Il Kaki è un albero da frutto originario dell’Asia orientale, detto anche “loto del Giappone” oppure “mela d’Oriente”, per ricordare le sue origini orientali e la forma tondeggiante come la mela. È una delle piante da frutto coltivate dall’uomo più antiche, probabilmente, conosciuta nelle zone calde della Cina da più di 2.000 anni. Il suo nome proviene dal greco “diós (dio) e pyrós (grano)”, ossia “grano divino” per la bontà del suo sapore zuccherino. In Giappone, l’albero di kaki è considerato l’albero dalle 7 virtù: esso ha lunga vita, perché è un albero longevo; con la sua ampia chioma fa ombra d’estate, riparando dai caldi raggi solari; i tarli non lo aggrediscono; gli uccelli possono nidificare fra i suoi fitti rami; le sue foglie rosse sono molto decorative in autunno; il suo legno fa un buon fuoco in inverno; le foglie numerose, cadendo in autunno, concimano il terreno. Dalla Cina si estese nelle vicine Corea e Giappone, mentre intorno all’inizio dell’Ottocento si diffuse in America e in Europa, dove era considerato un albero solo ornamentale, prendendo posto nei parchi.
In Giappone, il Kaki è simbolo di Pace. A Nagasaki, durante il bombardamento nucleare del 1945, una pianta sopravvisse e, amorevolmente curata, riuscì a rifiorire e fruttificare. Divenne il segno della forza della natura che riesce a resistere anche alle più dure difficoltà: il suo vigore fu preso come potente messaggio di pace da divulgare nel mondo, per ricordare a tutti l’inutilità e l’orrore di ogni guerra. Semi di questa pianta sono stati distribuiti nel mondo, per unire uomini di lingua, razza e religione diverse e lasciare il messaggio di Pace alle generazioni future.

FONTE: Frate Indovino