L’01/02/2010 si legge anche al contrario

di GIULIO GIORELLO

«Nella mia fine il mio principio» è il titolo di un romanzo di Agatha Christie che bene illustra il fascino delle scritture palindrome (quelle che restano invarianti se si inverte l’ordine di lettura). Pensiamo a parole come ala, radar… o al nome di un celebre intellettuale come Asor Rosa. Per non dire del mondo dei numeri. Pensiamo alla data del prossimo primo febbraio : 01.02.2010.
Eppure, quello che è palindromo per noi non lo è necessariamente per altri che magari usano lingue, notazioni e calendari differenti (noi scriviamo 19, e non ci vediamo nulla di palindromo; ma provate a scriverlo come facevano gli antichi romani: XIX). Si tratta, dunque, di coincidenze; ma come ci insegna un memorabile carteggio tra il grandissimo fisico Wolfgang Pauli e uno dei padri della psicanalisi, Carl Gustav Jung, le coincidenze possono essere estremamente rivelatrici, informandoci non tanto come degli oggetti del mondo, ma delle modalità simboliche con cui noi ci riferiamo a essi. La malia delle scritture palindrome (presente in moltissime civiltà e divenuta oggetto di studio di logici, psicologi e matematici: basti per tutti il caso di Douglas Hofstadter, l’autore del fortunato Gödel, Escher, Bach) è un caso particolare dell’incanto delle simmetrie, che sembrano mettere ordine in un Universo caotico.

Eppure, come già intuiva il filosofo Francesco Bacone, per capire la bellezza e la vita stessa occorre sempre che qualche simmetria venga infranta. Se fossimo rimasti schiavi della palindromia non avremmo, da bambini, imparato a leggere e a scrivere, a distinguere la destra dalla sinistra o magari il passato dal futuro. A meno che non ci fossimo dati alla politica, dove qualche tipo «palindromo » fa carriera, passando disinvoltamente da Sinistra a Destra o viceversa. Con un’immagine tratta dal bestiario, costoro si chiamano appunto «voltagabbana».

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