Il 5 per mille è stato confermato anche per l’anno 2015.

La legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (Legge di Stabilità 2015) approva lo strumento del 5 per mille anche per il periodo fiscale 2014. Il tetto delle risorse destinate al 5 per mille nel 2015 sarà pari a 500 milioni di euro.

Sebbene la domanda di iscrizione degli enti, negli appositi elenchi, è scaduta il 7 Maggio 2015 si potrà regolarizzare la propria posizione entro il 30 Settembre 2015 versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro.

Il 5 per mille permette la destinazione di una parte dell’importo Irpef, dovuto dal cittadino allo Stato, ad una ampia platea di destinatari (rispetto all’8 per mille a favore dei soli enti religiosi). Per la precisione, il 5 per mille 2015 potrà essere devoluto a:

– Organizzazioni non lucrative socialmente utili;
– Ricerca scientifica e universitaria
– Ricerca sanitaria;
– Organismi privati delle attività di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
– Attività sociali svolte dal comune di residenza;
– Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI che svolgono attività di interesse sociale.

È chiaro ed evidente che il cittadino contribuente, che scelga di destinare il 5 per mille oppure non effettui alcuna scelta, pagherà sempre lo stesso importo di Irpef (se dovuto).

Tuttavia bisogna dire che pochi utilizzano questo prezioso strumento, soprattutto perché non lo conoscono tanto bene, non avendo chiaro il meccanismo che di fatto permette al contribuente di decidere come sarà utilizzata una parte (anche se minima) delle imposte che versa.

La scelta per indicare il beneficiario della propria quota del 5 per mille dell’IRPEF per il 2015, va fatta in concomitanza con la dichiarazione dei redditi. In caso di 730 precompilato bisogna consegnare il modello 730-1 in busta chiusa al sostituto d’imposta, in un centro CAF o ad altro professionista.

Nel caso invece si debba presentare il modello 730 ordinario o il modello Unico 2015, la sezione per la scelta del 5 per mille si trova già integrata nei rispettivi moduli.

Il contribuente deve apporre la propria firma e il codice fiscale dell’ente nel riquadro corrispondente. La scelta deve essere fatta esclusivamente per una delle istituzioni beneficiarie.

Attenzione però: la scelta è possibile solo se l’ente indicato è compreso negli elenchi predisposti dell’Agenzia delle Entrate (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Gli enti che vogliono entrare a far parte dei beneficiari di tale quota dovranno iscriversi attraverso un apposito software che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sempre sul proprio sito internet. Il periodo di iscrizione solitamente va da Marzo a Maggio di ogni anno (la scadenza per l’anno 2015 è stata il 7 Maggio), successivamente vengono pubblicate le liste degli enti ammessi suddivisi per categorie e quelli esclusi.

Possono partecipare al riparto delle quote del 5 per mille gli enti ritardatari che presentino le domande di iscrizione entro il 30 settembre 2015, versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro utilizzando il modello F24 con il codice tributo 8115.

Tuttavia la scelta del 5 per mille e dell’8 per mille non sono alternative, ma si possono esprimere entrambe (scegliendo di fatto a chi destinare il 13 per mille della propria Irpef pagata).

NB: La mancanza della firma in uno dei riquadri previsti, e quindi la non scelta, costituisce “opzione non espressa” da parte del contribuente. In tale caso, la ripartizione della quota d’imposta non stabilita è attribuita in proporzione alle scelte totali espresse.

C’è da dire che tale meccanismo è stato più volte criticato da parte della Corte dei Conti poiché non vengono incassati dallo Stato.

Negli ultimi anni la Chiesa Cattolica ha ottenuto dal 60% al 70% dei fondi (si parla di poco meno un miliardo di euro resi utili per la costruzione o il rinnovamento delle chiese o destinati a sacerdoti e vescovi) poiché è stata scelta dalla maggioranza di chi ha manifestato una preferenza.

Ogni anno i contribuenti che non indicano alcuna destinazione in sede di dichiarazione dei redditi (circa il 50%) di fatto regalano il loro 5 e/o 8 per mille, lo Stato, a sua volta, rinuncia volutamente a queste quote in un periodo nero per l’economia italiana, basti pensare a debito pubblico, immigrazione, costruzione di nuove carceri o missioni internazionali.

5 e 8 per mille: le scelte non espresse was last modified: Giugno 5th, 2015 by Dott. Giacomo Bertè

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