assassin’s Creed non esistono sfumature: gli assassini sono i buoni, i templari che controllano il potere e l’economia mondiali sono i cattivi. Bianco e nero, nessun dubbio, eliminarli con pugnali, veleno e quant’altro è la cosa giusta da fare. E così procediamo nella nostra crociata segreta per liberare gli oppressi lasciandoci dietro una scia di sangue e cadaveri lunga chilometri.

Ovviamente Assassin’s Creed non pretende di essere altro che intrattenimento con una cornice di contesto storico: è apolitico e aconfessionale, ha una mitologia interna che giustifica gli omicidi mirati (mai e poi mai invece quelli di innocenti) e si tiene giustamente alla larga da valutazioni morali di alcun genere. Agli sviluppatori non passa neanche lontanamente per la mente l’idea di fare un’apologia dell’assassinio come mezzo politico. Però il pensiero viene lo stesso, anche solo come gioco intellettuale: se gli assassini agissero nel mondo reale con quegli stessi metodi, sarebbero considerati eroi che combattono contro il potere corrotto o terroristi?

Esiste una nobile tradizione di tirannicidi iniziata millenni fa: il primo a cadere fu Ipparco, tiranno di Atene, assassinato nel 514 a.C. da Armodio e Aristogitone. Marco Giunio Bruto e i congiurati repubblicani pugnalarono il dittatore Giulio Cesare nel 44 a.C., gli imperatori Caligola e Domiziano finirono di sorte analoga, e altri regnanti autoritari furono uccisi nei secoli a seguire.

La lontananza di quegli eventi antichi li ha idealizzati e nobilitati, ripulendoli dalla concretezza della violenza. Quando però ci approssimiamo ai tempi nostri, l’assoluzione dettata dalla distanza dei secoli si dissolve e le opinioni si fanno più sfumate, o addirittura si ribaltano nella concezione pubblica e dei media.

Il 29 luglio del 1900 l’anarchico Gaetano Bresci, tornato appositamente in Italia dagli Stati Uniti dove era emigrato, scaricò tre colpi di revolver contro il re Umberto I di Savoia uccidendolo. Il re era noto con il soprannome di Re Buono, ma anche con un altro di segno opposto: Re Mitraglia, perché aveva avallato la durissima repressione attuata dal generale Bava Beccaris nel 1898, che aveva sedato i moti esplosi a Milano sparando cannonate sulla folla.

“Ho attentato al Capo dello Stato perché è responsabile di tutte le vittime pallide e sanguinanti del sistema che lui rappresenta e fa difendere. Concepii tale disegnamento dopo le sanguinose repressioni avvenute in Sicilia in seguito agli stati d’assedio emanati per decreto reale. E dopo avvenute le altre repressioni del ’98 ancora più numerose e più barbare, sempre in seguito agli stati d’assedio emanati con decreto reale”, disse Bresci dopo l’arresto.

Nel 1881 era già stato ucciso lo zar Alessandro II, nel 1894 il presidente francese Carnot (per mano dell’anarchico italiano Sante Caserio), nel 1897 il presidente spagnolo Cánovas del Castillo (ancora da un italiano, Michele Angiolillo). Nel 1901 toccherà al presidente americano William McKinley, nel 1908 al re di Portogallo Carlo I, nel 1913 al re di Grecia Giorgio I. In mezzo una lunga sequela di attentati falliti, a cui si aggiungeranno anche i tentativi concreti o i presunti progetti di Lucetti, Zamboni, Schirru e Sbardelloto per uccidere Mussolini, e i 42 attentati a Hitler.

Quello di Bresci è ricordato da molti, intellettuali, simpatizzanti della causa anarchica (oltretutto oggi per larga parte non-violenta) e non solo, come un gesto eroico contro la brutalità dello stato. Molti di più però – esponenti dello status quo e delle istituzioni, giornalisti, storici, gente comune – lo hanno etichettato con un’altra definizione: terrorismo. A ben guardare, certe gesta di Ezio Auditore non paiono poi così distanti. Terrorista o eroe, allora?

Il parallelismo potrebbe spingersi ancora oltre. Per liberare Firenze, Roma, gli Stati Uniti interi, Parigi e Londra, gli scenari dei vari titoli della saga, si arriva alla fine di ogni gioco con una conta cadaveri da film di Charles Bronson, che oltre ai bersagli principali comprende anche un numero cospicuo di sbirri e membri delle forze dell’ordine. Tutti indistintamente nemici e quindi sacrificabili, e anzi la loro eliminazione è incitata e premiata. Ma molti di essi nella realtà non sarebbero che semplici dipendenti pubblici, con tanto di famiglia a carico, e non per forza sostenitori di un potere criminale. Vittime collaterali, insomma, e a dozzine.

Immaginate di calare le azioni degli assassini nel contesto della nostra società attuale: il parallelismo potrebbe spingersi ben oltre le azioni degli anarchici di fine Ottocento e degli attentatori hitleriani, verso episodi di lotta armata e terrorismi vari di troppo recente e bruciante memoria. Ma qui il terreno si fa scivolosissimo e la curiosità di trasferire i protagonisti di Assassin’s Creed nel nostro mondo non merita di procedere oltre.

Giusto per sgombrare il terreno da possibili fraintendimenti, lo ripetiamo: Assassin’s Creed è solo un gioco, senza alcuna agenda politica o ideologica, e per altro molto divertente. Almeno lì, nel mondo virtuale, sappiamo con certezza cosa è giusto e cosa è sbagliato, e in fin dei conti va benissimo così.

FONTE

 

3) Assassins’s Creed V Unity: Sul nome ARNO… Arnaud o Arnauld in francese

Si tratta di un nome di origine germanica, composto dai termini arn (o arin, “aquila”), e wald (o vald, walda, “potente”); può essere interpretato come “potente come un’aquila” o “potere dell’aquila”. Latinizzato nelle forme Arnualdus e Arnaldus dall’VIII secolo, e Arnoldus dal XII secolo, può essere stato introdotto in Italia in un primo tempo dalla tradizione francone ed in un secondo tempo da quella germanica. In Inghilterra venne invece introdotto dai Normanni, rimpiazzato un nome imparentato inglese antico, Earnweald; non sopravvisse al Medioevo, ma fu ripreso nel XIX secolo, nella forma Arnold. Onomastico: 10 febbraio, beato Arnaldo, abate di santa Giustina.

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4) CONCORSO UBISOFT – Luglio 2014

Bron ElGram “Assassino” personalizzato da Fabrizio Urbano ha vinto le selezioni per comparire nello spot TV di Assassin’s Creed Unity, il nuovo capitolo della serie ambientato nella Francia della Rivoluzione, che sarà rilasciato nel prossimo autunno!

Così termina il concorso, durato 28 gg, per comparire nello spot TV mondiale di Assassin’s Creed Unity: Bron Elgram 42° posto su 145mila partecipanti!
Ho disegnato un avatar per un’ambientazione che adoro e che sento culturalmente molto vicina e ho superato la prima selezione… ma poi solo GRAZIE A TUTTI VOI, nello specifico a 207 di voi , sono riuscito a rientrare nel novero dei protagonisti del video! E’ stato un ottimo lavoro di squadra… nello stile della Gilda di cui sono Guardiano!  Spero questo sia solo un primo passo per costruire insieme MondOltre e i vari progetti della “Cattedrale del Silenzio”! Grazie di cuore a tutti, mi avete fatto un dono bellissimo!

     

 

5) Il pirata Bartholomew Roberts

Bartholomew Roberts, pseudonimo di John Roberts, noto anche come Black Bart (in gallese: Barti Ddu) (Casnewydd-Bach, 17 maggio 1682 – Capo Lopez, 10 febbraio 1722), è stato un pirata britannico, tra i più famosi mai esistiti.

Nato nel piccolo villaggio di Casnewydd-Bach, tra Fishguard ed Haverfordwes nel Pembrokeshire, Galles, il suo nome di battesimo era John Roberts. Non sono certi i motivi del cambiamento del nome, ma è ipotizzabile che la scelta di Bartholomew fosse stata fatta in onore del celebre bucaniere Bartholomew Sharp. È probabile che si sia avventurato in mare all’età di soli tredici anni, ovvero nel 1695, ma di lui non si hanno notizie fino al 1718 quando lo troviamo registrato tra l’equipaggio di uno sloop nelle Barbados. Nel 1719 è registrato come ufficiale in terza a bordo di una nave di schiavi di nome Princess proveniente da Londra, al comando di un certo Capitano Abraham Plumb. Ai primi di giugno di quello stesso anno, mentre la nave era ancorata ad Anomabu, lungo la Costa d’Oro africana, venne catturata dai pirati. L’imbarcazione fu assalita da due navi, la Royal Rover e la Royal James, entrambe sotto la guida del Capitano Howell Davis.

La sua carriera di pirata iniziò piuttosto tardi all’età di trentasette anni quando, imbarcato sulla nave negriera Princess of London, fu fatto prigioniero dal pirata Howell Davis ad Anomabu sulla costa del Ghana. Unitosi ai pirati, Roberts nel giro di sei settimane fu eletto capitano del vascello Rover dopo la morte del Capitano Davis avvenuta nei pressi dell’isola di El Principe.

La sua attività non consisteva nei soli abbordaggi di mercantili. Nel 1720 Bartholomew Roberts, dopo aver appreso che a Nevis erano stati giustiziati alcuni pirati, si diresse verso il vicino porto di Basseterre incendiando alcune navi e offrendo una taglia sui funzionari responsabili perché fossero essi stessi giustiziati. Successivamente, in occasione dell’attacco ad una nave francese, catturò il governatore della Martinica che pagò con l’impiccagione a un albero della propria nave il fatto d’aver fatto giustiziare dei pirati.

Dopo aver pesantemente colpito i commerci sulla rotta delle Indie nel 1721, il 10 febbraio dell’anno successivo Roberts fu ucciso sulla sua nave ammiraglia, la Royal Fortune, durante uno scontro al largo di Cape Lopez, in Gabon. Fu un colpo di cannone alla gola ad ucciderlo mentre stava combattendo personalmente contro Chaloner Ogle, capitano della nave da guerra Swallow inviata a combattere la pirateria nell’Africa Occidentale. I suoi compagni, esaudendo le volontà del loro capitano, riuscirono a gettare in mare il suo corpo prima che fosse catturato.

Dal 1719 al momento della cattura l’equipaggio di Black Bart aveva catturato 456 vascelli.

Il codice dei pirati

Roberts fu una personalità particolarmente austera e fin dai primi periodi di attività si impegnò per estendere a tutta la ciurma un rigido sistema di regole per la comunità. La costante ricerca di ricchezze, nonché lo stile di vita che impose a tutti i membri dell’equipaggio, riflettono l’atteggiamento tipico della borghesia europea e soprattutto americana. La dimensione piratesca di Roberts può essere considerata una delle prime società sistematicamente organizzate sui principi “imprenditoriali” e “moralistici”, cari al ceto borghese. In questi termini risulta emblematico il codice dei pirati, stilato nel 1720, basato su rigidi dettami tecnici e morali. Se ne riporta qui l’intero contenuto:

  • Ogni uomo ha diritto di voto nelle questioni di discussione. Ha egual diritto a provviste fresche e liquori forti, presi in qualsiasi occasione e può farne uso a piacimento a meno che la situazione non renda necessario porre un limite per il bene comune.
  • Se un uomo froda la compagnia per gioielli o monete sarà punito con l’abbandono su un’isola deserta. Vi sarà lasciata una pistola con un solo colpo, una bottiglia d’acqua ed una di polvere da sparo così che sopravviva oppure muoia. Se la ruberia avviene tra compagni, al colpevole saranno tagliati naso e orecchie ed egli sarà lasciato a terra.
  • Nessuno deve giocare a carte o dadi per soldi.
  • I pezzi d’artiglieria, pistole e coltelli devono essere tenuti puliti e pronti all’uso.
  • Il disertare la nave o la postazione in battaglia è punita con la morte o l’abbandono in un luogo deserto.
  • A bordo non sono ammessi duelli, ma le dispute devono essere terminate a terra, con la spada o con la pistola. Il quartiermastro della nave, quando i pirati non giungono a una riconciliazione, li accompagna a terra con l’assistenza che ritiene adatta e pone i duellanti schiena contro schiena a una determinata distanza l’uno dall’altro. Alla parola d’ordine essi si girano e fanno fuoco, o l’arma sarà loro tolta di mano. Se entrambi mancano il bersaglio è la volta dei coltelli e si dichiara vincitore chi prima ferisce l’avversario.
  • Luci e candele devono essere spente alle otto di sera: se un membro dell’equipaggio, dopo quell’ora ha ancora inclinazione a bere dovrà farlo sul ponte scoperto.
  • Nessun bambino e nessuna donna sono ammessi a bordo. Se un uomo viene colto a sedurre un individuo di un altro sesso o lo porta in mare travestito da uomo, sarà ucciso.
  • Nessun uomo deve parlare di abbandonare tale stile di vita, finché tutti non avranno mille sterline. Se a tal fine dovesse perdere un braccio, o diventare storpio in servizio, riceverà ottocento dollari dalla cassa comune o una somma adeguata per le ferite minori.
  • Il capitano e il quartiermastro devono ricevere due quote di un bottino; il primo ufficiale, il nostromo e il cannoniere una quota e mezzo, gli altri ufficiali una quota e un quarto.
  • Se un prigioniero si appella al parley non è concesso torturarlo o ucciderlo finché il parley non sia concluso.

L’assetto del codice si può definire democratico; tutti i membri dell’equipaggio sottostanno a un ferreo sistema di premi e punizioni, inoltre ognuno ha diritto a un’equa parte di bottino, eccezion fatta per le figure più importanti nella nave.

Roberts stesso, dopo soli sei mesi di attività, distintosi per il suo talento, fu eletto capitano della Royal Rover, nonostante la situazione d’emergenza. Il pirata salì al potere grazie a un’elezione ‘popolare’ e soprattutto sulla base di capacità e meriti. In queste collettività reiette si sperimentava e si collaudava una società meritocratica e relativamente democratica; invece negli stati più civili d’Europa il potere si considerava ancora come di diritto divino, appannaggio di una ristretta elìte. Inoltre l’uguale divisione dei beni e ricchezze era inconcepibile.

Degni di attenzione sono il primo articolo, dove si fa chiaramente riferimento al concetto di bene comune, a cui si correlano gli articoli tre e sei: il regolamento prevede che sia sempre mantenuto un equilibrio all’interno della comunità con l’esigenza di calcolare accuratamente i provvedimenti da prendere nella gestione dell’attività.

Roberts stesso in primis adottò durante la sua carriera numerosi accorgimenti, anche pratici e immediati, che lo avrebbero reso il paladino della puntualità e della misura. Questo atteggiamento, insolito per un fuorilegge, contribuì a rendere la sua figura degna di nota nel panorama della pirateria occidentale.

Roberts era un fervente cristiano, osservava la Domenica come giorno di riposo e concesse tale privilegio ai musicisti della flotta Nicholas Bratler e James White, entrambi violinisti. Pretendeva che ci fosse un cappellano per soddisfare le esigenze spirituali dell’equipaggio, tantoché nel 1721, durante un abbordaggio in Guinea, fu catturato anche un ecclesiastico: Roberts fece ogni sforzo per persuaderlo a rimanere a bordo. Il prelato non si lasciò convincere e non solo venne risparmiato, ma gli venne concesso di andarsene in sicurezza con tutti gli averi. L’episodio testimonia la preoccupazione del pirata per la vita religiosa, coniugando l’attenzione per la dimensione spirituale ed economica. Ciò in conformità alla rigida etica calvinista propria della borghesia occidentale e americana.

Roberts si faceva toilette prima del combattimento, era solito indossare un panciotto e un paio di pantaloni di ricco damasco, una catena d’oro con una croce di diamanti al collo e le armi appese a una fascia di seta che teneva sempre in bella vista a tracolla. Ostentava le ricchezze e teneva in conto la sua immagine.

Lo stesso soprannome “Black Bart” derivava dalla carnagione e dai capelli e mostra che il suo desiderio di farsi notare fosse recepito anche all’epoca. Ciò risponde a due principali esigenze della borghesia moderna: far spiccare la propria individualità in modo da porsi come figura di riferimento per i subalterni e allo stesso tempo affermarsi come rappresentante di una classe in continua e inarrestabile ascesa sociale. Questa dinamica si concretizza anche nel tentativo di imitare l’opulenza e lo stile di vita tipico dell’aristocrazia.

Il processo

Inizia il 28 marzo 1722 presieduto da un tribunale speciale istituito ad hoc presso il castello di Cape Coast (Ghana), una fortezza per la tratta degli schiavi, il tribunale comprendeva il capitano Herdman comandante dalla nave Weymouth come presidente della corte e come commissari: James Phipps generale della costa, Edward Hyde segretario della Royal Africa Company, i mercanti Francis Boye e Henry Dodson ed i tenenti di vascello Barnsley e Fanshaw (chiamati per raggiungere il numero legale di sei commissari), il capitano Ogle in qualità di artefice della cattura non entrò nella giuria.

I capi d’accusa erano due. Primo, associazione criminale contro i commerci dei sudditi di sua maestà. Secondo, attacco alla nave Swallow della Royal Navy. Il processo fu veloce grazie ad un numero enorme di testimoni per lo più membri dell’equipaggio della Swallow; per assicurare un processo equo venne fatto scarso uso del linguaggio tecnico legale. Le prime esecuzioni furono avviate già il 3 aprile ed entro il 20 aprile furono eseguite tutte le condanne a morte per un totale di 52. 17 condannati scontarono la pena al carcere di Marshalsea, altri ancora furono assolti per aver provato di essere stati costretti a collaborare con i pirati sotto minaccia.

Influenze sulla cultura di massa

  • Roberts viene citato da Long John Silver nel celebre romanzo L’isola del tesoro.
  • Più recentemente ha ispirato il personaggio di Orso Bartholomew nel manga One Piece.
  • Nella saga cinematografica Pirati dei Caraibi (precisamente nel primo e terzo film, La maledizione della prima luna e Ai confini del mondo), un pirata di nome “Bartholomew” viene indicato come uno degli autori del Codice dei pirati assieme a Henry Morgan. Sebbene nella serie di libri prequel Pirates of the Caribbean: Legends of the Brethren Court sia stato confermato che questo pirata non è il vero Bartholomew Roberts, è molto probabile che il pirata realmente esistito abbia ispirato il nome del personaggio.
  • Roberts viene anche citato nel libro La storia fantastica, come causa della morte del protagonista Wesley; in seguito si scopre che “Roberts” è un titolo che il capitano precedente conferisce ad un membro della ciurma che si è particolarmente distinto, e anche Wesley stesso ne assume l’identità.
  • Una blanda citazione di “Black Barty” viene effettuata anche nell’episodio Emily Lake (seconda parte) della terza stagione della serie televisiva WareHouse 13, (SCIFI), dove un cannone appartenente al pirata, con un’enorme potenza e gittata, potrebbe minacciare il Warehouse 13.
  • È uno dei personaggi più importanti di Assassin’s Creed IV: Black Flag, dove si scopre che lui è un “Saggio”.
  • Il gruppo speed metal tedesco Running Wild ha inserito una canzone intitolata “Black Bart”, dedicata a Roberts, nel suo album Rapid Foray pubblicato nel 2016.

FONTI:

  • Philip Gosse, Storia della pirateria, Bologna, Odoya 2008, ISBN 978-88-6288-009-1
  • David Cordingly, Storia della pirateria, Milano, Mondadori 2003, ISBN 88-04-51649-6

 

6) AC3: Bandiera di Ellen, Tenuta di Davenport

Giocando ad Assassin’s Creed 3, verso la fine del ricordo 9, missioni Tenuta…

… Durante il matrimonio di Myriam e Norris, Ellen la sarta mostra una bandiera, cucita personalmente, come simbolo della comunità armoniosa della tenuta:

La stessa bandiera, leggo online, sarà seppellita dentro la tomba di Achille Davenport.

Ora vi chiedo: non vi ricorda i prototipi della bandiera della GEE che abbiamo realizzato e votato nel 2008/9? Mitici Esploratori Erranti!

 

7) STEDE BONNET

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Stede Bonnet (Barbados, 1688 – Nord Carolina, 10 dicembre 1718) è stato un mercante e successivamente un pirata che ha agito nel Mar dei Caraibi durante l’età d’oro della pirateria. Nonostante non avesse la tempra e le qualità di un vero pirata si attirò la simpatia ed entrò in collaborazione con il ben più temibile pirata Edward Thatch. Fu anche un amico di Edward Kenway.

Biografia
Incontro con Edward Kenway
Alleanza con Barbanera

Caratteristiche e personalità
Bonnet non aveva il coraggio di essere un vero pirata né l’astuzia e la furbizia necessarie. Comunque aveva un buon cuore come dimostra quando perdona Edward per averlo abbandonato alla taverna con i soldati spagnoli. La sua simpatia e loquacità gli permetteranno di diventare un amico di Barbanera.

FONTE

 

8) SHAY CORMAC

“Difendere i principi del nostro Ordine e tutto ciò per cui lottiamo. Mai divulgare i nostri segreti ne la vera natura della nostra opera, e farlo fino alla morte a qualunque costo. Questo è il mio nuovo credo. Sono Shay Patrick Cormac, Templare del rito coloniale. Del rito americano. […] Che il padre della comprensione ci guidi.”
―Shay Cormac

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Shay Patrick Cormac (New York, 1731 – ?) è stato un capitano di marina di origini irlandesi ed un membro del ramo coloniale della Confraternita degli Assassini. Durante la guerra franco-indiana tradì i suoi confratelli in favore dell’Ordine dei Templari, trasformandosi in uno spietato cacciatore di Assassini che causò una delle sconfitte più grandi della Confraternita.

Dopo una breve carriera come marinaio, si unì agli Assassini nel 1748. Col loro passò molti anni, nel corso dei quali divenne capitano di un brigantino chiamato Morrigan e si dedicò ad alcuni misteri inerenti alla Prima Civilizzazione. Ma dopo una disastrosa missione in cui, tramite un manufatto di questa antica razza causò involontariamente un terremoto a Lisbona, decise di lasciare gli Assassini, che per tutta risposta tentarono di ucciderlo.

Dopo la sua cacciata dalla Confraternita, i Templari gli offrirono la loro ospitalità e lui si avvicinò alle loro ideologie, iniziando a braccare i principali Assassini del ramo coloniale; fu così che nel 1758 venne ufficialmente nominato Templare. Nei due anni seguenti, contribuì a debellare l’influenza degli Assassini nelle colonie nord americane. Nel 1776 si recò a Versailles, dove tolse la vita all’Assassino francese Charles Dorian, sottraendogli la scatola dei Precursori.

Curiosità
Shay è un nome irlandese derivante dal gallico Séaghdha che significa letteralmente “falco”. Il suo secondo nome Patrick deriva invece dal latino patricius, che significa “nobiluomo”.

Cormac deriva invece da un misto di gallico e britannico antico e significa “figlio del corvo”.

Shay porta lo stesso cognome d’origine della nota piratessa Anne Bonny, anche se non si sa se i due possano essere legati da una parentela. Ciò è invece riconducibile ad una coincidenza.

La tenuta da Templare di Shay è molto simile a quella trovata da Edward Kenway nel suo covo a Great Inagua.

Originariamente la tenuta da Templare di Shay doveva essere completa di cappuccio. Inoltre presenta alcuni simboli pagani come l’Yggdrasil e la croce Templare.

Shay è uno dei quattro protagonisti giocabili a non essere un antenato di Desmond Miles. Gli altri sono Aveline de Grandpré, Adéwalé e Arno Dorian.

È inoltre uno dei pochi Templari conosciuti a possedere l’occhio dell’aquila.

Shay combatte utilizzando contemporaneamente una spada ed un pugnale, come i principi gemelli Shalim e Shahar nel XII secolo.

FONTE