Il genere Passiflora è un genere con più di cinquecento specie di piante rampicanti, distribuite in una vasta gamma di habitat. Note per i loro frutti commestibili e le loro proprietà terapeutiche, sono oggi attraenti sia per il settore orticolo che per l’industria farmaceutica. Per questo motivo alcune specie sono state introdotte in Italia. In alcuni casi, però, queste piante simboleggianti la passione di Cristo, si sono trasformate da ornamentali e alimentari a piante invasive.

Fiori dalla forma immediatamente riconoscibile colorati di bianco, azzurro e porpora, che fanno bella nostra di sé su cancellate e muri, così si presenta spesso la passiflora, una pianta dai fiori bellissimi che racchiude un forte simbolismo e particolarità affascinanti.

Il genere Passiflora è il genere più numeroso della famiglia delle Passifloraceae, con più di cinquecento specie di piante rampicanti, distribuite in una vasta gamma di habitat, ma per la maggior parte endemiche del Centro e Sud America. Il genere Passiflora comprende principalmente rampicanti con alcuni piccoli alberelli tropicali e una specie arborea di medie dimensioni come P. lindeniana.

Il simbolismo nella cultura cristiana
Nel nome e nell’etimologia, dal latino Flos Passionalis ossia fiore della passione, è contenuto il potenziale simbolico della specie che, nei suoi fiori variopinti e affascinanti, è associata alla crocifissione di Cristo. Sono numerosissimi i riferimenti artistici e culturali su questo fiore a partire da quando fu osservato dal cronista spagnolo Pedro Cieza de Leon nel suo viaggio nel “Nuovo Mondo” nel 1553. Il secolo successivo lo studioso italiano Giacomo Bosio promosse il Flos Passionalis o “Fiore delle cinque piaghe” come simbolo del cristianesimo nelle sue poesie e nei sui trattati. Un parallelismo che da quel momento si diffonde in numerose opere artistiche e letterarie.
Alle origini d questo potente simbolismo vi sarebbe la particolare conformazione fisica del fiore che, in ogni sua parte, simboleggia un aspetto della passione di Cristo: i tre stigmi rappresentano i tre chiodi usati nella crocifissione, gli stami alludono alle cinque ferite di Cristo, i filamenti della corona alla Corona di spine, i dieci petali rappresentano, invece, i dieci apostoli presenti alla crocifissione, mentre le tre brattee simboleggiano la Trinità e le foglie a cinque lobi di P. caerulea le mani dei pubblici ministeri. In quest’ultima specie il blu e il bianco del fiore, infine, rappresentano rispettivamente il Paradiso e la purezza.

Il frutto della passione
Le specie di Passiflora godono di un’elevata capacità di adattamento agli habitat e di una vasta gamma di impollinatori quali falene, api, colibrì e persino mammiferi, come i pipistrelli. La naturale adattabilità e l’ampia variabilità genetica rendono la Passiflora e i suoi ibridi molto attraenti sia per il settore orticolo che per le industrie alimentare e farmaceutica. Molte passiflore producono frutti commestibili dal sapore e profumo delicati.
Le dimensioni dei frutti variano moltissimo e i semi sono ricoperti da una polpa gelatinosa, come nel caso del frutto della passione o maracujà, apprezzatissima per il sapore dolce e acidulo e il profumo intenso e caratteristico. Il successo di questi frutti ha fatto sì che la specie Passiflora edulis, dalla quale hanno origine, si espandesse dal suo habitat originario del Sud America in diverse regioni tropicali, subtropicali e temperate di tutto il mondo dove viene oggi coltivata per la produzione di bevande e prodotti alimentari e, più recentemente, anche di profumi, saponi, gel doccia e candele. In Italia esistono diversi collezionisti e ibridatori di passiflore e nel Centro di ricerca CREA-OF di Sanremo è in corso un programma di breeding per la creazione di nuovi ibridi a interesse alimentare.

Non solo estetica e gusto
A rendere famose e ricercate le passiflore non sono state solo la loro bellezza e i loro frutti, alcune specie sono, infatti, utilizzate anche per le loro proprietà curative: per esempio per curare l’insonnia e l’isteria in Nigeria o per curare il mal di testa in India o, ancora, come pianta sedativa e ansiolitica nei Caraibi e nel Nord America.
Ricca di flavonoidi, composti fenolici e alcaloidi armanici la passiflora viene ampiamente utilizzata per rimedi fitoterapici con funzione sedativa e antinfiammatoria. Tra le specie più utilizzate troviamo la Passiflora incarnata, resistente anche ai climi più temperati come quello italiano. Le foglie, le infiorescenze e le infruttescenze di questa specie sono usate per infusi e tisane.

Passiflora pianta infestante?
Grazie a tutte queste proprietà, alla loro bellezza e ai loro frutti molte specie di passiflora sono state introdotte in aree non endemiche ai fini della coltivazione. Queste pratiche, in alcuni casi, sono diventate motivo di preoccupazione in quanto la pianta si è diffusa in natura minacciando le specie autoctone meno robuste a tal punto da essere classificata come infestante come successo con la P. mollissima nelle Hawaii e in Nuova Zelanda. Questo è quello che si teme possa succedere anche in Italia dove si è ormai naturalizzata da anni e in quasi tutte le regioni la Passiflora caerulea. Questa specie è caratterizzata da alta rusticità e quindi resistenza alle basse temperature e da una rapida diffusione grazie anche alla sua capacità pollonante. Nonostante stia colonizzando velocemente numerosi ambienti al momento non è ancora inserita nelle liste di piante alloctone invasive. Sperando che non si trasformi in un problema per ora possiamo ammirare i suoi spettacolari fiori bianchi e azzurri ormai in quasi tutta la penisola.

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