Lungo la via per la Svizzera abbiamo acquistato un vasetto di polline… vediamo allora di approfondire la conoscenza di questo importante alimento!

Generalità
Il Polline è l’elemento maschile del fiore: si presenta come polvere finissima di colore diverso a seconda dei fiori da cui proviene; il sapore farinoso e vagamente amaro lascia un particolare gusto in bocca a cui ci si abitua facilmente.
Il Polline viene raccolto dalle api su vari fiori: con zampette anteriori lo staccano dal fiore e dopo averlo impastato, se lo appiccicano alle zampette posteriori fino a formare delle palline di una certa grandezza; lo portano nella loro arnia dove serve soprattutto per l’ alimentazione delle giovani larve (infatti il polline ha un particolare fattore di crescita) e per la produzione della pappa reale (alimento specifico dell’ape regina).
In media ogni ape raccoglie circa 12 milligrammi di polline ogni carico e deve visitare circa 350 fiori in una giornata favorevole può fare fino a 30 viaggi; per cui per raccogliere un kg di polline sono necessari oltre 80.000 viaggi, la visita di circa 28.000.000 di fiori per un totale di 2.700 giornate lavorative e 65.000 km di volo.
Da ciò si può capire l’enorme mole di lavoro che l’ape deve svolgere e l’insostituibile funzione a favore dell’agricoltura, poiché l’ape andando da un fiore all’altro, consente la fecondazione incrociata dei frutti e delle colture sementiere.
Le api raccolgono il polline in un raggio di circa 400 m dall’alveare ed è in questa zona che è possibile notare una maggiore produzione di frutta. Per raccogliere il polline si applica all’ingresso dell’arnia un cassetto con sopra una griglia con fori di 4,5 mm di diametro, le api passando in questa apertura perdono il carico di polline che avevano fissato alle zampette, il granulo cade nel cassetto sottostante dove l’apicoltore lo preleva giornalmente.
Quindi viene sottoposto ad essicazione tramite aria calda e secca a circa 40 gradi; dopo di ciò viene purificato e filtrato dalle eventuali impurità presenti quindi può essere confezionato in vasetti a chiusura ermetica.

Informazioni Nutrizionali
Valori nutrizionali ( contenuto medio per 100 g. di Polline) Valore energetico 285 Kcal – 1195 KJ Proteine 20g. Carboidrati 40g. Grassi 5g.
L’ apporto vitaminico del polline è importante: troviamo infatti diverse vitamine del Gruppo B e una significativa presenza di vitamina C . Sono presenti minerali come calcio, potassio, magnesio, ferro e fosforo.
Vista la complessa composizione possiamo affermare che il polline deve essere considerato un concentrato energetico eccezionale quindi un ottimo integratore alimentare;nel polline troviamo infatti 20 dei 22 aminoacidi indispensabili al nostro organismo. Perché gli aminoacidi sono così importanti? Servono nella costruzione delle proteine e siccome il nostro organismo non può fabbricarli deve assumerli con l’alimentazione.

Indicazioni
Il polline è un ottimo ricostituente con proprietà anti infiammatorie e riequilibranti. Vediamo alcuni casi in cui medici ed erboristi ne consigliano l’assunzione.
Colesterolo alto: ingerire ogni giorno per almeno due mesi due cucchiaini di polline ( 10g ).
Fegato affaticato: Oltre a curare l’alimentazione, prendere un cucchiaino di polline ( 5g ) due volte al giorno per almeno due mesi.
Raffreddore e mallattie invernali da raffreddamento: A scopo preventivo un cucchiaino due volte al giorno accompagnato da 5 gocce di soluzione di propoli al 30% . Nel caso di malattia in corso ripetere la dose sopra indicata 3 volte al giorno.
Raffreddore da fieno: Nei due mesi che precedono il periodo in cui si manifesta l’allergia si prende un cucchiaino ( 5g ) di polline al giorno masticandolo molto lentamente e lasciando sciogliere i granuli in bocca prima di ingerirlo. La terapia simile ad un vaccino prende l’organismo meno sensibile all’attacco allergico.
Azione contro l’ipertrofia prostatica: Un cucchiaio da tavola ( 15 g ) di polline al giorno fa diminuire sensibilmente i sintomi dell’ ipertrofia prostatica ( Tenesmo, Disuria ).Questo effetto sembra legato alla presenza nel polline di ormoni sessuali.
Azione ricostituente: Anche coloro che sono in buona salute ma vogliono integrare la loro alimentazione con il polline noteranno un aumento del dinamismo e della forma fisica in generale;questo lo rende adatto anche a chi pratica sport. Glia anziani e i ragazzi che soprattutto ai cambi di stagione molte volte si sentono svogliati, affaticati e inappetenti, integrando la loro dieta con il polline potranno trarne sicuro giovamento.
Come si consuma
Si consiglia di lasciarlo sciogliere in bocca allo stato naturale oppure per renderlo più gradevole si può miscelare al miele oppure allo yogurt o al latte come si fa con i cereali nella prima colazione.
Dosi consigliate 15 – 20 gr giornalieri sono sufficienti a fornire il giusto apporto energetico e vitaminico.
Per bambini dai 3 ai 12 anni dimezzare la dose.

NOTE : 1 cucchiaio da caffè raso è circa 5 gr; 1 da dolce raso è circa 10 gr ed 1 da tavola raso è circa 15 gr.
E’ bene prendere il polline al mattino prima di colazione o metà dose al mattino e metà alla sera prima di mangiare.
La somministrazione del polline deve essere continuata per almeno 10-20 giorni.

FONTI:
http://www.hobbymiele.com/polline.htm
http://www.apicolturacollesalera.com/html/polline.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Apicoltura

 


Riflessione su Polline e Pappa Reale delle Api (testo del 21.04.2013)

In qs gg, dopo essermi confrontato con un amico apicultore, ho pensato molto alla questione… e inizio ad essere dell’idea che gli unici prodotti di cui ci si deve rifornire dalle nostre amiche api siano ESCLUSIVAMENTE il miele e la propoli.
Il fatto è che, come per ogni cosa, ci sono diversi modi di approcciarsi a una situazione… e nel caso dell’apicoltura esistono la pratica “per conseguirne reddito” e la pratica “per pura passione”. Quest’ultima si prefigge il solo scopo di conoscere il meraviglioso mondo delle api e fare in modo che loro stiano bene, indipendentemente dai guadagni che potrebbero derivare dall’attività.
Io (fortunatamente) ho potuto scegliere questa via e così ora mi domando:
1) Ha senso forzare la nascita e l’allevamento soprannumero di api regine, che poi saranno uccise/moriranno, per il solo fine di produrre quantità utilizzabili di pappa reale? Io credo di no.
2) Ha senso raccogliere polline dalle zampette delle api tramite trappole all’ingresso dell’alveare per utilizzarlo noi, privandone la covata che così si svilupperà con l’apparato cartilagineo e i vari legamenti/articolazioni deboli o menomate? Io credo di no. E aggiungo: il polline miracoloso di cui si ciba la covata è lavorato in celletta dalle api con acqua e enzimi… non è il polline puro preso ai fiori/piante che raccogliamo noi sulla porticina dell’alveare. Quindi perché farlo?