Un intero genere sepolto nel passato sta tornando in questi mesi con vecchi classici e nuove proposte, per ricordarci quanto fosse bello giocarci (e barare)

librogame sono stati per molti anni una sorta di avanguardia su ciò che di li a poco sarebbero diventati i videogiochi, i link e gli ipertesti, piccoli mondi tascabili in cui immergere la propria mente, fughe personali di ragazzi che sfuggivano alla noia del reale attraverso catacombe infestate e mondi alieni. Fino a poco tempo fa erano praticamente estinti, come dinosauri cartacei di un tempo lontano in cui ancora i ragazzi leggevano libri, sconfitti dai videogiochi, internet dalle mode che passano, ma così come Dungeons & Dragons sta ritrovando oggi nuova linfa vitale anche le storie a bivi sembrano pronte a scuotersi di dosso la polvere e tornare in edicole e librerie. Pura retromania? Forse, ma c’è di più.

I librogame nascono attorno agli anni ’80, sull’onda di un interesse sempre più forte verso il fantasy e il fantastico che ormai galoppa a briglia sciolta dal decennio precedente. ConanStar WarsWillowLa Storia InfinitaAlienExcalibur e tutto il filone horror sono ormai sdoganati in ogni modo possibile. I giochi di ruolo attirano le paure dei benpensanti e della FBI, i videogiochi muovono i primi passi.

 

In questo contesto i libri-gioco si presentano come opere uniche: offrono al lettore tutta la bellezza e l’avventura di un romanzo ma gli permettono di calarsi nei panni del protagonista, scegliere la propria strada e ovviamente barare spudoratamente nel caso di una decisione sbagliata.

Nomi come “Lupo Solitario”, “Alla Corte di Re Artù”, “Sortilegio” entrarono a far parte del lessico di una nicchia di fedelissimi a cui seguirono milioni di copie vendute che fecero la fortuna di Edizioni EL. Erano albi compatti, che potevi tranquillamente portare con te a scuola, impreziositi da copertine bellissime e qualche illustrazione interna, oltre all’immancabile mappa, elemento fondamentale di ogni storia fantastica. Senza mappa come puoi immaginare tutto ciò che vorresti esplorare?

Dopo qualche anno di successo arrivò l’inevitabile fine, la stessa del Walkman, delle videocassette e delle felpe Best Company. Una fine che fu in parte dettata dalla tecnologia, in parte dalla saturazione di un mercato che negli anni non offrì solo capolavori, anzi. Ma come ci insegna Lovecraft “Non è morto ciò che può attendere in eterno” ed ecco che improvvisamente si parla di ristampe dei grandi classici e nuovi libri game ancora più belli e complessi del passato.

Come mai? Beh da una parte c’è l’inevitabile tendenza al recupero che ha segnato questi ultimi anni, un fenomeno ciclico dell’umanità che si ripete identico dai tempi in cui i romani scopiazzavano le statue greche. Poi c’è il fatto che tanta gente cresciuta coi libri game vorrebbe magari rigiocarci, recuperarli e farli leggere ai propri figli, per dargli qualcosa di nuovo rispetto all’ennesima app. Infine c’è una questione puramente qualitativa: in alcuni casi erano prodotti spettacolari, degni di essere riscoperti.

Ecco dunque che in queste settimane sono tornati a far bella mostra di sé gli storici Fighting Fantasy di Salani, parliamo di Lo stregone della montagna infuocataLa Rocca del MaleLa Foresta Maledetta e Il Porto della Morte. Edizioni rivedute e corrette, con copertine spettacolari, uniformate nella terminologia e senza i refusi del passato.

Già dall’anno scorso Vincent Books e Raven Distribution ha lanciato le nuove edizioni della saga del Lupo Solitario, probabilmente la saga più famosa e amata nel settore, creata dallo scomparso Joe Dever. Ma invece che limitarsi a una mera riedizione la casa editrice ha anche avviato il progetto per concludere le gesta dei Cavalieri di Ramas (o Kai) e pubblicare le ultime storie fino al trentesimo volume, Morte nell’Abisso, in concomitanza con la prossima edizione di Lucca Comics and Games. Non solo, visto che i piani di Joe Dever prevedevano 32 uscite, gli eredi stanno lavorando agli appunti dell’autore per far uscire altri due libri entro i prossimi due anni.

Ma oltre alle vecchie glorie ci sono i nuovi arrivi, come Terre Leggendarie, una saga pubblicata in Italia da Edizioni Librarsi che inizia col volume Il Regno Lacerato e propone un approccio nuovo a questo tipo di avventure: maggiore libertà di movimento, avventure principali e secondarie, oggetti da recuperare, zone da esplorare, una sorta di videogioco open world che si dipana tra più volumi e che metterà alla prova anche il più esperto dei giocatori di ruolo.

Questi cenni sono solo le avvisaglie di un ritorno in grande stile di una forma di racconto che non ha certo esaurito le sue potenzialità negli anni ’80 e che ancora oggi può riservare emozioni, sorprese e divertimento a chi cerca qualcosa di diverso. Questo in fondo è il fascino unico del librogame: le possibilità di un gioco di ruolo senza il bisogno di trovare altri con cui giocarci, la sfida di un videogioco in cui la grafica non invecchia mai, perché usa il processore della nostra mente. Bentornati, vecchi amici.

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