Leggo la descrizione della “Matita Perfetta”, donatami da Arihanna per la conclusione dei miei studi giurisprudenziali lo scorso inverno, e -dopo otto mesi di utilizzo e tre stili consumati- devo ammettere che non si tratta della solita vanteria elaborata dagli uffici Marketing di prodotto.
Di fatto, nella sua semplicità, è uno strumento eccezionale, funzionale e capace di ridestare emozioni sopite da anni!

Considero infatti da sempre lo stilo, il lapis, la penna e la stilografica tra i più importanti strumenti realizzati dall’umanità: oggetti capaci di tracciare il segno tra l’essere “umani” o “animali” (indipendentemente dalle accezioni positive e negativa della suddivisione!), oggetti capaci di favorire lo sviluppo dei concetti, l’affermarsi della creatività, il condividere e diffondere idee.

Personalmente ho iniziato a tracciare i primi segni con le matite FILA… ricordate quelle a sezione esagonali gialle e nere con il fondo rosso oppure i pastelli o i Tratto Pen in fibra? Ecco! (E infatti FILA significa Fabbrica Italiana Lapis e Affini).
Alle Medie ho appreso i rudimenti del disegno tecnico: bozze con le prime portamine ed elaborati finiti a china con penne delle tedesche STAEDLER e PELIKAN.
Al Liceo è stato il tempo della bella scrittura (con pennini e inchiostro) e delle stilografiche americane: ricordo che adoravo una PARKER, persa poi nel periodo del servizio militare, e una WATERMAN.
All’Università, e poi nei successivi anni negli uffici, dove si trascorrono sempre più ore sulla tastiera del PC e quasi si dimentica l’arte della scrittura, è stato il tempo delle funzionali penne a gel dell’americana FISHER e della copia più economica nipponica PILOT.

Ora che ho ripreso a scrivere e disegnare… sono tornato al lapis, questa volta FABER CASTELL… e ne sono così entusiasta che ho deciso di battezzare la mia “macchina per costruire sogni”: La chiamerò BOW, acronimo di “Costruttore di Mondi” in inglese (Builder of Worlds) e simbolico riferimento alla deferenza che provo nei confronti di nostra signora Creatività (to bow = fare un inchino, inchinarsi) e allo strumento capace di lanciare oltre idee e progetti che forse si concretizzeranno in spazi futuri ora sconosciuti (bow, nm = arco).

La matita è considerata il simbolo della scrittura e del disegno. Nessun altro strumento è così semplice ed universale, senza pretese, così utile e senza tempo come la matita.
Circa 400 anni dopo la sua invenzione è ancora lo strumento di scrittura più utilizzato al mondo, e quello preferito dai creativi.E’ sorprendentemente moderna, economica e amica dell’ambiente, e maestra nel minimizzare gli errori.

La Matita Perfetta
L’apice della storia della matita è la nascita della “Matita Perfetta” della collezione Graf von Faber-Castell.
Per la gioia di scrivere e fare schizzi, la classica matita deve essere sempre appuntita. Ma dove tenere il temperamatite per averlo sempre a portata di mano? Il posto più adatto è sulla matita stessa, incorporato nell’allungalapis che protegge anche la punta e la rende comodamente tascabile e pronta all’uso.
L’allungalapis con il temperamatite incorporato occupa una posizione speciale nella nostra collezione. Con questo e la gomma sostituibile posta sotto la capsula all’estremità della matita avete tutto ciò che occorre in un unico ed elegante strumento sempre pronto all’uso: per scrivere, correggere ed appuntire.

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