Vietato lasciare i cani nel giardino senza compagnia e lontani dall’abitazione, altrimenti si rischia di incorrere nel reato di abbandono. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna a un uomo di Thiene, che non si è occupato del proprio animale da compagnia: ora dovrà pagare 2mila euro di multa, oltre alle spese di giudizio.

Secondo i giudici, l’uomo ha inflitto “gravi sofferenze” al proprio pastore tedesco, lasciandolo in cattive condizioni di salute e abbandonato in un giardino lontano dalla casa. Addirittura, il proprietario indifferente aveva talmente “poche occasioni di stare in compagnia del cane, da non essersi nemmeno accorto della sua condizione fisica”.

I testimoni sentiti nel processo di merito, infatti, hanno raccontato che il povero animale abbandonato nel cortile non si reggeva sulle zampe, emanava cattivo odore, aveva macchie di sangue, otite e piaghe da decubito nel ventre. Anche questo elemento ha pesato, nel giudizio degli Ermellini, che hanno rimproverato all’uomo non solo l’abbandono, ma anche “l’omessa prestazione di cura e assistenza, dovuta ad un comportamento di trascuratezza colposa”.

La Corte di Cassazione vanta una giurisprudenza ormai costante che tutela gli animali domestici, ulteriormente consolidata dalla condanna a questo cattivo proprietario, che ha tentato di difendersi senza successo, sostenendo che il cane si trovava nel suo giardino e dunque non era abbandonato e che solo un veterinario era in grado di accorgersi delle malattie del pastore tedesco.

Nessuna giustificazione è valsa, però, a evitagli la condanna. Secondo i giudici di legittimità, infatti, il reato di abbandono di animali viene commesso “non solo con comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà, ma anche le condotte che incidono sulla loro sensiblità psico-fisica, procurandogli dolore e afflizione”.

FONTE – GIULIA MERLO 16.09.16


Cani Chiusi Nei Giardini A Vita: E’ Maltrattamento

Sento spesso persone che hanno dei cani dicendo: “il mio cane ha a disposizione un ampio giardino. Non ha bisogno di uscire.” Non mi stancherò mai di ripeterlo! Questo non è amore verso il proprio animale. E non si tratta di amore nemmeno in quei casi in cui il cane viene tenuto in giardino, da solo, giorno e notte, per “fare la guardia”. L’animale vive sempre in totale solitudine, in un giardino o su un terrazzo e l’unico momento di socializzazione che ha sono i pochi minuti in cui il padrone gli porta da mangiare o da bere. E, purtroppo, succede anche di peggio. Ci sono cani che vivono chiusi all’interno di piccoli recinti, magari sperduti in mezzo ai campi e che vengono fatti uscire solo quando “serve”. L’isolamento sociale è una forma di maltrattamento poco conosciuta e parecchio ignorata ma ha pesanti ricadute sulla salute psichica e fisica dell’animale. A differenza dei maltrattamenti che lasciano segni evidenti e, quindi, sono più facili da notare, l’isolamento sociale incide pesantemente sulla mente del cane e può avere pesanti ripercussioni nel suo comportamento. Molte volte lo stress si può manifestare o con varie tipologie di aggressività o con forme di autolesionismo.
Come ben sapete, il cane è un animale sociale e ha la necessità di far parte di una “squadra o di un branco”. All’inizio, questo branco era formato dai suoi simili ma ora è la sua famiglia, una squadra formata anche solo da due persone, lui e il suo umano. Impedirgli tutto ciò è una forma subdola di maltrattamento. Il cane isolato in un giardino o su un terrazzo è punito a vita. Facendo così gli impedite di esprimersi o non gli permettete di farlo nel modo giusto, seguendo quelle che sono le sue esigenze etologiche e quelle della sua specie. Anche se per giardino intendete il parco più bello di una villa, il cane che vive sempre da solo lì, non è altro che un “prigioniero”. E la sua pena è peggiore se in quel bellissimo giardino il cane vive anche legato con una catena. Se lo abbandonate a sé stesso, sarà sempre un cane “fragile, triste o perennemente ipereccitato”. Per un cane il giardino non è altro che un meraviglioso posto dove può incontrare altri cani, può giocare con il suo umano o dove può condividere momenti bellissimi con la sua famiglia.

Ecco perché bisogna sempre fare molta attenzione. Se un cane viene picchiato o lasciato senza cibo, chiunque è in grado di accorgersene e denunciare. La sofferenza di un cane costretto a vivere in isolamento sociale non è evidente. Chi lo vede in un giardino non può sapere quante tempo il suo umano dedichi a lui.

Concludo dicendo che il cane non ha bisogno di avere a disposizione grandi spazi ma non può vivere bene senza interagire e relazionarsi con l’uomo o con altri animali. Ecco perché è fondamentale tenere presente che il cane non è solo un “antifurto” e che provvedere a sfamarlo e curarlo se sta male non significa volergli bene. Se avete un giardino va benissimo ma non trasformatelo nella sua prigione. Tenete conto che per alcune razze c’è il rischio concreto che l’isolamento contribuisca allo sviluppo di comportamenti non appropriati. Questi si traducono in quali abbaio prolungato o, in alcuni casi più gravi, in aggressività. E se il vostro cane e di grossa taglia, questa è un’eventualità che vi conviene sempre evitare.

FONTE – articolo di Patrizia Galeotti