Il tuo tempo è limitato, quindi non sprecarlo vivendo la vita di un altro … Vivi la tua vita. Tutto il resto è secondario (Steve Jobs)

 

Dei tre tipi di input di cui ogni attività ha bisogno, beni materiali, competenze e tempo, la sensazione diffusa è quella che nella nostra società l’aspetto meno compreso sia proprio l’ultimo!
Nell’economia convenzionale, il tempo viene trattato come una merce (tempo=denaro) da acquistare e vendere a piacimento, e quindi non necessita di particolari considerazioni.
Eppure l’esperienza suggerisce che l’economia del tempo non è così semplice.

Marcello Brunaldi, autore del portale Nnhotempo.it, racconta: «Abbiamo bisogno di tempo per lavorare, per mangiare, per dormire e per svolgere tutte le faccende quotidiane della vita. Abbiamo anche bisogno di tempo per conoscere e capire i nostri compagni/e, i nostri figli e i nostri amici. La maggior parte delle nostre relazioni, infatti, richiede più tempo di quello che abbiamo, ed è difficile evitare la sensazione che non potremmo mai averne abbastanza.»

Abbiamo ignorato il tempo che ci serve per stare da soli, un periodo necessario ma inevitabilmente breve.
Tutti questi bisogni venivano già prima del proliferare della tecnologia, che nella nostra società viene paradossalmente utilizzata per un consumo di tempo ancora maggiore. Tali prodotti, come l’automobile, il telefonino, la tv e i computer rappresentano gli inevitabili orpelli dell’opulenza, che richiedono ancora di più al nostro sempre più scarso tempo a disposizione.
Ognuno di noi ha solo 24 ore al giorno e nessun altro può vivere la propria vita al posto nostro. Questo fatto ovvio ma profondo significa che il tempo è potenzialmente il principale fattore limitante nelle nostre economie personali e quindi anche nelle nostre economie sociali.
È un peccato che la maggior parte delle persone abbia poca scelta nel variare il numero di ore sul lavoro. Questa lacuna le pone in una situazione di svantaggio, dove spesso si vive con la sensazione sgradevole del “potrei fare” e del “mi piacerebbe fare”.

Marcello Brunaldi dice convinto: «Le nostre 24 ore sono sempre piene. Aggiungere una nuova attività richiede sempre l’abbandono o la riduzione di qualcos’altro. Il costo del tempo dedicato a una determinata attività è per noi il valore di ciò che altrimenti avremmo fatto con quel tempo.»

Aumentando il tempo speso per una qualsiasi attività (come guadagnare soldi), dobbiamo rinunciare ad altre attività sempre più preziose.
Consideriamo poi l’impatto dell’acquisizione di nuove competenze o di nuovi beni utilizzabili.
Entrambi questi fattori rendono il proprio tempo più prezioso. Essi spesso consentono di utilizzare meglio gli altri beni materiali di cui si dispone, permettendo di mantenere la propria qualità di vita ad un livello di consumo inferiore. Ne sono un esempio gli elettrodomestici per risparmiare tempo, come i robot aspirapolvere e lavapavimenti, le multicooker o gli spazzolini elettrici.

L’inevitabile conseguenza dell’apprendimento è quella di diventare più abili nel vivere e quindi di far crescere il valore del proprio tempo.
Se avete poco tempo a disposizione, la società vi suggerisce di pagare qualcun altro per fare alcune delle vostre faccende, ma questo non è che un piccolo aiuto. Non potete pagare qualcun altro per avere le vostre relazioni, o assaporare i vostri tramonti, e inoltre, questa non può mai essere una soluzione generale per l’intera collettività.
Una possibilità potrebbe essere anche quella di imparare a gestire meglio il proprio tempo, ma anche questo funziona solo fino a un certo punto.

Imparare ad operare in una modalità di tempo limitato è la chiave. Questo rende molto consapevole una persona dei propri limiti. A differenza dell’acquisizione di beni, dove non si è fisicamente limitati nel numero che si può accumulare, l’acquisizione di nuove attività richiede sempre la rinuncia a qualcos’altro. Se si è limitati nel tempo, si dà valore a quel qualcosa d’altro.
L’obiettivo quindi di una società limitata nel tempo è il saper lavorare per migliorare la qualità che esiste, senza aggiungere altri beni materiali, ma rimanere entro i limiti temporali fissati dalla giornata di 24 ore.
Più la nostra produttività aumenta, più dobbiamo spostare il nostro tempo dal fare le cose all’usarle.

«Conosco molte persone, me compreso, che spesso si sentono a corto di tempo e che si lamentano di questo limite». afferma Marcello Brunaldi. «Forse questo atteggiamento è un grande errore. Forse se abbracciassimo i limiti del tempo, per celebrarli ed esplorarne le implicazioni, scopriremmo che essi sono la chiave essenziale per gli atteggiamenti e le esperienze fondamentali di cui avremo bisogno in una cultura umana sostenibile».

Marcello Brunaldi 
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