Le raccomandazioni ufficiali ne caldeggiano il consumo dalla nascita alla vecchiaia. Eppure sempre più studi ne negano i benefici, rilevandone piuttosto i danni.

Il sito del ministero della Salute spiega che, per mantenere un’alimentazione sana, è bene consumare latte e latticini: “sono alimenti ricchi soprattutto di calcio – si legge -, un minerale essenziale nella costruzione delle ossa. Un’assunzione insufficiente negli adulti può favorire la comparsa di osteoporosi, mentre nei bambini può dar luogo a uno sviluppo non corretto dello scheletro”. Il governo statunitense raccomanda tre tazze al giorno per gli adulti. Eppure, non esistono molte conferme scientifiche che il latte faccia bene alle ossa e alla salute in generale, mentre aumentano le evidenze del contrario.

Un recente, vasto studio dell’Università di Uppsala, in Svezia, pubblicata sul British Medical Journal, ha monitorato 61mila donne e 45mila uomini per 20 anni, scoprendo che non vi era alcuna riduzione delle fratture per coloro che hanno consumato latte nel corso della vita. Anzi, il contrario era vero. Nelle donne il consumo dell’alimento è stato associato addirittura a una maggiore probabilità di subire una frattura. Inoltre, chi ha bevuto tre bicchieri o più al giorno (680ml) aveva il doppio delle probabilità di morire precocemente per tutte le cause.

Nel 2011, a confermare i danni da latte, c’era stata già una meta-analisi, cioè una valutazione degli studi effettuati sull’argomento fino a quel momento, pubblicata su The Journal of Bone and Mineral Research. Sei studi, che avevano coinvolto circa 200mila donne, non avevano trovato alcuna associazione tra il consumo di latte e ossa più resistenti alle fratture.

Nel 2014 una ricerca pubblicata da JAMA Pediatrics ha confermato i risultati dello studio svedese, controllando per 20 anni la salute di altri 100mila uomini e donne in relazione al loro consumo di latte nel corso della vita: nessuna riduzione nel rischio di fratture.

Stesso risultato hanno avuto altri studi che cercavano una relazione tra l’assunzione di alimenti ricchi di calcio (o integratori) e ossa più forti. Secondo una meta analisi condotta in America su 200mila persone, pubblicata sul American Journal of Clinical Nutrition, non solo il calcio non migliora la salute delle ossa ma i ricercatori hanno anche avanzato il dubbio che un consumo costante di latte durante la vita aumenti il rischio di fratture, confermando nuovamente lo studio svedese.

Per rinforzare le ossa, sembra inefficace anche l’aggiunta di vitamina D, raccomandata oggi per i bambini. Personalmente, nonostante mi sia stata prescritta da due pediatri, non l’ho mai data a mia figlia, che oggi ha 15 mesi. I dubbi sugli integratori e i loro effetti sulla salute sono infatti più che noti, ma – ancora una volta – la scienza ufficiale e le raccomandazioni sembrano lentissime nel recepire gli aggiornamenti.

E’ vero che la vitamina D migliora l’assorbimento del calcio, ma 1) la vitamina D assunta con gli integratori non è la stessa che il nostro corpo produce se esposto alla luce o assume con l’alimentazione. E 2) il fatto che sia utile non significa che ne siamo carenti. Un’altra meta-analisi, comunque, pubblicata questa volta da Lancet, ha confermato che aggiungere vitamina D non porta alcun beneficio alla salute.

Tornando al latte, i ricercatori di Harvard raccomandano di preferire vegetali a foglia verde e legumi come fonte principale di calcio, anche basandosi su indagini ampie e prestigiose come il famoso studio EPIC, che ha analizzato 500mila persone in Europa, trovando che le fratture dell’anca aumentano linearmente con il consumo di carni, diminuiscono linearmente con il consumo di verdure, e non cambiano con il consumo di latte o formaggi.

Per quanto riguarda i possibili danni, altri studi hanno associato il consumo di latte bovino al rischio di diabete di tipo 1 e a una maggiore incidenza di cancro della prostata, mentre, in generale, ci sono sempre più segnalazioni sull’associazione tra consumo di proteine e grassi animali e la mortalità per cancro.

Nonostante questo, i governi e le istituzioni, o almeno buona parte, continuano a sponsorizzare il consumo di latte, non solo in Italia, con il sostegno dell’industria. L’organizzazione governativa che in America ha creato la campagna “Hai bevuto il latte?” è promossa dai produttori, come anche, ad esempio, il progetto di educazione alimentare portato avanti nelle scuole italiane da Grana Padano.

Ora, è chiaro che i bambini hanno bisogno del latte, specie di quello materno, ed è altrettanto chiaro che – se piace – bere latte anche da adulti non mette a rischio la nostra salute, se non esageriamo. Quello che però inizia ad essere lampante è che gli adulti non ne hanno bisogno, e non ne traggono vantaggio.

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I nutrizionisti di Harvard eliminano latte e derivati dalla guida per l’alimentazione sana

Gli esperti di nutrizione della Harvard University hanno eliminato latte e latticini dalla loro guida per un’alimentazione sana Healthy Eating Plate, che si basa “esclusivamente sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e non è stato sottoposta ad alcuna pressione politica o commerciale dalle lobby dell’industria alimentare”.

L’invito degli scienziati è quello di “moderare il consumo di latte o di altri prodotti lattiero-caseari a massimo 1-2 porzioni al giorno”, con benefici soprattutto per i bambini. Per gli adulti, invece, consumarli non è essenziale, per una serie di motivi.
Per la Healthy Eating Plate, anzi, bisognerebbe sostituire al latte l’acqua potabile durante i pasti. Gli esperti di nutrizione sottolineano, infatti, che a causa dell’alto livello di grassi saturi, il latte e i derivati sono diventati un alimento che sarebbe meglio evitare. E tra i danni che potrebbe causare alla salute delle persone, si annoverano il rischio di cancro della prostata e cancro ovarico.
Come assumere, allora, il calcio? Sicuramente ve lo starete chiedendo in molti. Dalla Harvard University spiegano: “quelle pubblicità che propongono il latte come la risposta alle ossa forti sono quasi inevitabili. Ma bere il latte si traduce davvero in un rafforzamento delle ossa? La fazione pro-latte è convinta che una maggiore assunzione di calcio, in particolare nella forma dei tre bicchieri di latte al giorno attualmente raccomandati, aiuta a prevenire l’osteoporosi, l’indebolimento delle ossa. Ogni anno, l’osteoporosi porta ad oltre 1,5 milioni di fratture, tra cui 300.000 fianchi rotti. D’altra parte, il risultato per coloro che credono che consumare molto latte e altri prodotti caseari saranno scarsi sul tasso di fratture, ma potranno contribuire a problemi come malattie cardiache o cancro alla prostata”.
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Quale punto di vista è giusto? Gli esperti forniscono un riassunto di tutte le conoscenze mediche attualmente a disposizione sul calcio e i suoi effetti sul corpo. E ribadiscono che il latte deve essere sostituito con altri alimenti ricchi di calcio, come verdure, lattuga, cavolfiore e fagioli.

Per ossa forti, poi, restano fondamentali anche la prevenzione, il movimento, il sole e le vitamine D e K. Tutto questo senza considerare gli scandali legati al mondo del latte (vedi il caso Cospalat, il latte contaminato da sostanze tossiche e cancerogene è stato messo in commercio in tutta Italia, dal Friuli Venezia Giulia fino alla Campania).

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Il latte fa bene….solo ai neonati

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Il latte fa bene o fa male? Tante sono le cose dette in merito, ma è arrivato il momento di rispondere ad alcuni dubbi e fare un pò di chiarezza. Prima di tutto bisogna dire che il latte materno, assunto dal neonato nelle prime fasi di vita, rimane il miglior alimento, in quanto è sempre fresco, batteriologicamente ricco di sostanze immunologiche e fornisce la giusta quantità di fosforo necessaria al normale sviluppo del cervello. Poi c’è il latte vaccino che è sicuramente meno puro, poichè subisce una cottura ad alte temperature al fine di eliminare gli organismi nocivi ed anche le vitamine, e proprio per questo motivo il latte fa male. Gli studi fatti in questi anni dimostrerebbero che il latte sia l’alimento ideale e completo solo per il lattante, ma non per gli adulti. Questo perchè nel latte vaccino sono presenti grandi quantità di grassi saturi che possono provocare intolleranze, allergie alimentari, che abbassano le difese immunitarie, causando problemi. più o meno seri, all’apparato digerente, tali grassi possono anche favorire l’insorgenza dell’arteriosclerosi.

Ma precisamente, perchè il latte fa male? Praticamente perchè contiene tre volte la caseina, rispetto al latte materno, tale proteina entrando in contatto con i succhi gastrici del nostro corpo, da luogo ad una forma di caglio, ovvero un ammasso di difficile digeribilità, che può provocare un vero e proprio processo di putrefazione intestinale. Non tutti sappiamo che il calcio contenuto nel latte non è facilmente assimilabile dall’organismo umano. Ma cosa può succedere se si ha un eccesso di calcio? Questo sovraccarico di calcio determina un pericoloso deposito sulle pareti arteriose, con conseguente indurimento delle stesse, con possibili problemi cardiocircolatori, a formazioni di calcoli o a manifestazioni artritiche alle articolazioni. Non è finita qui! Il latte fa male, ma quello scremato ancora di più di quello intero, infatti mentre la percentuale dei grassi diminuisce, aumenta quella delle proteine, poche quantità di ferro, di lattosio.

Giovanni Remigare
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Il latte animale non è un cibo adatto agli umani

Dicono che il latte “fa bene alle ossa”. Ma chi lo dice dovrebbe informarsi meglio…

Il latte è un usuraio della peggior specie, quegli usurai che vi fanno un prestito ma poi, se non gli ridate tutto con gli interessi impossibili, vi mandano picchiatori a spaccarvi le ossa.

Il latte contiene calcio, utile alle ossa, e per questo viene consigliato, ampiamente consigliato, per l’osteoporosi. Ma contiene anche proteine animali, acide, che, per essere smaltite, consumano calcio.

Come un usuraio, il latte presta un po’ di calcio, ma, alla fine, ne consuma più di quello che dà. Le proteine del latte, sommate a quelle provenienti da carne e pesce, costringono l’organismo a sottrarre calcio all’osso per poter provvedere al loro smaltimento.

Infatti, la salute dell’osso dipende molto più da quei fattori che impediscono le perdite di calcio dall’organismo che dalla semplice quantità di calcio assunta. Quasi tutto il calcio dell’organismo è contenuto nello scheletro, che è la banca del calcio. Il calcio viene perso continuamente attraverso le urine, le feci e il sudore, e queste perdite vengono reintegrate attingendo ai depositi di calcio nell’osso, che cede quindi calcio in continuazione. Il calcio immagazzinato nell’osso viene poi reintegrato con quello alimentare.

Esiste dunque quello che viene chiamato “bilancio del calcio”: bisogna che il calcio assunto con la dieta sia maggiore di quello perso, altrimenti il bilancio è negativo, e si va incontro all’osteoporosi.

In generale, nelle popolazioni che consumano molto latte l’incidenza di osteoporosi è maggiore, mentre è rara nei paesi dove non si beve latte. É noto che tra gli esquimesi, che assumono oltre 2.000 mg di calcio al giorno, l’osteoporosi dilaga.

Vari studi, tra i quali l’Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostrano che l’aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato.

Il latte, dunque, è si’ l’alimento ideale, ma solo per il lattante, e solo il latte umano! Di seguito sono elencati alcuni problemi correlati al consumo di latte in adulti e bambini.

Carenza di ferro: il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte), e per riuscire a raggiungere la dose di ferro raccomandata di 15 mg al giorno, un bambino dovrebbe bere 7.5 litri di latte. In aggiunta, il latte è responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell’organismo.

Diabete Mellito: su 142 bambini diabetici presi in esame in uno studio, il 100% presentava nel sangue livelli elevati di un anticorpo contro una proteina del latte vaccino. Si ritiene che questi anticorpi siano gli stessi che distruggono anche le cellule pancreatiche produttrici di insulina.

Calcio: la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la bieta, è una fonte di calcio altrettanto valida, se non addirittura migliore, del latte.

Contenuto di grassi: ad eccezione del latte scremato, il latte e i prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l’insorgenza di arteriosclerosi.

Contaminanti: il latte viene frequentemente contaminato con antibiotici, ormoni della crescita, oltre che con gli erbicidi e i pesticidi veicolati dal foraggio. Inoltre i trattamenti di sterilizzazione permettono in realtà la sopravvivenza nel latte di germi, e la Direttiva Europea 92/46/CE stabilisce un limite non superiore ai 100 mila germi per mL. La stessa Direttiva ammette anche un contenuto non superiore a 400 mila per mL di “cellule somatiche”, il cui nome comune è “pus”.

Lattosio: molti soggetti di asiatici o africani sono incapaci di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenti coliche addominali, gas e diarrea. Il lattosio, poi, se viene digerito, libera il galattosio, un monosaccaride che è stato messo in relazione con il tumore dell’ovaio.

Allergie: il latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari: durante la sua digestione, vengono rilasciati oltre 100 antigeni (sostanze che innescano le allergie). Spesso i sintomi sono subdoli e non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.

Coliche del lattante: le proteine del latte causano coliche addominali, un problema che affligge un lattante su cinque, perché se la madre assume latticini, le proteine del latte vaccino passano nel latte materno. In 1/3 dei lattanti al seno affetti da coliche, i sintomi sono scomparsi dopo che la madre ha smesso di assumere questi cibi.

(tratto da “Impariamo a mangiare sano con i cibi vegetali”, SSNV©2005)
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