Si tratta di una pianta grassa che in questo periodo sfolgora di bellezza sul mio balcone. Perenne, si rinnova autonomamente e facilmente nel vaso ad ogni primavera. Ha foglie carnose, piane con margine seghettato, piuttosto larghe, con  picciolo corto ed alterne, rimpiccioliscono verso l’infiorescenza. Il fusto è prostrato per un tratto, poi eretto, glabro e di colore rossastro. L’infiorescenza è una cima densa ed affollata, la corolla del singolo fiore ha cinque petali, lunghi circa cinque millimetri, purpurei.

Con l’Erba di San Giovanni in al­cuni ospedali si curano ustioni di secondo grado, evitando perfino l’in­tervento chirurgico, ma tutto questo viene fatto da medici esperti che studiano trattamenti adeguati da anni; dunque, in casa, accontentia­moci di trattare mali piccoli con queste piante: si applichi sulla parte interessata, la foglia fre­sca ben lavata e contusa e si fasci con una benda di garza. Si rinnovi la foglia due volte al giorno.
Il Sedum Telephium è un ottimo rimedio anche contro calli, contusioni, emorroidi e persino verruche.

Molte sono le erbe soprannominate “di San Giovanni”, tra le quali l’Iperico, l’Artemisia, il Rosmarino e l’Aglio, ma solo questa pianta è stata proprio chiamata così. Il suo nome scientifico Sedum Telephium potrebbe derivare dal latino sedeo, “io mi siedo”, riferito al fatto che il fusto è adagiato sul terreno. In alcune regioni viene anche chiamata “erba dei calli” perché capace di far sparire i calli dei piedi.
Nelle campagne del Nord, fino al secolo scorso, una ragazza che avesse intenzione di sposarsi doveva piantarne due fusti l’uno vicino all’altro in un vaso da tenere in casa: se crescevano in modo uguale il matrimonio era destinato a durare, se crescevano in maniera non omogenea la vita non sarebbe stata facile, se uno appassiva, la morta dell’amato sarebbe stata probabile.
Rientra nell’elenco di erbe da raccogliere la notte di San Giovanni e i suoi usi sono strettamente correlati all’evento in se. Si può tuttavia usare come attivatore per incantesimi di guarigione della pelle e per propiziare un matrimonio felice.

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