Le api ce lo regalano così com’è da migliaia di anni, ma anche per il miele sono tempi duri, tra crisi economica, insetti killer e cambiamenti climatici. Ecco come nasce, come finisce in barattolo e come scegliere il migliore.

Aprite il vasetto, affondate il cucchiaino e chiudete gli occhi: la prelibatezza zuccherina e dorata che le api hanno creato per voi è ora a portata di palato.

Quella con il miele è una delle esperienze gustative più autentiche che vi possano capitare: la natura ce lo regala così com’è, a noi non resta che raccoglierlo e distribuirlo.

Se poi il miele in questione è italiano, è anche un fiore all’occhiello delle nostre campagne, risultato del paziente lavoro degli apicoltori in un territorio che vanta varietà e ricchezze uniche al mondo. Un settore frammentato ma vitale della nostra economia.

Troppo caldo, e i fiori cambiano ritmo. Anche per il miele, però, sono tempi duri: crisi economica e crisi dell’agricoltura; competizione con nuove specie arrivate seguendo le strade dell’immigrazione; inquinamento… E i cambiamenti climatici, che a molti sembrano un argomento di discussione lontano e che invece già oggi incidono in modo visibile sul calendario delle fioriture delle piante che le api devono impollinare e che in cambio di questo lavoro vitale per la Terra danno agli insetti ciò che serve per sostenere l’alveare: il miele.

Perché un fiore che un tempo sbocciava, puntuale, sempre nello stesso momento dell’anno, oggi può fiorire in anticipo sulla stagione primaverile o in ritardo su quella estiva, oppure non fiorire affatto. Oppure cambiano le quote a cui le piante crescono: un fiore che 10 anni fa cresceva a 500 metri di altitudine, già oggi si trova più lontano. Più in alto o più in basso, ma comunque sia le api dovranno rincorrerlo.

Le domande sotto al coperchio

Dentro a un barattolo di miele acquistato al supermercato o direttamente da un apicoltore c’è quindi una storia complessa, legata anche alla salute del nostro pianeta.

Come si produce? Quali caratteristiche deve avere un miele di buona qualità? Perché alcuni mieli costano di più e altri di meno? Seguiteci alla scoperta di uno degli alimenti più antichi e apprezzati del mondo e che vanta, solo in Italia, un consumo annuo di 20 mila tonnellate.

FONTE


Il miele

Il miele è il prodotto alimentare che le api non selvatiche producono dal nettare dei fiori e che trasformano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare.

Tutti i mieli sono allo stato liquido in origine ma con la diminuzione della temperatura molti di essi cristallizzano e tornano liquidi se riscaldata ad es. in bagnomaria a temperatura non superiore ai 40°.

Il miele può essere considerato un alimento di riserva: solo le api (e pochi altri insetti) fanno miele.

Accumulano scorte di cibo e risolvono il problema trasformando il cibo fresco estivo in un alimento a lunga conservazione.

Il miele è una fonte di zuccheri semplici ed è quindi un cibo altamente energetico e dolcificante. Non è necessaria nessuna trasformazione per essere consumato.

Le api sono fondamentali nell’elaborazione del prodotto: compiono un incredibile lavoro di spigolatura, di raccolta di minuscole goccioline di nettare, da trasformare poi con un processo altrettanto laborioso.

Il nettare è una sostanza zuccherina che le piante producono per attirare gli insetti, inconsapevoli trasportatori del polline, l’elemento fecondante, il quale viene quindi trasportato su altri fiori.

Piante diverse danno diversi nettari e da qui nasce la varietà del miele. Il polline non serve per l’elaborazione del miele, ma come alimento proteico per le api giovani.

Nel miele il polline è presente solo come componente accidentale. Altro elemento di partenza per la formazione del miele è la melata, la linfa delle piante.

Chi fa sport volentieri consuma miele, prima, durante e dopo una competizione, infatti fortifica i muscoli, aumenta la resistenza e favorisce il recupero.

L’assimilazione non richiede sforzo poiché è un alimento predigerito dalle api le quali lo arricchiscono anche di enzimi vivi importanti per l’assimilazione.

Chi soffre di disturbi digestivi, non avranno che da guadagnare nel sostituire il miele al normale zucchero, è anche indicato per l’ulcera gastrica.

I principali componenti del miele sono : acqua, zucchero (fruttosio, glucosio, maltosio), acidi (gluconico, citrico, malico, succinico, acetico, formico, lattico, butirico, piroglutaminico, amminoacidi), proteine, sali minerali (potassio, sodio, calcio, magnesio, cloridico, solfati, fosfati, etc.), pigmenti (carotene, clorofilla, derivati dalla clorofilla), sostanze ed aromi dei fiori (esteri, aldeidi, alcool), tannino, enzimi (invertasi, diastasi), fosfati e vitamine.

100 gr. di miele apportano 300 calorie immediatamente disponibili subito dopo l’ingestione senza necessità di preventiva digestione.

E’ particolarmente indicato nella dieta per l’infanzia, infatti a differenza dello zucchero, favorisce la fissazione dei sali minerali.

Usato esternamente favorisce la cicatrizzazione di bruciature e ferite, attenua le irritazioni della gola.

E’ utile anche ai costipati e combatte le fermentazioni. E’ un ricostituente e antianemico. Può essere impiegato ogni giorno.

Una fetta di pane al mattino e un’altra durante la giornata.

Secondo la Royal Society of Chemistry il miele fornisce al corpo sostanze essenziali come sodio, potassio e fruttosio che servono a riprendersi da una serata scomposta.

Un cucchiaino ogni mattina sul pane o per dolcificare il latte o il tè aiuta a disinfettare le prime vie respiratorie e a prevenire la tosse, il raffreddore e mal di gola.

Contiene sostanze con spiccate proprietà battericida.

Il segreto sembra essere una proteina del sistema immunitario delle api (defensina-1).

Il miele allevia le ulcere gastriche.

Il miele sembra ridurre le infiammazioni, stimola la circolazione sanguigna e aumenta la crescita delle cellule epiteliali disposte all’interno dello stomaco e dell’intestino.

Alcuni studi hanno dimostrato che il miele uccide l’Helicobacter pilori, il batterio responsabile della maggioranza delle ulcere.

Il miele crudo è probabilmente la scelta migliore, in quanto il trattamento a temperature altissime utilizzato per il miele pastorizzato potrebbe neutralizzarne alcuni composti attivi..

Pitagora lo descriveva come un elisir di lunga vita!

MIELE DI ACACIA
Sapore: delicato di confetto, fine, vellutato
Proprietà: corroborante, lassativo, antinfiammatorio per la gola, patologie dell’apparato digerente, disintossicante del fegato, contro l’acidità di stomaco

MIELE DI ARANCIO
Sapore: aromatico gradevolmente acidulo
Proprietà: cicatrizzante per le ulcere, antispasmodico, sedativo. Contro l’insonnia e l’eccitazione nervosa

MIELE DI BOSCO
Sapore: forte, di vegetale fresco, di zucchero caramellato
Proprietà: indicato negli stati influenzali

MIELE DI CASTAGNO
Sapore: intenso con retrogusto leggermente amaro
Proprietà: favorisce la circolazione sanguigna, antispasmodico, astringente, disinfettante delle vie urinarie. Consigliato per anziani e bambini.

MIELE DI GIRASOLE
Sapore: non molto dolce, asciutto, con aroma di polline
Proprietà: antinevralgico, febbrifugo, consigliato contro il colesterolo. Calcifica le ossa

MIELE DI ERBA MEDICA
Sapore: delicato, neutro, raschia leggermente in gola
Proprietà: tonificante, antinfiammatorio, per gli sportivi dopo una gara

MIELE DI ERICA
Sapore: forte floreale che ricorda l’anice
Proprietà: azione antireumatica, antianemico ricostituente

MIELE DI EUCALIPTO
Sapore: di malto, zucchero caramellato
Proprietà: azione antibiotica, antiasmatico, anticatarrale. Utile per la tosse

MIELE DI MELATA D’ABETE
Sapore: resinoso, come di zucchero caramellato
Proprietà: antisettico polmonare e delle vie respiratorie

MIELE DI MELATA DI QUERCIA
Sapore: di colore dall’ambra scuro al marrone scuro. Cristallizza raramente. Leggermente amaro.
Proprietà: antianemico. Apprezzato dagli atleti per l’elevato contenuto di sali minerali

MIELE MILLEFIORI
Sapore: molto delicato, senza retrogusti particolari
Proprietà: azione disintossicante del fegato

MIELE DI CON MUGO O GINEPRO
Sapore: aromatico tipico delle essenze montane
Proprietà: particolarmente indicato nelle affezioni respiratorie

MIELE DI TARASSACO E MELO
Sapore: marcato, persistente, caratteristico, astringente
Proprietà: diuretico, depurativo, azione benefica sui reni

MIELE DI TIGLIO
Sapore: di mentolo, balsamico, molto persistente e tipico
Proprietà: sedativo dei dolori mestruali, calmante, diuretico, digestivo. Indicato per le tisane espettoranti. Ha proprietà sudorifere. Contro l’insonnia e l’irritabilità

MIELE DI TIMO
Sapore: intenso e persistente, miele aromatico
Proprietà: antisettico, calmante, febbrifugo, tonico

MIELE DI TRIFOGLIO
Sapore: intenso e persistente, miele aromatico
Proprietà: antisettico, calmante, febbrifugo, tonico

MIELE DI RODODENDRO
Sapore: molto delicato, leggermente piccante in gola
Proprietà: ricostituente, calmante dei centri nervosi è utile contro l’artrite

POLLINE DEI FIORI
Sapore: di vegetale non sempre gradito; si può consumare nello yogurt, latte
Proprietà: alimento proteico, ideale come antistress
Ottimo il miele di acacia che contiene destrosio, levulosio, ferro, zolfo, potassio, manganese, rame, fosforo, sodio, calcio, silicio, vit. B1, B2, B6,C e acido folico.

Il miele non andrebbe mai somministrato a bambini di età inferiore ad un anno, in quanto potrebbe contenere una piccola quantità delle spore chiamate Clostridium botulinum, gli organismi che causano il botulismo.

Le spore non prosperano nell’intestino degli adulti e dei bambini più grandi ma possono moltiplicarsi nell’intestino di un neonato, provocando una grave forma di avvelenamento da cibo detto botulismo infantile.

Il miele è anche ricco di enzimi che intervengono in tutte le razioni metaboliche dell’organismo accelerandole.

E’ un composto complesso e a tutt’oggi non ancora conosciuto, poiché alla luce di nuove ricerche si scoprono sempre nuove molecole o gruppi chimici e si evidenziano sostanze contenute in modeste quantità, ma che risultano spesso di notevole importanza dietetica e farmacologica.


COME SI USA IL MIELE

Qualche domanda:
Fa ingrassare? E’ solo un dolcificante? Che differenza c’è tra un bacio degustato in pieno sole (miele liquido) o in totale oscurità (miele solido)? Preferire i mieli scuri? Mieli specifici (arancio, ecc…) simili a donne focose ma semifallimentari in cucina?
Il sempre valido milite ignoto MILLEFIORI
Buona …digestiva lettura!

COME SI USA IL MIELE

L’OTTIMO: UN CUCCHIAIO AL GIORNO

I SETTORI CHE TRAGGONO BENEFICIO

PRIME VIE RESPIRATORIE: azione decongestionante e calmante della tosse.

MUSCOLI: aumento della potenza fisica e della resistenza

CUORE: azione cardiotropa.

FEGATO: protezione e disintossicazione.

APPARATO DIGERENTE: specifica funzione stimolante, regolatrice.

RENE: azione diuretica.

SANGUE: apporto antianemico

OSSA: fissazione del calcio-magnesio.

COMPOSIZIONE MEDIA

E’ basata in prevalenza su glucosio e fruttosio (70%), elementi energetici già digeriti dalle api e che passano nel sangue senza pericolose soste;

solo il 5% cento di saccarosio;

il 20% di utilissima acqua; sostanze residue dall’1 al 5% : proteine e aminoacidi; sali minerali;

vitamine; enzimi digestivi; granelli di polline; sostanze aromatiche.

E’ scientificamente offensivo ritenerlo soltanto un mero dolcificante. Secondo la studiosa americana Eva Crane, all’esame gascromatografico, nel miele risultano ben 181 elementi.

“Messi a confronto il potere dolcificante del miele è doppio rispetto allo zucchero nonostante le sue minori calorie. Il miele è ottimo ingrediente per le diete”. (Prof.Cannella. Scienza dell’alimentazione alla “Sapienza” Roma. SuperQuark febbraio ‘’96).

Ricorda che non è il miele che fa ingrassare. Anzi: mantenendo un sano metabolismo brucia i lipidi eccessivi!

(per togliere sporco da miele, perchè appunto privo di grassi, basta soltanto l’acqua)

IMPORTANTE! La cristallizzazione (indurimento) del miele deve avvenire sempre, presto o tardi, se il miele è stato lasciato nella sua originaria naturalezza. Per riaverlo liquido basta riscaldare il vasetto a bagnomaria senza superare i 35°. Per non eccedere nel caso specifico bisognerebbe avere un termostato magnetico di precisione. Va ricordato, infatti, che un miele riscaldato male diventa simile ad un fiore passato sia pure momentaneamente in un forno: non profumerà più. Un miele ustionato perderà quasi del tutto ogni attività antibatterica. Svaniranno i suoi enzimi, aminoacidi, proteine.

Il miele a giusta umidità, se conservato sotto gli 11° non va incontro ad alcuna fermentazione. Potete tenerlo, comunque, in un armadietto fresco all’oscuro come l’olio d’oliva, alla portata di mano. Non conservatelo in cantina o mansarda. Altrimenti, non visto dagli occhi… lontano dal cuore. Lontano dall’esofago. SI CONSUMI IL MIELE ENTRO DUE ANNI DALLA PRODUZIONE.

Dopo non farà male, ma non servirà alcunché. Avanzare del miele dopo anni dall’acquisto rientra tra i reati psicologicamente gravi … “perseguibili penalmente”. I detentori assomigliano a chi attendesse due anni, prima di degustare le vitaminiche corroboranti affettuosità del proprio partner.

MIELE COME DOLCIFICANTE

SPREMUTA DI LIMONE

Miscelare abbondantemente un cucchiaio di miele in un bicchiere d’acqua (non ghiacciata) ed il succo di un quarto di limone. BIBITA.Versare dell’acqua freschissima in una brocca da litro; aggiungere tre cucchiaiate di miele e tre di aceto dopodichè rimescolare il tutto. Questa bevanda dei contadini albanesi risulterà sempre straordinariamente dissetante.

CON LA FRUTTA COTTA

Due cucchiai di miele dolcificano gradevolmente una porzione di frutta cotta. Il tenue potere lassativo del miele si aggiungerà a quello della frutta.—Con un pò d’acqua calda sciogliere del miele.Versare su mirtilli e lamponi, pompelmo, melone. Successo garantito per la cuoca!

THE’ FREDDO

Un abbondante cucchiaio di miele in una tazza di the freddo ed il succo di mezzo limone.

LATTE E MIELE

Incontestabile è l’efficacia del latte e miele contro la tosse, mal di gola, catarri e disturbi similari. Una buona tazza di latte intiepidito, fortemente raddolcito con miele, per tre quattro sere prima di andare a letto, smorzerà benignamente i disturbi predetti. Se il troppo dolce è stomachevole, aromatizzate con alcune gocce di limone o d’arancio.

DESSERT

Alla fine dei pasti un cucchiaino di miele su di un biscotto o su un crostino di pane fungerà da ottimo bucolico déssert.

NELLE CURE DIMAGRANTI

Anche al termine dei pasti ipocalorici lo stesso crostino con un pò di miele smorzerà la fame superstite.

YOGURT AL MIELE. Condire un vasetto di yogurt con un cucchiaio di miele ed un cucchiaio di fragole (mirtilli, ribes o frutta preferita).

SU FETTE DI PANE FREDDO seducentissima sarà una crema

ottenuta mescolando con la spatola volumi uguali di miele solido con burro freschissimo.

PREFERITE I MIELI SCURI

Per l’apicoltore è sempre veramente disarmante trovarsi innanzi a chi è del tutto ignorante in apicoltura perché costui esige sempre solo miele bianco liquido (tipo acacia), ma ogni prodotto bianco assomiglia a certi uomini fascinosi che allorquando aprono bocca palesano subito di essere deficienti, mancanti di molte qualità… I mieli chiari sono validi; noi stessi li stimiamo, ma per serietà va detto che sono ricchi prevalentemente di fruttosio, glucosio. Quelli neri, scuri, invece, oltre i due dolcificanti citati, contengono di solito potassio, cloro, zolfo, calcio, sodio, fosforo, magnesio, silicio, ferro… Col proprio bimbo anemico, se ha poco ferro nel sangue, è, quindi, consigliabile insistere affettuosamente perché consumi miele scuro mineralizzato anche se un po’ amaro…

MIELE SOLIDO O LIQUIDO?

L’acqua se immessa nei cubetti del freezer diventa solida… Se lasciata nella bottiglietta in frigo zona verdura rimane liquida… Solida o liquida, converrete che si tratta, comunque, sempre della stessa acqua.

Perfino le mie anitre che a primavera ancheggiano con piume azzurre, belle, vanitose, d’inverno diventano dimesse, grigie, mimetizzate.

Anche il miele, il medesimo miele, si può presentare allo stato liquido o solido. Il miele liquido ricorda un abbraccio affettuosissimo fatto al proprio grande amore in pieno sole dove di lei, di lui, si possono vedere il colore degli occhi, la trasparenza solare dei capelli, le palpebre semichiuse per l’emozione. (Perbacco!)

Il miele solido-cristallizzato-indurito riporta ad un altro simile abbraccio, ma fatto in piena oscurità; tipico quello d’ogni madre al proprio piccolo dopo che gli ha spento l’abat-jour.

Chi è affettivamente maturo, anche se non vede il partner, sa stimare ugualmente ogni suo gesto. Il miele solido, aliis verbis, ai consumatori intelligenti offre pure una esaustiva degustazione, nonostante la ” piena oscurità”, la mancata attuale colorazione del miele.

MIELE MILLEFIORI MINERALMENTE POLIVALENTE

Se la partner femminile fosse sensualmente calda da lasciare perfino “segni d’ustione” sul coniuge ma risultasse, poi, del tutto inefficiente o quasi davanti a normali ugelli della cucina a gas…Alla lunga, quella sua plebealmente invidiata virtù kamasutriana diventerebbe obnubilata alquanto.

Ci sono dei raffinati mieli di arancio, di limone, di castagno puro, di melata, di lavanda che eccellono in specifiche qualità ma rischiano di cadere nella ironica tipologia perfettistica della moglie pirofora descritta.

Il miele Millefiori, costituito da nettare prelevato su svariatissimi fiori si presenta, invece, globalmente capace di venire incontro alle innumerevoli (a noi quasi sempre ignote!) esigenze riguardo a minerali, aminoacidi, enzimi, ecc.. Perfino circa la quantità, le percentuali in aminoacidi dei protidi e dei lipidi nella pappa reale, prodotti dalle api su fioriture da varie essenze, dati scientifici parlano di un 24% in più che non in quella monoflora. Con un prato a millefiori sempre “la Reale”si avvantaggia di almeno cinque aminoacidi essenziali. La sua vitamina B1 ( tiamina) supera ancora la concorrente monotematica con addirittura il 104 per cento. Onore, quindi, a questo miele millefiori Milite Ignoto, nonostante spesso presenti colori non invidiabili; anche se il suo sapore non è specificamente d’arancio ma solo un mixage di menta piperita, di timo serpillo, di tiglio, di rosmarino, ecc. (E ci pare poco?)

Lo scienziato Pasteur ci ha regalato la “pasteurizzazione”.

Ogni genere alimentare ha un preciso tempo per maturare, fermentare, marcire; purtroppo proprio come nell’uomo. Con la pastorizzazione bassa, rapida, o al lampo della omogeneizzazione a 140° per un secondo, per i cinque miliardi di popolazione attuale si riesce a far sì che molti ingredienti (carne, latte, verdura…) fermino la loro marcia di scomposizione per nostri precisi momenti di necessità .. Ogni miele è ricco di fermenti, lieviti sensibilissimi. Se tenuti a provocatorie temperature il calore estivo scatenerà reazioni deleterie… (Anche i mariti più virtuosi, del resto, se sottoposti a ripetute tentazioni epidermiche femminili rischiano termici turbamenti endocrini). A causa del calore eccessivo, proprio sotto al coperchio d’un miele lasciato al naturale, si ammasserà anidride carbonica. Aprendo il vasetto si sentirà un preciso schiocco. E’ la stessa anidride che ci investirà sbuffante dicendo: “Oh! Finalmente torno a casa mia, nell’atmosfera!”.

Il grosso industriale non può permettersi il lusso di avere miele che nei periodi estivi diventi avariato. Ricorre allora giustamente alla pastorizzazione, prassi legale riconosciuta. Solo il singolo piccolo apicoltore grazie a locali adombrati può gestire del miele così com’é perché sa che nell’annata tutto il suo prodotto verrà consumato; sfuggirà alle ripetute provocazioni caloriche delle stagioni..Il miele qualora non subisca pastorizzazione, presto o tardi, diventa cristallizzato. Se un apicoltore vi presenterà questo tipo di miele solido siatene subito visivamente rassicurati. Vi supporti la romantica immagine dei baci travolgenti nonostante il buio.

Nel miele solido, infatti, varia solo lo stato visivo, come l’acqua solidificata, o le piume grigie delle mie anitre durante l’inverno, come i grani di frumento che da grandi diventano panini. Molti apicoltori attrezzati, oggigiorno, pur rispettosi delle esigenze del miele che non tollera temperature superiori ai 35 gradi, ma giustamente anche comprensivi di coloro che vogliono vedere il reale colore, o l’attualizzazione del profumo, pure in pieno inverno, grazie ad impeccabili termostati magnetici, possono offrire miele ancora liquido. Anche voi, su scala ridotta, potete fare altrettanto con un semplice cucchiaio di miele solido riscaldato a bagnomaria. Come le nonne ci mostrano le loro foto dicendo: “Guarda come ero splendida”, anche il miele dal cucchiaio ci parlerà impettito: “Osserva che bel colorito avevo! E’ sempre con queste mescole che ogni primavera nel miele amo abbellire le guance molecolari proteiche dei carboidrati e loro amici intimi (enzimi salivari, aminoacidi-mattonelle del pavimento della vita) ora qui, chimicamente non più mimetizzati, ma di nuovo resi visibili appositamente per te!” Perbacco bis!

APICOLTURA PERCELSI
Percelsi Rodolfo. Via Po, 83. La Loggia (To). Tel.0119627976 Modem fax-con preavviso; e-mail [email protected]

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