5 motivi per cui i matrimoni non funzionano più (Testo del 15.04.2015)

I matrimoni oggi non funzionano.

Domanda da un milione di dollari? Perché?

Innamorarsi e condividere la vita, sembra un concetto abbastanza semplice. I nostri bisnonni lo hanno fatto e così anche i nostri nonni. In molti casi, anche i nostri genitori ci sono riusciti.

Perché noi non ci riusciamo?

Io sono divorziato, ma sono solo un esempio dei tanti fallimenti matrimoniali. Mentre qualcuno ha affrontato la separazione, altri preferiscono restare in una relazione fallita, in una vita fasulla.

Ho passato gli ultimi tre anni cercando di capire cosa significa, oggi, frequentare qualcuno. Nel 2004, quando ho incontrato la mia ex moglie, le cose erano molto diverse. I social media non erano ancora esplosi, avevo solo voglia di chiederle com’era andata la sua giornata, semplicemente perché non potevo saperlo altrimenti.

La moda dei messaggi aveva appena iniziato a diffondersi, quindi se volevo parlare con lei, dovevo chiamarla. Se volevo vederla, dovevo andare a casa sua e bussare alla sua porta. Tutto richiedeva un’iniziativa concreta da parte mia o sua.

Oggi le cose sono cambiate.

Ripercorrendo gli ultimi 11 anni, ho iniziato a pensare a quanto fosse diversa la situazione per le generazioni passate. E soprattutto penso a quanto cambierà ancora per i miei figli.

La nostra generazione non è “preparata” a gestire i matrimoni. Ecco perché:

1. Il sesso diventa quasi un’utopia.
Non so voi, ma io amo il sesso. Non credo che sia solo un aspetto della relazione, sono convinto che sia il più importante. Oltre ad essere piacevole, il sesso connette due persone. C’è una ragione per la quale si dice “fare l’amore”.

Sono confuso dalle coppie che trascurano il sesso, soprattutto se sono giovani. Tutti desideriamo il contatto fisico, quindi come si può pensare di eliminarlo ed avere lo stesso un matrimonio felice??

Invece, ci limitiamo a fare sesso una volta ogni 15 giorni o quando la gravidanza chiama. Così diventa una specie di compito. Non guardiamo più al partner desiderosi di strappargli tutti vestiti di dosso, abbiamo quasi paura di questo pensiero. Non vi sembra folle?

2. Le questioni di soldi ci indeboliscono.
Anni fa, non si pagava più di 200.000 dollari per l’istruzione o 300.000 per una casa. Oggi, abbiamo bisogno di un lavoro che paghi i debiti studenteschi, il mutuo, le utenze, le spese generiche e i costi di un figlio. Il problema è che è davvero molto difficile trovare un lavoro che garantisca un guadagno tale da vivere in maniera dignitosa ed affrontare anche tutte queste spese, soprattutto se si è ancora sotto i 30.

Questa tensione continua finisce per separarci. Non ci permette di vivere a pieno, siamo troppo occupati con le spese per goderci la giovinezza. Addio cene fuori, c’è il mutuo da estinguere. Dovrete fare a meno del regalo per l’anniversario quest’anno perché a fine mese ci sono le tasse studentesche. Vacanze? Neanche per sogno.

Cerchiamo di avere lo stesso stile di vita dei nostri nonni e genitori, ma siamo in un’epoca che ci ha riempito di debiti come mai prima. Possiamo anche riuscirci, ma questo comporta tante difficoltà.

Essere capaci di vivere bene è parte della vita stessa. Non avere la possibilità di farlo a pieno incide sulle nostre relazioni. Ci costringe ad essere spettatori della vita altrui.

3. Siamo più connessi che mai, ma allo stesso tempo siamo lontanissimi.
Ammettiamolo, l’ultima volta che avete “parlato” con la persona amata, non avete neanche ascoltato la sua voce.

Potete essere al lavoro, in palestra, con i bambini al campo di calcio. Potete anche trovarvi nella stessa stanza.

Avete detto a vostra moglie della prenotazione al ristorante…. Con un messaggio.

Vostro marito vi ha mandato dei fiori a lavoro… grazie ad un app del telefono.

Entrambi avete cercato i mobili per la vostra nuova casa… su Pinterest.

Non c’è più alcun contatto fisico in queste azioni. Abbiamo rimosso il sentimento umano dalle nostre relazioni, e lo abbiamo sostituito con coloratissime bolle d’aria. In qualche modo riusciamo anche ad essere offesi da un messaggio sul telefono, accusando gli altri di essere “arrabbiati” o “tristi” quando, in realtà, non abbiamo idea di come si sentano davvero. Alla lunga, finiamo per litigare per questo.

Volete sapere perché i vostri nonni hanno appena festeggiato I 60 anni di matrimonio? Perché non hanno trascorso il loro tempo su Instagram per scoprire cosa ha mangiato John per cena. Non erano su Facebook a criticare altre persone. Non andavano in vacanza per mandare messaggi con Snapchat agli amici.

No.

Erano troppo occupati ad amarsi e rispettarsi, a parlare durante la cena, a camminare tenendosi per mano, senza telefoni. Non erano distratti da qualunque cosa fosse intorno a loro. Avevano dei sogni e li hanno inseguiti insieme.

4. Il nostro desiderio di attenzione supera il desiderio di essere amati.
I Social media ci hanno offerto l’occasione di diventare famosi. Adesso solo un selfie vi separa da una popolarità degna di una star. Pubblicate una foto e milioni di sconosciuti vi concederanno un “mi piace”. Indossate meno vestiti e… voilà! Una pioggia di “like”.

Ma c’è più di questo. Che ne dite del vostro stile di vita? M’imbatto in foto di persone impacchettate in abiti firmati, in locali alla moda e con qualche strano cocktail alla mano. So che questa gente è al verde, ma vende agli altri un’immagine di successo, semplicemente perché può farlo. I “like” e i commenti altrui garantiscono loro questa forma di gratificazione.

Se volete amare davvero qualcuno, smettetela di cercare attenzioni da chiunque perché non sarete mai contenti dell’attenzione di una persona sola. Questo vale anche per l’amore.

L’amore dovrebbe essere sacro. Non potete amare se siete troppo preoccupati dell’opinione altrui. Che si tratti di postare foto sui social, di comprare una casa per competere con gli altri o di fare vacanze da sogno, nessuna di queste cose ha davvero importanza.

5. I social media hanno invitato migliaia di persone nel vostro letto.
Abbiamo rinunciato alla nostra privacy. Non c’è più nulla di intimo, è tutto spiattellato sul Web perché il mondo possa vederlo. Se andiamo in un posto o facciamo qualcosa, lo rendiamo subito pubblico. Invece di goderci il momento, ci perdiamo nel ciberspazio cercando di azzeccare lo status giusto o il perfetto filtro per la foto.

Non c’è niente di male a condividere i nostri momenti privati, anche io lo faccio. Ma c’è un limite? Quand’è che tutto questo diventa troppo?

Abbiamo invitato dei perfetti sconosciuti a casa nostra, gli abbiamo fatto vivere i nostri appuntamenti. Gli abbiamo mostrato il nostro guardaroba, li abbiamo fatti salire nelle nostre auto, gli abbiamo perfino fatto vedere il nostro costume da bagno. Possiamo anche far loro la valigia.

Il matrimonio è sacro. È il sacramento più bello ed ha in sé un’enorme promessa per i fortunati che ne fanno esperienza. Anche se sono divorziato, credo nell’amore vero e nella possibilità di costruire una vita stupenda con qualcun altro. È sempre stato il mio sogno, fin da ragazzo.

Ho davvero paura che il mondo di oggi ci stia sbarrando la strada verso questo obiettivo e verso una vita serena da condividere. Abbiamo sotto controllo alcune cose, mentre altre ci sono sfuggite di mano.

Potete essere d’accordo o meno.

La cosa non mi turba affatto.

Questo post è apparso per la prima volta su app.com ed è stato pubblicato anche su The Huffington Post Usa. La traduzione del post è di Milena Sanfilippo.

FONTE


Matrimoni in fumo, colpa di chat e internet (Testo del 13.09.2018)

Sale la percentuale dei matrimoni che finiscono per tradimenti che si sono consumati e sono stati scoperti nel corso del dating online. Ecco come cambia il concetto di infedeltà (virtuale)

E’ nella rete che le infedeltà trovano terreno fertile. Magari tutto parte in maniera innocente solo per fare quattro chiacchiere. Negli ultimi anni è salito in maniera vertiginosa il numero dei matrimoni che finiscono a causa di tradimenti consumati grazie alle nuove tecnologie. Solo a Milano il 45% dei matrimoni finisce per tradimenti scoperti e consumati su Instagram, Whatsapp, Tinder, Badoo. A raccontarlo ad Adnkronos è l’avvocato Lorenzo Puglisi, presidente e fondatore dell’associazione Familylegal.

I matrimoni finiscono per colpa di internet e delle chat
Come precisa Puglisi: «Il dating online ha oramai superato il vecchio approccio vis à vis per lasciare spazio al flirting tramite smartphone». L’utilizzo di questo tipo di programmi e di applicazioni è aumentato in modo esponenziale così come il rischio di essere scoperti e di arrivare a mettere la parola fine ad una relazione matrimoniale. E poi sui social, con la barriera dello schermo, ci si sente più tutelati, almeno in apparenza, e ci si lascia andare più facilmente fino a quando si crea una vera relazione che sfocia, in alcuni casi, in dipendenza psicologica.

Puglisi ricorda poi la sentenza della Suprema corte n 21576/2018 che ha ribadito la gravità dell’adulterio nel matrimonio, tale da far scattare l’addebito, a meno che il marito che va via da casa per una relazione extraconiugale non dimostri che il rapporto era già in crisi. In quest’ultimo caso, tradire non è illecito o meglio, viene perdonato e non scattano sanzioni. Fermo restando che «l’adulterio è vietato solo per chi è sposato. Non vale quindi per i conviventi e per le unioni civili, all’interno delle quali, quindi, è concesso tradirsi reciprocamente senza alcuna conseguenza legale».

Tradimenti virtuali e il cambiamento del concetto di fiducia
Se si parla di internet, può essere che un tradimento non sia stato consumato nella realtà, ma che sia rimasta nel cosiddetto ambito “virtuale”. Poco cambia nel caso del matrimonio. Per la Cassazione gli adulteri cosiddetti “platonici” o virtuali «hanno un peso nella determinazione dell’addebito – chiarisce l’avvocato Puglisi – non solo quando si arrivi al tradimento consumato, ma anche quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell’ambiente in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà e comporti offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge. Questo significa -conclude Puglisi- che il solo flirtaggio telematico può già di per sé portare a responsabilità sotto il profilo dell’addebito”.

Risarcimento danni per infedeltà: è possibile?
Infine, perché si possa chiedere un risarcimento in caso di infedeltà, la Suprema corte ha evidenziato che oltre ad essere stata attuata con modalità che abbiano provocato a una lesione della salute del coniuge (da certificare), l’infedeltà dovrà essersi materializzata «in comportamenti che – chiude il legale – oltrepassando i limiti dell’offesa, si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto, circostanza che proprio di recente la Cassazione ha individuato nell’infedeltà conseguita ad una relazione extra coniugale con la propria cognata».

FONTE